Il segreto più pesante che possiedo.

‘Comincerà a farti male’ mi disse.

‘Comincerà a farti male, ed allora i tuoi buoni propositi andranno a farsi fottere. Ed allora tutte le tue convinzioni che: ‘l’amicizia salverà il dolore’,  partiranno lontano. E ti accorgerai di amare, e ti accorgerai di non potercela più fare. Quando comincerà a farti male, puoi scappare. Ma ancor meglio se comincerai a suonare con le parole, ma ancor meglio se comincerai a parlare con esse.

Comincerai ad arrabbiarti e ad esser gelosa, e non capirai. Ma ancor meglio sarà il momento in cui comincerai a dirlo allo specchio, prima in silenzio e poi a voce alta. E non ci sono istruzioni, e nessuno potrà dirti come andranno le cose, ma i benefici del dubbio ti porteranno sorprese e sofferenze. E comincerai ad accettarlo. Comincerai a piangere la notte perché non potrai condividere il tuo cuscino con lui e comincerai a chiederti perché è cominciato. Non troverai le risposte e ti addormenterai senza dare nessun input ai sogni.

E imparerai ad accettarlo. Troverai tutte le vie di fuga senza intraprenderne nessuna, perché in fondo saprai che è meglio dire, che è meglio fare piuttosto che andare e lasciare il lavoro a metà. Non si addice ad un buon costruttore. E tutto questo ti sembrerà inutile, forse a volte persino futile, ma non riuscirai ad abbandonarlo. Comincerà a farti male ed allora ti accorgerai di amare te stessa in lui. Ma ancor meglio se ti amerai da sola prima. E comincerai a scrivere solo di questo, perché solo questo hai. Vorrai trascurarlo come fai con tutto il resto, ma lui sarà l’unica cosa che curerai con tutto l’amore possibile. E tu non lo crederai vero, penserai alle mille risposte quando magari risposte non ce ne sono.  Troverai un enigma per farglielo sapere, ma poi ti accorgerai che bastano solo due parole. E forse meno. Comincerà a farti male piccola stella e tu dovrai decidere di non scappare, anche questa volta. Dovrai rimettere a posto le cose e dovrai farlo sul serio. Il serio ti spaventerà,  l’incerto ti consumerà, ma dovrai trovare un modo semplice per uscirne. E quando comincerà a farti troppo male, quando sentirai un fuoco dentro che ti fa sentire l’assenza di una non-mancanza, ti accorgerai di amare per la prima volta. Ed è allora che splenderai con tutta la tua luce, piccola stella, anche se di amore dall’altra parte non ce ne sarà.’

E piansi, piansi mille fiumi e cento sorgenti prima di formare il mare. Piansi finchè potevo ed aspettai che il sonno si prendesse gioco di me. E sorrisi ad alta voce, e sorrisi mille soli e cento nuvole prima di formare il cielo. E pensai, fino a non sentire più la testa. (Se tutti si fanno indovini delle tue situazioni, tu fatti un po’ più in là, che ho maledizioni da curare.) E non vidi,  non sentii,  non sognai  e non ricordai che è una linea retta, perché doverla distruggere?, perché doverla rendere invivibile.  E parlai, parlai mille pagine e cento libri prima di formare la storia. Scrissi finchè potevo ed aspettai che le mie mani si fossero stancate, di lui. Cercai, cercai dentro di me, il mio filo rosso, il filo che congiunge cuore e mente. E trovai, trovai mille interferenze e cento problemi di connessione prima di formare il programma. E il mio cuore batteva, batteva e bruciava, e bruciare non faceva male. Comincerà a farmi male, mi dissi.

Non capivo, non capivo perché le persone aspettavano l’extremis per agire e l’extremis per confessarsi, quando avremmo tutti risparmiato tempo e baci. Non capivo perché le persone aspettavano di entrarsi dentro a vicenda, il modo più crudele di rubarsi. Non capivo perché quegli istanti tornavano e impedivano i miei movimenti. E pensai ai colori delle lenzuola e pensai di non volerle più pulire, e  pensavo che quei peccati fossero la mia passione. Piansi alla luce di innumerevoli stelle, piansi quando mi chiamò piccola stella e piansi quando mi rubò tutto il firmamento facendosi protagonista delle mie lune piene. E poi venne la pioggia a battere sulla finestra, per fare un po’ di rumore nel silenzio, nel silenzio in cui persino le ombre tornavano a farsi nere. E io non sapevo scegliere, io non volevo decidere, se non l’avevo mai fatto prima. E io non volevo cogliere, non volevo vedere. Ma vidi lo stesso e percepii ugualmente ciò che vivevo sbagliato e ciò che mi lasciavo dietro.

‘Comincerai a scrivere Caro amore, e allora Caro amico ti farà più male di mille spade e cento battaglie, prima di formare la sconfitta perfetta.  Quando la bugia più bella del mondo diventerà ‘io e te’, quando la pioggia si stancherà di farti sapere che è natura e ti troverai nella tua solitudine, arrivando ad amarla al posto suo. Ricordati, allora, ricordati che la via più sicura è quella che ti farà piangere anche quando c’è il sole.’ puntualizzò.

Piansi, e piansi mille fiumi e cento sorgenti prima di formare il mare. E ingoiai mille stelle e cento aerei per poter arrivare dalla tua parte. E allora ti farò sapere che ti ho amato,e ti ho deluso, perché Caro amico non esiste più. E non chiedermi quando ho cominciato a chiamarti amore, non chiedermelo se ti dico che ti amo.  Ma abbracciami qualsiasi nome abbia il tuo sentimento, qualsiasi nome abbia la mia pena. E scrissi mille pagine e cento libri prima di farti sapere del mio amore.
‘La paura ti ha distrutta, ma la vita dà innumerevoli possibilità, una casa grande non è sempre la più sicura’ concluse.

ESTER SARTO

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