Il regime è questione di fiducia

L’ennesima questione di fiducia è stata utilizzata dal governo per mettere a tacere l’opposizione e cancellare qualsiasi emendamento rivolto a migliorare la porcata antidemocratica che oggi il Senato ha approvato e che viene comunemente chiamata ddl-intercettazioni.

Porre la questione di fiduca su di un disegno di legge vuol dire costringere il parlamento a votare la legge così come viene presentata, facendo decadere tutti gli emendamenti che sarebbero stati proposti e votati durante una normale discussione in aula. Ma non solo.

Porre la questione di fiducia vuol dire niente voto segreto e quindi scongiurare il pericolo dei franchi tiratori. Chi decide di votare contro deve metterci la faccia. Ma non solo.

Porre la questione di fiducia è un messaggio chiaro e senza fraintendimenti: o siete con la maggioranza o siete finiti. In Tristalia, il paese di cui parla Stefano Benni in Elianto, essere fuori dalla maggioranza voleva dire niente corrente elettrica, niente tv, niente gas fino al momento in cui non si fosse rientrati nella maggioranza. In Italia essere fuori dalla maggioranza vuol dire perdere il treno del potere: meglio a questo punto perdere la dignità. In un paese senza memoria diventa poi facile ricucirsi addosso la dignità persa.

Tanto facile che oggi l’unica speranza rimasta per salvaguardare la democrazia è personificata da un ex militante dell’MSI: il partito che raccoglieva i reduci della Repubblica Sociale Italiana, nato un anno e mezzo dopo la caduta del fascismo.

Il disegno di legge approvato oggi contiene tutto ciò che di più antidemocratico possa esistere. Limitare la libertà di stampa è un attacco in piena regola alla democrazia ma gli anticorpi democratici dell’Italia sono ridotti al lumicino.

Così recita l’articolo 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata il 4 Novembre 1950:

1 Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive.

2 L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario.

Il secondo comma stabilisce chiaramente quali sono le situazioni nelle quali possono essere posti limiti alla libertà di stampa.

Quale di queste situazioni ha spinto il governo a proporre una legge che prevede il carcere per giornalisti e multe talmente alte per gli editori da far chiudere giornali e redazioni ritenute colpevoli di pubblicare intercettazioni?

Quale di queste situazioni ha spinto il governo a proporre una legge che limita l’azione dei magistrati limitando le intercettazioni telefoniche e ancora di più quelle ambientali, soprattutto in un paese dove la mafia la fa da padrona?

Quale di queste situazioni ha spinto il governo a proporre una legge che lascerà i cittadini disinformati per anni?

Quale di queste situazioni ha spinto il governo a proporre una legge che favorisce i politici e gli amici in Vaticano che sapranno in tempo reale quando il loro telefono è sotto controllo?

Viene malignamente da pensare che alla sicurezza nazionale bisogna sostituire la sicurezza personale, all’integrità territoriale quella politica, alla pubblica sicurezza quella privata e di pochi, alla difesa dell’ordine il sostegno ai delinquenti, alla prevenzione dei reati la mancata persecuzione, alla protezione della salute o della morale gli orrori della clinica Santa Rita, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui quella del presidente Berlusconi, Dennis Verdini e gli amici indagati.

Ma noi non siamo maligni, semplicemente crediamo che ci stanno togliendo le libertà fondamentali: se uno nasce servo ha il coraggio di votare questo disegno di legge; se uno nasce libero ha il dovere di protestare.

SCRITTO DA FABIO PER Voglio Resistere



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