Internet delle Cose: l’iperconnettività del quotidiano

In una recente sitcom inglese dal sapore anni Novanta, ambientata nel reparto informatico di una famosa azienda, al telefono rispondono con «Pronto, IT… ha provato a spegnerlo e riaccenderlo?» .

Internet_delle_Cose_Albero

fonte: pixabay.com

La persona che risponde al telefono è quella creatura a metà tra un uomo e un computer, dotata di bizzarre t-shirt dall’aspetto trasandato: insomma, un nerd.

Oggi, invece, tra una sbirciata al gruppo su WhatsApp, una sincronizzazione del calendario su iCloud, una chiamata su Skype, siamo tutti, nonni compresi, un po’ nerd e sempre interconnessi.

Eppure, la nostra interconnessione non ha raggiunto il suo massimo. Al contrario, sta per subire un aumento vertiginoso.

CONNESSIONE, CONNESSIONI. 

Quanti dei dispositivi che possiedi ti permettono di connetterti ad internet? TV, smartphone, tablet, PC, automobile, lavatrice? L’“Internet delle cose” è un fenomeno in espansione e punta a rendere “smart” sempre più oggetti della quotidianità, creando un’interconnessione che permette ai dispositivi di comunicare tra loro.

Secondo Gartner, rinomata società di ricerca e analisi nel campo delle Tecnologie dell’Informazione, il fenomeno non rallenterà, anzi: entro la fine dell’anno, 4,9 miliardi di dispositivi permetteranno la connessione ad internet. Un incremento del 14% rispetto al 2014. A beneficiarne non saranno solamente i consumatori, ma anche le aziende, che dovranno reinventarsi per soddisfare le richieste sempre più pressanti della società: una sorta di corsa all’innovazione che porta senza dubbio numerosi vantaggi al mercato.

Il mondo dell’intrattenimento è stato tra i primi settori a permettere l’interconnessione tra dispositivi elettronici. Google Chromecast è solo uno degli esempi. Permette di collegare la TV con il tablet o lo smartphone, così puoi vedere i contenuti in streaming direttamente sullo schermo del televisore.

INTERNET SU MISURA, TUTTO PER TE. 

A cosa si collegano tutti i dispositivi? Al tuo smartphone, un telecomando universale al tuo servizio. Sa dove ti trovi, cosa cerchi, di cosa potresti avere bisogno, tutto sotto il tuo controllo.

Google_Chromecast

fonte: c4.staticflickr.com

Le compagnie più all’avanguardia non hanno tardato ad approfittarne: Starbucks ha creato una app che ti permette di ordinare il tuo caffè preferito, di sapere quanto dovrai aspettare per berlo e come raggiungere il negozio nel modo più veloce possibile. Con Uber è possibile chiamare il taxi tramite apposita app. In Italia invece, patria del buon mangiare, con Just Eat puoi ordinare le tue pietanze preferite direttamente dallo smartphone.

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.

L’impatto dell’interconnessione è visibile e il suo sviluppo si riflette sulle richieste dei consumatori: vogliono risposte immediate, precise e personalizzate. Il processo decisionale dell’utente si è velocizzato e le aziende, grazie ad un più facile accesso alle informazioni sulle abitudini e le richieste dei consumatori, sono sempre al passo.

Se il bisogno è impellente, la risposta deve essere repentina. Facilitare la vita dei consumatori non basta, bisogna raggiungere il prossimo livello: prevederne i bisogni.

Mentre guardiamo uno spettacolo, un film o un evento, desideriamo aver informazioni (adesso!) sugli attori o interpreti, così come sugli sponsor e i prodotti che vediamo. Stiamo pensando di acquistare qualcosa? Vogliamo leggere le recensioni di altri acquirenti, trovare il prezzo migliore e controllare la disponibilità del prodotto. Più siamo connessi e maggiore facilità avremo nel trovare le soluzioni che cerchiamo.

Ogni dispositivo e ogni interazione con i clienti rappresentano un’occasione di apprendere le abitudini dei consumatori. Solo le migliori aziende sapranno trarre vantaggio da questo enorme flusso di informazioni, per rendersi utili nei momenti che contano.

PS: Articolo scritto in collaborazione con Diana Ciurla.


About

Avvocato, traduttore, studioso di dinamiche sociali e web marketing. Parla fluentemente inglese e tedesco. È co-fondatore di un'agenzia di traduzioni, chiamata MultiLex. È Vicepresidente dell'Associazione Wilditaly da ottobre 2014. Ama gli animali, non sempre ricambiato. BLOGGER DI WILD ITALY


'Internet delle Cose: l’iperconnettività del quotidiano' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares