In Campidoglio l’opposizione è a spese dei romani

Tante critiche all’amministrazione guidata da Ignazio Marino ma nessun esame di coscienza da parte dall’opposizione in Assemblea Capitolina; tanti gruppi consiliari, tante segreterie, tanti fondi per rappresentare le stesse realtà. Servono veramente 11 gruppi per l’opposizione?

Sembrerebbe di si, perché nel centrodestra romano la divisione è netta: l’ex vicesindaco ai tempi di Alemanno, Sveva Belviso, è capogruppo del gruppo misto e della sua componente “Altra destra”, Giordano Tredicine (vicesegretario regionale di Forza Italia) nonostante abbia aderito alla rinascita del partito di CampidoglioSilvio Berlusconi, a discapito del gruppo consiliare del nuovo centrodestra, successivamente costituitosi assieme a quello di Forza Italia, è tutt’ora presidente del gruppo del Popolo della Libertà composto soltanto da lui. Come per Forza Italia – composto da 4 consiglieri divisi per due gruppi, con staff diversi pagati dai romani – anche Fratelli d’Italia adotta lo stesso “metodo” dividendo i suoi due consiglieri (Ghera ed Alemanno) in due gruppi (Alleanza Popolare nazionale e Fratelli d’Italia); stesso discorso dunque per Gianni Alemanno che anziché essere membro del proprio gruppo è componente di un gruppo da lui fondato assieme all’ex vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti, di fede berlusconiana. Altro staff a spese dei romani.

Indifferente il discorso per il gruppo capitolino di Cantiere Italia, composto da Cosimo Dinoi ex consigliere della Lista Marchini, che sfruttando l’opportunità di poter creare un gruppo consiliare che fa capo ad una lista presentatasi alle elezioni anche lui è presidente di se stesso, come l’ex presidente del Consiglio comunale Marco Pomarici, che anziché aderire al gruppo misto ha aderito alla Lega Nord, sfruttando la loro rappresentanza in parlamento per fondare un nuovo gruppo, a spese di “Roma ladrona”, con un solo componente ed auto-eleggendosi rappresentante di quest’ultimo.

Premesso che ogni consigliere può aderire ad un gruppo differente da quello che rappresenta il proprio partito politico, come si può pensare di rendere credibile una politica di condanna agli “sperperi” della segreteria del sindaco quando poi ogni consigliere dell’opposizione è capogruppo di se stesso, gestendo quindi fondi differenti per fini comuni di pochi partiti divisi in più componenti? I gruppi consiliari sono tanti, le domande dei cittadini altrettante. Come è possibile che consiglieri al terzo mandato elettorale non abbiano pensato a far risparmiare il Campidoglio? Seguendo la linea ipotizzata da Wild Italy in Assemblea Capitolina ci sarebbero cinque gruppi in meno, e soltanto sette attivi di cui uno obbligatorio (il misto); evidentemente non è utile pensare prima alla città.


About

Nato a Roma nel 1996, studente di Scienze Politiche (La Sapienza). Coordinatore di circolo per la federazione di Roma di Sinistra ecologia libertà (Sel) e componente il Comitato nazionale de L'Altra Europa con Tsipras; impegnato nell'associazionismo studentesco, membro per la Federazione degli studenti dell'esecutivo romano, consigliere di Giunta d'Istituto e membro della Consulta provinciale degli studenti di Roma. BLOGGER DI WILD ITALY.


'In Campidoglio l’opposizione è a spese dei romani' have 1 comment

  1. 26 Dicembre 2014 @ 8:01 pm giuseppe

    a Roma e’ tutto un brulicar di vermi .


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