Prendete le assolate spiagge delle Hawaii, il sole caldo, un mare azzurro pieno di onde, una spiaggia con palme, noci di cocco e con un atmosfera quasi paradisiaca. Aggiungete una chitarra, il classico bel ragazzo impegnato e un sound “surfin’pop” che arriva a toccare punte folk e blues, ricreando una musica dolce e di sottofondo. Il risultato è l’album “In Between Dreams”, terzo disco del celeberrimo surfista americano Jack Johnson: è una miscela di
musica rilassata che sirifà agli stili reggae giamaicani e alle grandi interpretazioni dei cantautori americani come Ben Harper o al Boss, Bruce Springsteen.
Inciso nel 2004 tra una cinepresa e una tavola da surf, venne pubblicato nel marzo del 2005 dalla Brushfire Records, etichetta discografica fondata dallo stesso cantautore. Fu un successo strepitoso, anche grazie alle nuove tecniche di mercato: quando ancora “ITunes” era una scommessa Jack Johnson decise di accettare la proposta della Apple (ovvero la pubblicazione dell’album nell’ “ITunes Store”, dove era possibile acquistare anche i singoli brani a prezzi molto competitivi) sbancando il lunario prima in Inghilterra e poi nel resto del continente europeo. Il disco è spontaneo e autentico, dalle melodie efficaci e rilassate: riesce a sprigionare un caldo ottimismo a partire dalla copertina, un disegno stilizzato di un uomo con una chitarra intento a cogliere un frutto da un predominante albero. Il disco venne insignito del disco di platino e di alcuni dischi d’oro, ma Johnson decise di devolvere i ricavati in beneficenza, rinunciando a cospicui premi.
Il cd si apre con “Better Together”, una romantica canzone in cui il sensibile surfista mette subito in luce il suo lato umano, la sua possibilità di sbagliare o di non trovare le parole giuste: ecco che i sentimenti più veri sono quelli più semplici, nessun sofisma e nessuna autoreferenzialità da “macho”. Così “Banana Pancakes”, un pezzo tutto chitarra e voce, rilassatissimo richiamo alla semplicità di una vita in cui per essere felici basta avere una piccola casetta e qualcuno da amare, con cui vivere in una sorta di otium catulliano anche solo per una piovosa mattina. “Never Know” è invece uno dei pezzi più profondi e riflessivi, un’accurata analisi dell’effimero umano e della sua incredibile misteriosità. Le altre canzoni del cd continuano su questa falsa riga, mischiando sapientemente i pochi accompagnamenti di basso e batteria alla dolce voce e alla chitarra del “good boy” che dimostra come per essere rock serve la semplicità e la mancanza di pretese. Le altre canzoni, tra cui anche la famosa “Staple It Together”, sono: “Good People”, “”No Other Way”,“Sitting, Waiting, Wishing”, “Situations”, “Crying Shame”, “If I Could”, “Breakdown”, “Belle”, “Do You Remember” e “Constellations”.
A livello tecnico l’album è omogeneo, privo di virtuosismi e ricco di riff che richiamano i momenti più dolci della vita, un falò attorno al quale sedersi e ammirare il tramonto colorato e assaporare i suoni e gli odori di un mare infinito che si sposa con il cielo all’orizzonte. Anche per i più spietati rockettari è conveniente averne una copia, magari nascosta in un cassetto, da tirare fuori nei momenti romantici di una bella giornata in compagnia di pochi intimi o della propria dolce metà. Provare per credere.
MAX ZUMSTEIN
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