Il Maggiolino: la perla di Volkswagen

Alcune automobili sono realizzate, vendute, e poi scompaiono. Altre no. Il Maggiolino è stato rievocato, ma con lo stesso successo di quasi ottant’anni fa?

Nel mondo della cinematografia spesso accade che, a distanza di molti anni da un celebre successo (magari in occasione di una ricorrenza), venga riproposto un prodotto riammodernato e rivisto. La scelta del remake, qualsiasi sia l’ambito in questione, non sempre garantisce il seguito ottenuto “la prima volta”. Per capire l’impatto avuto ieri ed oggi dal Maggiolino nella nostra società, è il caso di ripercorrerne la storia.

IERI.

www.cinquecentisti.com

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Cominciamo ad elencare qualche dato per dare un’idea riguardo ad una delle automobili più importanti di sempre. Il Maggiolino fu lanciato nel 1938 e la produzione cessò nel 2003. Si tratta di sessantacinque anni di produzione e per questo detiene il record di auto più longeva al mondo. Quasi 22 milioni sono le unità vendute, poche di meno rispetto a colei che occupa il primo gradino del podio, la Toyota Corolla (30 Milioni). In Italia si conosce con questo nome ma i cugini d’oltralpe l’hanno sempre chiamata Coccinelle; Escarabajo in Spagna; Beetle o Bug nei Paesi anglofoni; Fusca in Brasile; Vocho in Messico e in Germania era la VolksWagen (auto del popolo) KDF Wagen (Kraft Durch Freude – Auto della forza attraverso la gioia).

L’origine di questo successo è da attribuire a Hitler in persona, il quale ritenne necessario dar vita ad un’automobile non solo per pochi ma accessibile anche e soprattutto alla classe operaia. Fu proprio Ferdinand Porsche cui fu affidata la progettazione e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in cui la produzione civile fu convertita in bellica, la strada del Maggiolino non fu più interrotta sino ai giorni nostri. Un’automobile così innovativa e rivoluzionaria non poteva che essere accompagnata da versioni particolari come: il Bulli, un furgone creato dallo stesso pianale; adattamenti per il fuori strada e, ovviamente, la Cabriolet con tetto in tela.

LA TERRA DI MEZZO.

Il primo tentativo di rinascita del Maggiolino risale al 1997 (fino al 2012). Mantiene il nome ma perde le principali caratteristiche che resero celebre il primo modello, come economicità e spazio, ma acquisisce uno stile altrettanto apprezzato. Nonostante il cambiamento del contesto storico-sociale e soprattutto della maturata esplosione della Golf, questo modello riesce comunque ad ottenere degli ottimi risultati, tradotti in circa 1.200.000 esemplari prodotti, anche se in Italia questo non è un dato riscontrabile, in quanto la maggior parte delle New Beetle è appartenuta al mercato Nord-Americano.

OGGI.

Nel 2011 l’auto nata per le tasche di tutti cambia completamente rotta e adotta un’impostazione più sportiva. Rimangono le morbide linee che hanno sempre contraddistinto la vettura, ma prestazioni (fino a 210 cv di potenza) e anche prezzi (fino a 35.000 Euro) si riferiscono ad un altro target.

1938 2015
Stipendio medio annuale operaio 1560 Reichsmark 22.000 Euro
Prezzo Maggiolino 1000 Reichsmark 18.150 Euro

La tabella serve a capire, basandosi su dati che riguardano esclusivamente la Germania, quale percentuale di stipendio annuo un operaio spende oggi, o spendeva ieri, per portarsi a casa un Maggiolino. Ebbene in passato si trattava del 64% a fronte di un odierno 82.5% dello stipendio medio annuo.

A differenza di molti esperimenti, il Maggiolino è stato capace di generare tanto successo nel passato come oggi. Inevitabilmente le fondamenta di questo modello si sono dovute adattare; l’evoluzione della società ha permesso il passaggio da un mezzo di trasporto economico, affidabile e spazioso, ad uno glamour e potente.

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About

Appassionato di motori sin dall’infanzia, comincia il suo percorso professionale di giornalista auto e motociclistico dal compimento dei diciotto anni, subito dopo aver preso la patente di guida. Anche negli studi ha confermato la sua vena motoristica laureandosi nel 2012 in Scienze e tecnologie della comunicazione con una tesi riguardante la Fiat 500 come prodotto culturale e nel 2015 in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione analizzando il Tg2 Motori in un progetto con la cattedra di formati e stili del giornalismo radio televisivo. Di pari passo con la frequentazione dell’Università la Sapienza di Roma, ha collaborato e collabora in qualità di redattore e tester con numerose riviste di settore; tra le più importati: Car Magazine e Special Cafe. Da aprile 2014 cura una galleria fotografica su Instagram Special_Racer. Dal 14 aprile 2010 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Lazio. RESPONSABILE SEZIONE RUOTIAMO (MOTORI).


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