Il lodo anti domande irritanti

Non vedo, non sento, non parlo o rispondo, ma anzi querelo. Sembra essere diventato questo il nuovo motto del nostro “Papi” premier. Preso in prestito da qualche omertoso, il nostro S.B. l´ha modernizzato, l´ha adatto alla sua vicenda, e l´ha trovato pure strabiliante, tanto da farne uso in ogni occasione .

Dopo le varie epurazioni da Rai e giornali e le imposizioni di nomine su quest´ultime, che hanno fatto scoppiare resse sia all´interno della maggioranza (tutte le sottocorrenti volevano il loro uomo) sia all´opposizione la quale in assenza di temi ha voluto cavalcare l’onda, l´Egoarca ha capito che il metodo andava cambiato, faceva disperdere molti voti e creava imbarazzo a molti elettori. Imporre la censura con la forza – lo dimostra anche la Storia – crea l´effetto contrario: sempre più giornalisti, un tempo “moderati”, vanno dalla parte dei ” non allineati”, ingrossando così le file dell´opposizione.

Bisogna fabbricare qualcosa al più presto per bloccare l´informazione libera.
Di rispondere alle terribili provocazioni di Repubblica (10 domande) non se ne parla nemmeno, al massimo fa un salto da Bruno Vespa e gli racconta un po´ di storielle inventate sul momento e modificabili a secondo della situazione. Nessuno lo contesta lì, gli ospiti e l´insetto si bevono tutto senza replicare, crea pure belle battute (anche quelle improvvisate); in quel posto si sente a casa. Anzi, come gli ha ricordato Giuliana Del Bufalo: “lei è il padrone di casa” è il padrone indiscusso.

Allora questi giornalisti di Repubblica che vogliono, l´Unità perché trasecola ogni volta che dico le mie opinioni sulla stampa, perché i giornali internazionali, anche quelli più autorevoli, seguono da quasi un anno con interesse morboso questo scandalo? Sarà grave certo, ma come ne può uscire il nostro Super Boy?
Con la querela- terrore!! Non con la violenza fascista, nemmeno con l´epurazione che crea sgomento in tutta la società; quegli strumenti sono legati al passato, ormai desueti, caduti in disuso. Esistono modi di abbattere il nemico più semplici.

Uno fra tutti la giustizia che cade come una mannaia sui giornalisti responsabili di qualche atto contro la legge. Super Boy ha capito la prima parte, la seconda gli è poco chiara ancora. Ha fatto causa a Repubblica per 1 milione di euro: mossa interessante se seguita da una reale reato; l´unico problema si presenta quando si arriva alle cause. Il giornale è incriminato di aver posto delle domande al premier? Per la prima volta nella storia dell´informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono in tribunale.

Super boy così non va. Non si fa cosi, non si intentano cause inutili, non si ricorre alla giustizia solo quando se ne ha un bisogno personale. La magistratura e le leggi in generale si rispettano. Tu sei sempre stato allergico alla giustizia, l´hai devastata tutta la vita, hai cercato di non rispettarla in tutta la carriera e ora cosa ti aspetti un indulto, un armistizio momentaneo con lei, una perdonanza? Anche la Chiesa non accetta la tua presenza, figuriamoci la magistratura.

Ma a questo punto, vai fino in fondo, presenta un lodo anti- domande irritanti, fai una grande battaglia contro tutti quegli ” stronzi ” di giornalisti saccenti, che con la loro retorica spiccia e le loro accuse cercano di fregare il popolo e il governo. Presenta il lodo, niente cause. Vai avanti, troverai consenso, la gente ti segue!!!

GIACOMO MORMINO



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