Il PD, le primarie e la scommessa fondamentale.

Il PD è una scommessa, un informe carburante da primarie che può, come un liquido, prendere la forma del recipiente che lo contiene. Risulta difficile oggi dare una definizione al Partito Democratico e ancor più difficile è darne delle coordinate precise.

Si potrebbe pensare al PD come ad un partito nato nel tentativo di dare continuità al centro-sinistra italiano e allo stesso tempo di creare un’alternativa potente all’alleanza di centro-destra. Oggi come oggi sia pensarlo come alternativa a Berlusconi sia pensarlo come partito di sinistra è un errore. Il panorama politico è cambiato e ci troviamo di fronte al primo partito italiano che partito non è, certo una linea programmatica esiste ma per fortuna oggi il Partito Democratico è qualcosa in più.

L’indistinzione, la sovrabbondanza di correnti ed idee, i vari candidati alle primarie, l’essere tutto e niente è un qualcosa che può creare imbarazzo e disagio: sembra un calderone dove chiunque può entrare per candidarsi, prendere voti e dirigere il tutto. Forse così è, ma è una cosa negativa? La decisione in politica è sintomo di totalitarismo, diceva Simone Weil, decidere in latino significa tagliare, mozzare. La decisione, sempre, taglia possibilità politiche. Ovviamente è necessario decidere per governare, non per la politica.

Io sono più sereno pensando alle primarie con vari candidati diversi tra loro piuttosto che pensare ad una linea-Bersani con appoggio quasi totale del governo monti e coalizione governativa con AlfanoCasini . Certo, dimentichiamo il PD come sinistra, tanto sinistra non lo è mai stato – c’è la Binetti, c’è Fioroni. Con l’abbandono di questa rasserenante e romantica versione del PD possiamo stare in rapporto alle primarie in una modalità più serena ma decisa, pensando che da queste si deciderà la linea politica del più importante partito italiano. Una possibilità immensa per la sinistra moderata, ma deve fare i conti con altre forze che vogliono prendersi questo spazio-concesso-a-chiunque.

Il PD è un grande laboratorio politico ora, dove si intrecciano cinque principali candidati che spaziano dalla sinistra più o meno radicale di Vendola all’ex UDC e democristiano Tabacci. C’è il rottamatore progressista Renzi e il “vecchio” e solenne Bersani; c’è una donna infine (una su cinque), abbastanza sconosciuta, Laura Puppato.

Bersani è quello che conosciamo tutti, è colui che cerca di tenere insieme tutti i sottogruppi che hanno formato il calderone PD e allo stesso tempo governa il paese in una maggioranza d’appoggio al governo tecnico assieme ad Alfano e Casini. Appoggiano più o meno le stesse leggi loro, si trovano bene; che alternativa è il PD? Certo è un’alternativa nel modo di porsi alla politica e ai media, ma per le questioni economiche? Il segretario rappresenta il suo partito, non capisce bene dove deve andare, a destra o a sinistra. Meglio iniziare la campagna elettorale per le primarie.

Renzi vuol sfondare come il nuovo che avanza e in effetti molto di nuovo c’è. Dopo l’idea geniale di Wiki-PD e 100 Idee per l’Italia risulta il lato progressista liberale del partito. Non certo di sinistra, ma attento e rivoluzionario. Vuole rottamare tutto, ora sta girando l’Italia in camper come ha fatto Grillo. La grande, sedicente, novità: un pochino come Berlusconi e Marchionne.

Il lato più a sinistra di queste primarie potrebbe essere rappresentato da Vendola nonostante la candidatura sia ancora incerta. Il leader di SEL, omosessuale, creatore di un movimento interessante come La Fabbrica di Nichi, attento a temi di attualità che nel PD non vengono nemmeno sussurrati. Potrebbe essere un leader di una sinistra più radicale, ma il PD è allettante, il Partito Democratico si sbilancerebbe, stavolta sì, a sinistra. La pericolosità di Vendola si vede dai suoi oppositori: tutto il vecchio e potente gruppo cattolico del PD, capitanato da Fioroni, ha fatto pressioni su Bersani perchè non ammetta Vendola tra i candidati. Certo un gay comunista è una bella botta per loro.

Dopo questi tre candidati “pop”, troviamo Laura PuppatoUna donna estremamente interessante, senza legami particolari con i cattolici e con la sinistra è diventata sindaco di Montebelluna (in Veneto) grazie ad una dura battaglia contro un inceneritore. Apre il cuore sentire di una donna che non sia tra le solite facce, staremo a vedere come si propone.

Un ultimo elemento che fa parlare di sé nelle ultime ore è Bruno Tabacci. La questione torna prepotente: può candidarsi chiunque alle primarie? Sembrerebbe di sì oggi, ma qui stiamo parlando di un membro dell’ApI di Rutelli, ex appartenente all’Unione di Centro  e alla coalizione di governo della Casa delle Libertà. Possiamo permettere che relitti impolverati come Rutelli decidano ora di tornare a guardare a sinistra? Magistrale è Gilioli in questo post sul suo blog Piovono Rane.

Ci sono temi essenziali in ballo, sulla linea economica di Monti, sui diritti umani, su come agire in Europa dopo il governo tecnico. Un partito che governa con Alfano e Casini e strizza l’occhio a Vendola e Di Pietro incute molto terrore. La speranza è che dopo le primarie qualcosa accada, che si prendano decisioni e si smetta di ballare con chiunque faccia comodo in giornata.  Se vogliamo una forte alternativa di sinistra iniziamo a lavorare tutti, se abbiamo abbandonato le speranze nel binomio PD-alternativa di sinistra allora basta, guardiamo altrove. Ma ora un pochina di chiarezza servirebbe, se non ora quando?

ANDREA NALE 

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