digitale

Porte aperte all’innovazione: l’impresa diventa digitale

L’industria della tecnologia digitale sta crescendo rapidamente e questo porterà senza dubbio ad una trasformazione del mercato dell’erogazione di servizi, specie nel segmento B2B. Per non parlare poi delle trasformazioni in atto nel settore artigiano, all’innovazione del quale ci si riferisce quando si sente, peraltro sempre più spesso, parlare di artigianato digitale o mondo dei makers.

Fonte: giornalepartiteiva.it

Fonte: giornalepartiteiva.it

Si tratta, infatti, di quella che definirei una “onda lunga digitale” pronta ad investire e travolgere le imprese che non saranno in grado di leggere correttamente i cambiamenti in atto e conseguentemente di adeguarsi agli stessi.

Difficile immaginare che ci saranno settori in grado di mostrarsi immuni al cambiamento, senza doverne pagare dazio. Il cambiamento non può essere fermato o evitato perché la crescente diffusione di internet ha via via determinato effetti che, da un punto di vista economico, hanno:

  • aperto alcuni mercati favorendo l’ingresso di nuove imprese (si pensi alla distribuzione tramite piattaforme di e-commerce dei prodotti finali nonché all’erogazione di servizi via web quali quelli finanziari, di e-payments, di archiviazione digitale);
  • ridotto le asimmetrie informative tra i diversi agenti economici (si pensi a quanto sia sempre più semplice assumere informazioni in qualità migliore e maggiore sulle controparti);
  • stimolato ed incentivato gli investimenti in infrastrutture e dispositivi tecnologici (si pensi alla banda larga ed all’innovazione tecnologica nel campo della telefonia);
  • ridotto i costi di produzione.

Nessun imprenditore potrà, dunque, evitare di fare i conti con l’incontrovertibile necessità di ripensare al modello produttivo della propria azienda, intervenendo sulla struttura organizzativa ad ogni livello, investendo in Ricerca e Sviluppo ed in formazione delle risorse umane, al fine di creare i presupposti, interni ed esterni, necessari a recepire il cambiamento e conformarsi ad esso.

L’impiego delle nuove tecnologie digitali all’interno delle aziende nonché il ricorso ai servizi sempre più frequentemente erogati alle stesse dalle digital companies, servirà a rendere più snelle ed efficienti a livello organizzativo alcune realtà aziendali. Si pensi per esempio alla possibilità di utilizzare strumenti software avvalendosi di sistemi in cloud: la manutenzione degli stessi, l’upgrade necessario a scadenze regolari, non rappresenteranno più un’incombenza da assegnare ai dipartimenti IT interni poiché saranno le stesse software house (che erogano il servizio con questa modalità) ad occuparsi dell’attività di maintenance. Ed è questo solo un esempio.

Chi non sarà in grado di leggere il cambiamento ed innovarsi non riuscirà a competere sui mercati, non solo a causa dell’inevitabile contrazione dei costi di produzione che il ricorso a nuovi modelli di business digital oriented determinerà ma anche perché, sempre più frequentemente, la domanda sarà veicolata attraverso modalità e canali differenti dal passato:

  • la generazione dei cosiddetti Millennials utilizza e padroneggia le nuove tecnologie sfruttandone tutte le potenzialità: acquisti di ogni tipo e relativi pagamenti passano per una App disponibile in un loro mobile device , sia esso un tablet o uno smartphone;
  • tablet e smartphone sono diventati (per effetto di abitudini di consumo in combinazione con un’offerta alla portata di tutti) strumenti capaci di soddisfare una pressoché infinita serie di esigenze;
  • l’offerta degli operatori di telecomunicazioni (driver strategico per la diffusione di questa “rivoluzione digitale”) in termini di pricing e di tecnologia riesce a raggiungere e coprire una grande e diversificata utenza;
Fonte: blog.addiction.it

Fonte: blog.addiction.it

In parole povere, non ci sarà spazio per chi non sarà in grado di adeguarsi nelle modalità e nei tempi giusti con il processo di cambiamento in atto.

Inoltre, la stessa modalità di erogazione di determinati servizi sta rapidamente evolvendo. Sempre più si sente e si sentirà parlare di servizi erogati in modalità “mobile” con l’arrembante “m” che ben presto soppianterà la più nota e familiare “e” di “electronic” cui, neppure tutti a dire il vero, ci eravamo abituati e con la quale, ben presto, ci ritroveremo a non dover più fare i conti.

Uno dei settori più fortemente interessati dall’avvento delle nuove tecnologie digitali è senza dubbio quello dei servizi finanziari, intendendo per questi ultimi, non solo quelli strettamente legati alla concessione di credito o alla realizzazione di un investimento ma anche quelli che, inevitabilmente, sono “complementari”, “strategici” e “di supporto” all’erogazione degli stessi.

In poche parole si tratta di un vero e proprio “indotto digitale” che va dall’erogazione del servizio “core” alle attività di credit scoring, data analysis, e-payment ed m-payment, crowdfunding, peer-to-peer lending, interessando aziende più o meno consolidate e start up che operano nei segmenti B2B e B2C.

Senza dimenticare che risultano rivestire un ruolo da assoluti protagonisti, nel settore Fintech, quegli operatori IT (produttori soprattutto di soluzioni software) che stanno affiancando le aziende più tradizionali nell’attuare il processo di cambiamento.

 

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About

In qualità di Advisor presso la società di Revisione e Consulenza BDO Italia SpA (www.bdo.it), opera nell'area Governance-Risk-Internal Control. Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari nel 2006, con una tesi in Tecnica di Borsa. Master e formazione professionale: - Intermediari Finanziari e Gestione del Risparmio (Master, Tor Vergata, 2006); - Diritto e Tecnica dell'assicurazione (Master, LIUC di Castellanza, 2011); - Credit Management (Master Executive, Il Sole 24 ORE Business School, 2014-2015). Dopo una breve esperienza in Banca Popolare Pugliese, dal 2007 e per 8 anni, fa parte del team di Milliora Finanzia Spa, intermediario finanziario di cui diventa Responsabile Operation nel 2011. Intraprende, a partire dal 2011, alcune occasionali collaborazioni in qualità di contributor con siti specializzati e riviste on line quali Diritto 24 – Il Sole 24 Ore, Compliancenet.it, DirittoBancario.it, AnalisiBanka.it, Simplibiz.net, oltre che con altri intermediari finanziari minori. Appassionato di auto, officine, restauri, inizia a collaborare con il blog di Wild Italy, alla sezione Motori, nell’ottobre 2013; partecipa al progetto di trasformazione del blog in testata giornalistica autorizzata in qualità di socio fondatore e componente del consiglio direttivo (2014). CAPOSERVIZIO ECONOMIA


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