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Il viaggio (The Journey), Nick Hamm racconta l’importanza del compromesso

Bastano poche ore per cambiare un rapporto personale e fare la Storia? Decisamente sì, ed è quello che i fatti prima, e il nuovo film di Nick Hamm ora, ci raccontano. Il viaggio (The Journey) narra una storia realmente accaduta, di quelle “incredibili ma vere”. Il viaggio del titolo e al centro degli eventi è infatti quello affrontato insieme in una giornata del 2006 da due rilevanti personalità politiche in totale opposizione. Da un lato Martin McGuinness (interpretato da Colm Meaney), dall’altra il reverendo Ian Paisley (Timothy Spall, Denial). Il primo figura di spicco del Sinn Féin (movimento indipendentista irlandese), tra gli artefici del cessate-il-fuoco dell’IRA e del Belfast Agreement. Il secondo leader del Partito Unionista Democratico.

Un politico “buddy movie” on the road

La “strana coppia”, complici le circostanze e un “piano” del Primo Ministro britannico Tony Blair (Toby Stephens), si trova quasi costretta a condividere i sedili di una Mercedes direttaIl viaggio the journey film 2016 all’aeroporto lungo le strade scozzesi. Lo scopo è raggiungere un accordo di pace. Peccato che i due praticamente si odino e il dialogo sia pieno di ostacoli.

Eppure, quasi miracolosamente, la Storia ci racconta che i leader giunsero infine a firmare la trattativa di pace di St. Andrews del 2006, con Martin McGuinness poi designato vicepremier del governo guidato da Ian Paisley. Come ciò sia stato possibile, e cosa i due uomini si siano detti per arrivare a tale risultato, è proprio quanto cerca di ricostruire Il viaggio (The Journey), già presentato al Toronto International Film Festival 2016 e al 73° Festival di Venezia.

Il film di Nick Hamm ha un’anima politica e drammatica quanto comedy. La forza della pellicola è infatti quella di cercare di spiegare opinioni e punti di vista differenti su una questione seria e tragica della storia politica irlandese, attraverso un tono per quanto possibile lieve, con sprazzi comici.

Complici anche le interpretazioni irresistibili dei suoi protagonisti (soprattutto l’accigliato e rabbioso Timothy Spall), sembra a tratti di assistere a un buddy movie on the road. Eppure il punto principale all’ordine del giorno torna inevitabilmente ad affiorare e a richiedere “serietà”. Bisogna andare oltre le proprie resistenze politiche e mettere fine alla guerra civile nell’Irlanda del Nord. Lo sanno gli spettatori e lo sanno gli stessi protagonisti. Un compromesso questa volta non può essere evitato.

Un atto di fiducia

Il viaggio the journey film 2016Ne Il viaggio (The Journey) si parla e rievoca molto, e in questo la sceneggiatura di Colin Bateman svolge molto bene il suo lavoro. La regia di Nick Hamm, senza fronzoli, è un supporto lucido a un costante scambio di battute.

Non accade molto sul piano dell’azione, eppure c’è una continua tensione in sottofondo, consapevolmente al fatto che le parole che la coppia di leader si scambia hanno invece la capacità di smuovere le masse. Sembra di assistere a una sorta di sfogo/confessione/terapia di entrambi.

Il film di Nick Hamm ha il pregio di raccontare un doppio punto di vista senza privilegiarne uno. Torti e ragioni sono rintracciabili in entrambe le fazioni. Non esistono buoni o cattivi. La “redenzione” riguarda ambedue gli schieramenti. Un bel pezzo di Storia recente che avrebbe molto da insegnare a tanti egocentrici politici di oggi.

Il viaggio (The Journey) sarà al cinema dal 30 marzo con Officine Ubu.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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