Il paese della privacy

Ieri, durante la consueta pausa pranzo, un collega olandese mi aggiorna sulla situazione politica dell’Olanda dopo che il governo qualche mese fa è caduto per un motivo che non vi sto a spiegare: è difficile che un italiano, abitutato alla nostra classe politica, possa capire.

Le elezioni in Olanda si avvicinano e con la crisi più forte che l’Europa abbia mai vissuto da quando è unita, i partiti sono costretti a scrivere nel loro programma i tagli previsti e le azioni che metteranno in atto per risparmiare i soldi necessari a mantenere il debito pubblico sotto controllo. Il soggetto è l’Olanda, uno tra i paesi europei con il più basso livello di disoccupazione e dove la crisi, rispetto all’Italia, è poca cosa.

Il collega mi spiega che, per la trasparenza nei confronti dei cittadini, ogni partito ha portato ad un’agenzia esterna il proprio programma politico dove si trovano tutte le manovre economiche previste. L’agenzia ha così calcolato, attraverso un sistema, l’impatto economico che i diversi programmi politici avranno sul bilancio dello Stato e ha mostrato come l’occupazione potrebbe cambiare. Il fine è quello di avere cittadini il più possibile informati in vista delle elezioni.

Finito di spiegare il funzionamento di questo sistema e dell’agenzia, il collega inizia a parlarmi di tutto ciò che secondo lui rende il calcolo non perfetto: ci sono molte parti che dovrebbero essere migliorate, temi che dovrebbero essere considerati sotto diversi aspetti. Lo guardo come se fosse un marziano ma non lo interrompo, aspetto che arrivi il mio turno per aggiornarlo sulla situazione politica in Italia che come ogni volta si chiude con l’espressione incredula del suo volto e la fine della pausa pranzo.

E’ il mio turno e decido di iniziare la storia da pochi mesi fa e allora gli ricordo della manifestazione del PdL, quando il vecchio gridava tutto eccitato ed euforico dall’altare addobbatogli a festa dall’amico indagato Denis Verdini: “Volete le intercettazioni su tutto e su tutti? Volete essere spiati anche in casa vostra?” e il popolo in piazza rispondeva due volte con fragorosi NOOOOOOO.

Mi blocca subito e mi chiede perchè hanno risposto no. Come perchè? Mi spiega che non ha senso che la gente dica di no, soprattutto nel paese della televisione spazzatura e dei reality show. Una volta ha letto delle code che si formano per i provini del Grande Fratello e quindi, a ragione, crede che pur di apparire in uno show televisivo un italiano medio sarebbe disposto a tutto, altro che difesa della privacy. Gli rispondo che siamo il paese con l’evasione fiscale più alta d’Europa ma facciamo condoni per far rientrare in Italia i capitali accumulati all’estero che sono il frutto dell’evasione fiscale. Non si deve meravigliare di queste piccolezze.

Continuo spiegandogli che questa volta il vecchio ha deciso di mantere la promessa fatta agli elettori. Ecco di queste cose noi ci meravigliamo. Il partito del vecchio sta lavorando sodo (addirittura di notte) ad un disegno di legge il cui fine è quello di limitare la libertà di stampa e di frenare l’azione della giustizia, togliendo ai magistrati efficaci mezzi di lavoro come lo sono le intercettazioni. L’olandese non capisce ed inizia l’espressione interrogativa. Gli traduco un comma del disegno di legge:

“E` vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non piu` coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.”

L’espressione interrogativa si trasforma in espressione leggermente incredula. Allora continuo e gli spiego che se un giornalista, per rispetto del proprio lavoro, non ubbidirà alla legge, non solo verrà multato fino a 20.000 euro ma rischierà fino a 2 mesi di carcere e che l’editore potrà essere multato per più di 400.000 euro. E’ a questo punto che riconosco l’espressione incredula che conclude le nostre conversazioni.

Capisco che la pausa pranzo è finita e torno a lavorare con un solo pensiero: possibile che un olandese si indegni per una cosa simile mentre la stragrande maggioranza degli italiani non sia per nulla interessata? Possibile che gli italiani siano così ingenui da credere che la loro privacy valga tanto quanto tutte le lotte fatte per ottenere la libertà di stampa? Gli italiani sono veramente così ignoranti da credere che nel caso in cui questo ddl venga approvato, nulla cambierebbe?

La risposta la tengo per me, mi basta solamente ricordarvi che per poco non hanno protestato di più i tifosi milanisti l’ultima giornata di campionato contro il vecchio che gli italiani di fronte al disegno di legge sulle intercettazioni (ovvero contro la libertà di stampa).

SCRITTO DA FABIO PER Voglio Resistere



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