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RomaFF13: Il mistero della casa del tempo, un film fantastico per famiglie per Eli Roth

Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018, Il mistero della casa del tempo adatta il primo volume della magica saga letteraria di John Bellairs. Con Jack Black e Cate Blanchett

 

Il mistero della casa del tempo

Un orfano che si ritrova a vivere a casa dello zio. La scoperta di poteri magici. Un potente mago cattivo da combattere a suon di incantesimi. Vi dice niente? Se la mente vi corre a Harry Potter, sappiate invece che parliamo della trama base de Il mistero della casa del tempo (The House with a Clock in Its Walls), adattamento del romanzo La pendola magica (primo volume di una saga di 12), scritto da John Bellairs e datato 1973. Quindi ben prima che J.K. Rowling creasse Hogwarts e i suoi abitanti.

Se c’è poco da stupirsi che Hollywood provi per l’ennesima volta a fidelizzare il pubblico a una nuova saga fantastica per ragazzi, quel che incuriosisce è invece che alla regia compaia un nome ben poco avvezzo ai film per famiglie quale quello di Eli Roth, noto piuttosto per gli horror estremi. Un cambio di rotta (o una deviazione temporanea) giustificata dal desiderio di Roth di realizzare un nuovo grande film Amblin (la storica casa di produzione di Steven Spielberg) per le nuove generazioni, che vada a fare compagnia a titoli come Gremlins o E.T.

Sinossi

Siamo nel 1955. Protagonista è un bambino di 10 anni, Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro) che, rimasto orfano, si trasferisce a vivere con l’eccentrico zio Jonathan (Jack BlackJumanji – Benvenuti nella giungla) nella città di New Zebedee. Tra una difficoltà scolastica e l’altra, Lewis comincerà a rendersi conto che nei comportamenti dello zio e della sua migliore amica Mrs. Zimmerman (Cate Blanchett, Ocean’s 8, Carol) c’è qualcosa di strano e misterioso, così come nella stessa vecchia dimora dello zio. Un mondo di streghe e incantesimi si rivelerà a Lewis, che finirà coinvolto in una missione per distruggere una volta per tutte un potente mago malvagio (Kyle MacLachlan).

(Molto) divertente, (poco) pauroso

Se leggendo il nome di Eli Roth sperate che questo possa aver creato una versione cruenta, bizzarra o eccentricamente originale del romanzo di John Bellairs, sappiate da subito che non è così. L’impianto del film di Roth è invece classico, senza particolari colpi di matto o di genio, ma non per questo meno piacevole. Sfruttando una fascinosa messa in scena che evoca un mondo dai toni gotici pieno di bizzarrie dallo stile harrypotteriano, il regista sceglie di rivolgersi per lo più a un pubblico preadolescente. Confezionando un film per ragazzi – ma apprezzabile anche dai più grandi – che vorrebbe essere divertente (riuscendoci senza problemi) e pauroso (forse giusto per i più piccoli, per tutti gli altri al massimo blandamente inquietante tra automi e zucche di Halloween animate).

Nonostante la trama nel 2018 non possa che risultare un mix di già visto, con l’aggravante di un villain piuttosto piatto, Il mistero della casa del tempo finisce nel complesso per essere uno di quei film a cui si vuole bene. Un po’ per la suggestiva ambientazione dominata dall’incredibile villa dello zio Jonathan piena di gingilli di un’epoca passata e magie, che è di fatto un personaggio a sé stante. Ma soprattutto per i suoi protagonisti, su cui domina uno scatenato Jack Black in forma smagliante che ci regala duetti irresistibili con la sempre impeccabile Cate Blanchett – qui strega buona di viola vestita, bloccata in un passato di ricordi. Senza dimenticare il tenero e talentuoso Owen Vaccaro.

Il mistero della casa del tempo

Trovare la magia dentro di sé

Se la lotta contro il malvagio Isaac Izard risulta frettolosa e prevedibile, è invece nel rapporto tra i tre principali personaggi che viene a svilupparsi il lato più interessante de Il mistero della casa del tempo.

Da una parte Lewis si ritrova a vivere il classico percorso del giovane orfano un po’ outsider che deve adattarsi a un ambiente che non gli è familiare. Come anche quello del ragazzino ordinario che vive un’avventura straordinaria, finendo per subire nel corso del film una maturazione che andrà a conferirgli maggiore sicurezza e consapevolezza di sé. Dall’altra i due adulti dello strano terzetto risultano non così distanti dallo stato d’animo del bambino, “orfani” a loro volta di affetti. Soprattutto la storia di Mrs. Zimmerman finisce per evocare all’interno del mondo magico del film le atrocità della Seconda guerra mondiale e dei campi di sterminio, con un’irruzione di orrori reali all’interno di un universo fittizio.

A Lewis – e di rimando ai piccoli spettatori – non viene predicata la tradizionale lezioncina con morale, ma viene data libertà di scelta e comportamento, in un favoreggiamento dello sviluppo della personalità individuale. Così da trovare la magia dentro di sé, e aprirsi a una nuova possibile – per quanto stravagante – famiglia.

Il mistero della casa del tempo sarà nei cinema dal 31 ottobre con 01 Distribution.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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