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Il Parlamento Europeo boccia la risoluzione del centro-sinistra sull’informazione in Italia

Scritto da Matteo il 22 - October - 2009 Letto 484 volte

L’Europarlamento - con 335 voti favorevoli, 338 contrari e 13 astenuti – ha bocciato ieri la risoluzione presentata da tutti i gruppi del centro-sinistra: Socialisti & Democratici (Pd), i Verdi, la Sinistra unitaria del Gue e il gruppo dei liberali Alde (Idv).

Il testo presentato, portava all’attenzione del Parlamento, un problema fin troppo evidente: denunciava anomalie nel sistema di informazione in Italia e accusava il governo Berlusconi di fare pressioni sui media del nostro Paese.

Ma non c’è stato niente da fare…per soli 3 voti, la risoluzione è stata “cestinata”. I contrari sarebbero: Pat “the Cope” Gallagher, Brian Crowley, Liam Aylward e l’On. Vincenzo Iovine (Idv), tutti appartenenti al gruppo Alde. Iovine – tre ore dopo la votazione – ha fatto sapere che aveva sbagliato nel premere il bottone e ha già chiesto la rettifica del voto.

Per quanto riguarda i tre irlandesi, uno si è astenuto di sua spontanea volontà, mentre gli altri due (Gallagher e Aylward) - secondo l’europarlamentare Idv, Pino Arlacchi: <<mi hanno detto di aver ricevuto pressioni ad altissimo livello dal governo irlandese>>.

Singolare il fatto che, la bocciatura alla risoluzione del centro-sinistra, sia arrivata dopo l’approvazione – da parte del Parlamento - del testo nelle singole parti. C’era una possibilità di far passare una proposta singola (e non comune) del solo gruppo Alde – sempre sullo stesso argomento – ma purtroppo è finita con un pareggio: 338 voti a favore, 338 contrari e 8 astenuti, che quindi equivale a una bocciatura (secondo il regolamento).

Mi lascia con molti dubbi anche un altro fatto: come la precedente votazione – su un testo presentato dal centro-destra che smentiva categoricamente ogni tipo di minaccia alla libertà di stampa – sia stata bocciata con 322 voti contrari, 297 favorevoli e 25 astenuti. Cosa sarà cambiato, fra prima e dopo?

Probabilmente il Ppe (Partito Popolare Europeo, al quale fa riferimento il Pdl e l’Udc) ha attuato un opera di convincimento rivolta ad alcuni di quei 27 parlamentari che fanno parte del cosiddetto NI (senza gruppo, non appartenenti a nessun gruppo) che può aver ribaltato l’esito del voto della risoluzione che per la prima volta li metteva di fronte alla verità nuda e cruda: l’Italia – sotto il profilo della libertà di stampa e di espressione – non è più un paese libero.

Questa tesi è supportata anche dal fatto che – di questo “gruppo” - sedici hanno votato con il Ppe, quattro con il centrosinistra, tre si sono astenuti come sette popolari, soprattutto dell’Udc, da De Mita a Carlo Casini.

E intanto l’Italia – secondo Reporters sans frontiers – scende dal 44° posto, al 49° per quanto riguarda la libertà di stampa.

Sarà un caso che nel 2007 (quando non governava Berlusconi) eravamo al 35° ? Mah….

MATTEO MARINI

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