Il “Partito dell’Ammore” contro il corteo degli aquilani a Roma

Sono partiti in tanti. 45 pullman dall’epicentro del terremoto che un anno fa colpì l’Abruzzo, si sono diretti dall’Aquila (la zona più colpita dal sisma) verso la Capitale, per manifestare la propria rabbia, la propria disperazione per un governo che dovrebbe agire nell’interesse unico della nazione, ma è pronto ad avventarsi come uno sciacallo, di fronte a una catastrofe naturale come questa, per puri fini propagandistici.

Appena arrivati a Piazza Venezia, 5000 cittadini e 20 sindaci volevano semplicemente provare a protestare davanti alla Camera dei Deputati. Protestare perché dal primo luglio hanno ricominciato a pagare le tasse e non hanno i soldi per poterlo fare. Protestare perché dal primo gennaio, cominceranno a pagare le 14 mensilità arretrate che non hanno pagato fin’ora (grazie ad una disposizione del “governo del fare”). Voi al posto loro, cosa avreste fatto?

Gli scontri con la polizia, sono avvenuti perché un gruppo di manifestanti, vedendo un cordone disposto dalle forze dell’ordine che gli bloccava l’accesso a Via del Corso (c’era contemporaneamente un’altra manifestazione), ha tentato comunque di passare. Cominciano i primi spintoni e in men che non si dica, la polizia carica la folla di protestanti. Risultato? Tre persone ferite.

Il sito di Repubblica, riporta una dichiarazione del deputato Pd, Giovanni Lolli: <<Ero in prima linea e ho visto tutto. Non ce l’ho con i poliziotti, che sono solo ragazzi mal pagati. Ma con chi gli dà gli ordini..>>

Gran parte dei manifestanti, sono rimasti a lungo bloccati in via del Corso (dopo una leggera apertura del blocco), mentre un gruppo più piccolo è riuscito a superare le camionette della Polizia per raggiungere piazza Colonna.

Tra la folla poliziotti con cartelloni rappresentanti la sagoma di un agente colpito da un coltello e una scritta: “L’Aquila pugnalata alle spalle”.

Eppure, come affermano in tanti durante il corteo: <<Vogliamo solo chiedere aiuto: siamo senza casa e senza lavoro, perché non ci lasciate il diritto di manifestare?>>.

Arrivato anche il leader Idv, Antonio Di Pietro,  e il segretario del Pd, Pierlugi Bersani, gli aquilani ottengono l’autorizzazione perché il corteo, possa raggiungere Montecitorio.

Un altro “ramo” del gruppo, è tornato verso piazza Venezia. Qui il gruppo ha forzato un cordone di polizia per arrivare sotto Palazzo Grazioli dove Berlusconi sta tenendo il vertice del Pdl.

Intanto  (scrive ilfattoquotidiano.it) il sindaco Cialente e l’ex-presidente della Provincia, Pezzopane , sono stati ricevuti da quel sant’uomo (amico di mafiosi) che impunemente ricopre lo scranno che fu di Spadolini e tanti altri….esatto, mi riferisco al presidente del Senato Schifani. “Dal primo luglio – ha commentato il sindaco all’uscita dall’incontro – abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l’emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Questi sono i problemi che ho rappresentato al presidente del Senato Renato Schifani. Senza trascurare che la manovra finanziaria all’esame della Commsisione Bilancio ha trascurato del tutto l’emergenza Abruzzo”.

Ora io mi chiedo: politici e politicanti, mafiosi, piduisti, indagati, inquisiti, condannati che continuate a mangiare sopra le nostre teste e sopra le teste dei poveri cittadini abbruzzesi, come fate ad addormentarvi la sera? Come ha fate a ripetere “anche oggi ho fatto il mio dovere” se coloro che vi hanno eletto e vi rammentano i vostri compiti, li invitate ad andare a lavorare? Con quale coraggio sedete ancora in quei banchi a decidere del nostro futuro? Con quale coraggio potete ancora dire di rappresentarci e di fare l’interesse di tutti?

Attendiamo la conferenza stampa del Ministro Maroni….proprio lui…condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Apro una piccola parentesi: nel 1996 la Procura di Verona invia la polizia a perquisire la sede leghista di via Bellerio a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulla Guardia padana, ma alcuni dirigenti, fra cui Maroni, ingaggiano un parapiglia con gli agenti per impedire loro di compiere il proprio dovere. Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di una agente di polizia.
Maroni è anche imputato nell’inchiesta del procuratore veronese Guido Papalia come ex capo delle camicie verdi, insieme a una quarantina di dirigenti leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di strutture paramilitari fuorilegge.

Questo signore parlerà fra poco davanti a una schiera di giornalisti per spiegare il perchè di tale accanimento contro il popolo aquilano….ridicolo….

Un solo slogan, insieme alle grida dei manifestanti, rieccheggia per le vie di Roma: VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!….

MATTEO MARINI

Update, ore 19:07

“Un sindaco di una citta’ governa, non incita e non porta la gente in piazza. Cialente e’ commissario per il centro storico de l’Aquila, se ha qualche protesta da fare si rivolga a se stesso, perche’ la sua irresponsabilita’ e totale, non avendo preso una decisione da quando e’ stato nominato”. Lo ha affermato il deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio, in relazione al comportamento del primo cittadino de L’Aquila, giunto oggi a Roma con 5000 manifestanti per chiedere al governo il rispetto degli impegni presi per la ricostruzione.

“Proprio in virtu’ delle richieste della giunta comunale e provinciale si rinuncio’ alla ’new town’. Se si fosse fatta L’Aquila-due, le opere di urbanizzazione sarebbero state certamente piu’ facili. In pochi mesi e’ stato dato un tetto alla popolazione, invece la ricostruzione architettonica richiedera’ impegnativi restauri decennali, come e’ stato fatto ad Assisi. La ricostruzione non credo possa essere fatta con la manifestazione delle carriole. Gli amministratori della citta’ sono i primi a ingannare il popolo perche’, indipendentemente da terremoto, L’Aquila stava morendo”. “Il terremoto ha certificato la morte civile. Il governo ha proposto di fare una Harward italiana. Per tutta risposta ci e’ stato detto che volevamo cementificare la citta’. Invece volevamo rilanciare l’economia e lo sviluppo. Alloro, ripeto, se c’e’ qualcuno con cui prendersela e’ il sindaco Cialente che, forse, ha qualche interesse in gioco nella partita della ’non ricostruzione’, scaricando i suoi interessi sul governo che lo ha nominato commissario. Da quando, su richiesta dell’amministrazione locale, la Protezione Civile e’ stata invitata a lasciare, i problemi per la citta’ si sono moltiplicati. Siamo noi che dobbiamo andare a L’Aquila a manifestare e non il contrario”.

(Tratto da www.pdl.it)

Semplicemente no comment….se non si accorge da solo di quante stronzate spara, in preda a un delirio mistico-berlusconiano, non ci possiamo fare nulla, o no?

Update, ore 22 e 30

Il governo, bontà sua, dichiara in una nota il fido Gianni Letta (riesumato solo per dare le “buone notizie”) annuncia che in un emendamento alla manovra il recupero dei tributi e dei contributi non versati a causa del sisma sarà effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. <<A tal fine>>, sottolinea Letta <<il governo presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anzichè su 5, come attualmente dispone la norma approvata in Commissione>>.

E ora, brutti aquilani ingrati e facinorosi – come si usa fare con i ragazzini di 5 anni – ringraziate il signore che è stato così gentile….


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Il “Partito dell’Ammore” contro il corteo degli aquilani a Roma' have 1 comment

  1. 7 luglio 2010 @ 1:53 pm Giampaolo Rossi

    Mi disp, ma questa violenza delle forze dell’ordine è data dall’ignoranza… nel senso che i poliziotti NON sanno il perchè della manifestazione e quindi fanno il loro lavoro.

    Se l’informazione fosse decente, oggi al Tg1, anzichè dedicare 60 sec appena, verso la fine del giornale, parlando solo dellamanifestazione e elencando velocmente il perchè della manifestazione, avessere fatto un altro servizio di approfondimento, come per le intercettazioni ad esempio, in cui spiegavano delicatamente ciò che queste persone devono subire da oggi, allora anche le forze dell’ordine ci penserebbero due volte ad usare i manganelli. Li lascerebbero passare e liscorterebbero fino a Montecitorio, Questa è la realtà. L’informazione si chiama 4°(stampa) e 5°(TV) potere per un motivo ben preciso. Perchè modella la mente umana in base alle esigenze del potente di turno.


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