Il Premier alla resa dei conti

Berlusconi è arrivato ai titoli di coda, del suo continuo “Truman Show” che continuava a sottoporre al popolo italiano. Quello che vediamo è un Premier finito, al capolinea. Il numero due del Pdl, Fini, comincia “a scavargli la fossa” tendendo la mano a Pierferdinando Casini e all’area del Pd che fa capo a Francesco Rutelli.

L’ipotesi – che circolava da tempo – riguardo possibili elezioni anticipate, secondo me non è poi così scontata. Dopo le confessioni da “pentito di mafia” dell’imprenditore Tarantini – con tanto di elenco dettagliato delle 30 ragazze (con relativi tariffari) che sono transitate a Palazzo Grazioli – l’attesa per la sentenza, da parte della Consulta, sulla costituzionalità del Lodo Alfano il 6 ottobre, che può decidere le sorti del Governo; il Premier non può fidarsi più neanche dei suoi “amici”.

Il Presidente della Camera, qualora volesse, potrebbe contare su 60 parlamentari, utili per far traballare il Governo e sul sostegno economico della sua fondazione, FareFuturo.

L’unico che ancora difende il Cavaliere, è il Carroccio. Bossi ha dichiarato più volte che: <<dietro le escort (quelle di cui vi accennavo prima. nda)c’è  la mafia>> , e: <<questo Governo è solido e durerà cinque anni>>

La sola opportunità che avrebbe Berlusconi, sarebbe quella di finire alle elezioni anticipate, vincere come un anno e mezzo fa e mettere a tacere tutti gli alleati riottosi, azzerando politicamente Fini, per poterlo rendere innocuo alla stregua del Presidente del Senato.

Ma la vera partita si giocherà nell’ambito delle elezioni regionali del 2010, dove l’Udc di Casini – tanto bistrattata alle elezioni politiche del 2008 – che può incidere sull’elezione dei nuovi governatori, sta tergiversando un pò sulle alleanze. E siccome Democrazia Cristiana docet, molto probabilmente attuerà la solita strategia: fare acordi una volta col centro-destra, una volta col centro-sinistra….a seconda di quanto gli convenga.

Il genero di Caltagirone, non esclude neanche la possibilità – nel caso in cui venga bocciato il Lodo Alfano e quindi riprendano i processi che vedono coinvolto Berlusconi – <<di una larga intesa, una coalizione con la sinistra>>.

Personalmente credo che se la maggior parte di queste ipotesi si dovessero attuare, assisteremo alla fine di un’era, l’era degli illusionisti, dove il dire la verità, è considerato un atto rivoluzionario.

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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