il ladro di giorni

Il ladro di giorni, l’on the road che si perde per strada

Guido Lombardi per Il ladro di giorni parte dal suo libro e da un buon soggetto iniziale per poi confezionare un film on the road che mostra crepe e incoerenze. Peccato

 

Quando un “on the road all’italiana” e due bravi attori non bastano per far funzionare le cose. Guido Lombardi, film maker, sceneggiatore, regista e scrittore, porta sul grande schermo Il Ladro di Giorni, presentato due giorni fa alla 14^ Festa del Cinema di Roma e tratto dal romanzo scritto da Lombardi stesso.il ladro di giorni

A interpretare i due ruoli principali troviamo Riccardo Scamarcio (Io che amo solo te, La cena di Natale, Euforia) e l’esordiente Augusto Zazzaro, oltre che Massimo Popolizio.

SINOSSI

Salvo (Augusto Zazzaro) è un bambino di 11 anni che vive a Udine dai suoi zii. Sette anni prima abitava nel profondo Sud, in Puglia, Regione che ha dovuto abbandonare dopo la morte di sua madre e dopo l’arresto di suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio).

Mentre gioca a pallone con un gruppo di amici, dopo tanto tempo dall’ultima volta, Salvo incontra di nuovo suo padre, da poco uscito dal carcere. L’uomo è lì per chiedere a Salvo di seguirlo per qualche giorno in un viaggio che li porterà di nuovo in Puglia per un lavoro importante che Vincenzo deve compiere. Durante questo percorso entrambi dovranno ricominciare a conoscersi, scoprendo piano piano sentimenti, paure e segreti.

L’ON THE ROAD “VORREI MA NON POSSO”

Dopo Là-bas , vincitore del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis alla XXVI Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia, e Take Five, presentato nel 2013 alla Festa del Cinema di Roma, Guido Lombardi torna dietro la macchina da presa. Lo fa partendo da una sua “creatura”, Il ladro di giorni. Un testo e un soggetto interessante che offre più di uno spunto. Come spesso accade, però, nella trasposizione cinematografica qualcosa si rompe.

Scamarcio, perfettamente calato nei panni del pugliese appena uscito di prigione, è un padre che ha perso i connotati di amorevolezza nei confronti di suo figlio e ha di fronte a sé la possibilità per tornare a “voler bene”. Salvo, invece, è un figlio che ha fatto i conti con la mancanza della figura maschile di riferimento e ora deve imparare a “prendere le misure” con questa “presenza” che reclama del tempo con lui.

La sceneggiatura però tende a perdersi per strada man mano che il racconto prosegue, mostrando crepe e incoerenze che distolgono lo spettatore, disorientandolo. Tra digressioni e scansioni temporali non sempre funzionanti e funzionali, le buone intenzioni iniziali sfumano progressivamente.

Degno di nota il debutto di Augusto Zazzaro che centra appieno la sua parte e risulta credibile nel suo ruolo. Non basta però né suo apporto né quello di Scamarcio a risollevare le sorti della pellicola.

Il ladro di giorni poteva essere un film molto più calzante nel racconto del viaggio on the road di un padre e un figlio, della possibilità di salvarsi, di trovare una sorta di redenzione. Decide invece di essere solo un lavoro che passa sullo sfondo e che dimentichi poco dopo. Come quelle canzoni che, pur avendo una buona melodia, ti spingono a cambiare traccia. Peccato.

Il ladro di giorni sarà nei cinema prossimamente distribuito da Vision Distribution

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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