Il Pd tratta con Berlusconi per sfiduciare Marino

«Ci sono tanti poteri e tanti interessi che non gradiscono il lavoro che stiamo facendo. Sì, lo confermo». Alle 16 e 49 di un lunedì di fuoco, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, pubblica questo messaggio sul suo account twitter. Il clima è teso. Nell’aula del consiglio comunale capitolino si dibatte sul cosiddetto “multa-gate” con le opposizioni pronte ad invocare le dimissioni del primo cittadino attraverso una mozione.

Il provvedimento alla fine non passa perché manca una firma (ne servono 19 e ne raccolgono solo 18) ma, a quanto pare, la situazione non sembra destinata a placarsi molto presto.

Ieri sera, infatti, sembra ci sia stata una riunione a porte chiuse nella sede nazionale di Forza Italia. Pochi i partecipanti. Tra i temi al centro dell’incontro – a detta di una persona ben informata – ci sarebbe stata proprio la questione Marino. A fare gli onori di casa c’era Denis Verdini, il quale – dopo i dovuti convenevoli – avrebbe posto subito il problema. Il parlamentare forzista avrebbe evidenziato come, in uno degli incontri tra Renzi e Berlusconi svoltosi la settimana scorsa, il Presidente del Consiglio abbia chiesto aiuto all’ex Cavaliere perché con l’inquilino del Campidoglio non sa più come regolarsi. Renzi avrebbe lamentato una scarsa attenzione del sindaco nei confronti delle richieste del suo partito e l’approvazione di atti che hanno fatto scendere la popolarità dei democratici romani ai minimi storici.

L’idea dell’ex sindaco di Firenze sarebbe questa: o Marino tra 10/15 giorni effettua il rimpasto di giunta richiesto da tempo (si parla di avvicendamenti o di spostamenti di deleghe in quasi tutti gli assessorati) oppure al momento opportuno il Pd sembra sia pronto a dare il via libera a Forza Italia per presentare una nuova mozione di sfiducia. Il piano dei democratici sarebbe, a quel punto, o di astenersi oppure di uscire addirittura dall’aula. Preferirebbero, a quanto pare, staccare la spina al chirurgo genovese e tornare subito alle elezioni.

Sembra addirittura che sia già stato indicato il consigliere incaricato di presentare eventualmente la mozione.

Come finirà?


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Il Pd tratta con Berlusconi per sfiduciare Marino' have 1 comment

  1. 20 Novembre 2014 @ 7:27 pm Paola Giannone

    Il tallone di Achille di Marino e della Giunta è la Metro C nella Tratta T3, che non si può costruire perchè sono stati imposti i Vincoli Archeologico e Ambientale del 22 giugno 1991, del 20 dicembre 2001 e del 2007 su Via dei Fori Imperiali, perchè è un manufatto che ha più di cinquanta anni e non può essere toccato, che impediscono lo “ius aedificandi”!


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