Introduzione al signoraggio

Non sono molto informato sull’argomento, o meglio, non ho ancora una gamma di informazioni e controinformazioni abbastanza ampia per per mettermi di effettuare una’analisi e pronunciarmi in un giudizio. Si dice che il signoraggio sia la truffa finanziaria legalizzata più semplice e più ben riuscita da trecento anni a questa parte. Tant’è vero che anche in questo momento è in atto.

Prendete una qualsiasi banconota da 100 euro. Avrete già notato che nella parte alta del fronte vi sono delle sigle (bce ecb ezb ekt ekp): non è che la traduzione abbreviata di Banca Centrale Europea in diverse lingue. Ciò significa che i 100 euro (ma anche i tagli da 5,10,20,50,200,500) sono stati stampati dalla banca JEAN CLAUDE TRICHETcentrale europea. Fin qui, niente di strano.

La BCE è una banca “privata”, poichè i suoi azionisti sono le Banche centrali nazionali. Tra le banche maggiori azioniste della BCE spiccano la Germania, Regno Unito (non utilizza l’euro), Francia ed Italia. A loro volta, le Banche Centrali Nazionali non sono enti statali bensì privati. A chi appartengono: ad una serie di istituti azionisti quali banche ed assicurazioni oltre che un misero 5% all’INPS. Gli istituti che detengono percentuali maggiori di capitale in Bankitalia s.p.a. sono Intesa San Paolo (30,3%), Unicredito Italiano (22,1%) ed Assicurazioni Generali (6,3%). Ebbene, i nostri 100 euro, una volta stampati dalla BCE con un costo di produzione pari a circa 0,3 euro a banconota, vengono comprati dagli Stati a seconda del loro fabbisogno monetario. Gli stati pagano ogni banconota per il suo “valore nominale”, ossia quanto c’è scritto sulla banconota dal valore reale, ricordo, di 0,3 euro. In più, la BCE stabilisce il tasso che determina il costo del denaro ossia un’interesse da corrispondere a scadenza del prestito. Sì, prestito: i soldi che abbiamo nel portafogli non sono di nostra proprietà ma appartengono alle banche che attraverso la “tipografia BCE” ce li prestano. Ricapitolando ed assumento come tasso d’interesse un modico 1,5% annuale, la nostra banconota da 100 ci costa in un anno 101,5 euro. La BCE invece guadagna un bel gruzzoletto: 101,5 – 0,3 = 101,2. Per ogni banconota. Dal nulla. Tutti gli stati del mondo hanno un debito pubblico. Nessuno ha un credito. A chi dobbiamo questi soldi, allora? In pratica, lo stato (che siamo noi!) deve foraggiare in continuazione le banche. Milioni su milioni raccolti mediante tasse ed imposte vengono recapitati direttamente alla BCE (ma in quasi tutto il mondo esistono Banche centrali, non è un’anomalia europea) e quindi alle banche private.

Mai ho sentito parlare di signoraggio in televisione, mai ho letto un articolo sul giornale.

Nemmeno quelli che si definiscono baluardi della libera informazione come Travaglio e Grillo affrontano l’argomento (o meglio, Grillo 10 anni fa ne parlava, ora afferma che i problemi italiani sono altri). Il signoraggio racchiude al suo interno molti mali: la truffa finanziaria ai danni dei cittadini di ogni angolo della terra, la corruzione a livello politico, la corruzione a livello informativo, la massoneria dei potenti e il disinteresse della gente comune.

Nelle costituzioni di tutti gli stati nazionali è espressa fortemente la sovranità monetaria dello Stato che, al contrario, è violata ogni giorno! Preciso che i centesimi e le monete da 1 e 2 euro sono prodotte direttamente dagli stati (e non a caso ognuno ci imprime i propri simboli) a fronte di un costo di produzione pari a 15 centesimi circa per ogni moneta.

Tant’è vero che quando il Ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti, nel 2002, propose di sostituire le monete da uno e due Euro con delle banconote, Duisemberg, ex presidente (evidentemente fantoccio) della BCE ormai deceduto (in circostanze misteriose), affermò che sarebbe stato possibile ma che, se l’Italia avesse preso questa decisione, avrebbe perso i diritti di signoraggio sull’emissione delle monete a vantaggio della Bce. Probabilmente, proprio l’aver parlato di signoraggio, fu fatale a Duisenberg.

Ai tempi dei Romani, le monete avevano un valore pari all’oro da cui erano formate. Portando l’equivalente in oro di 10 a chi coniava le monete, si aveva in cambio una moneta costituita per 9 parti da oro e per una parte da un’altro metallo. La decima parte spettava a colui che coniava la moneta. Niente di più semplice.

EMANUELE MAZZUCA

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7 Responses to “Introduzione al signoraggio”

  1. avatar Emanuele scrive:

    Il primo documento non merita commenti e non so per quale motivo hai deciso di postarlo. Sono una serie di illazioni senza alcuna fonte e fondamento. D’accordo che internet è sorgente di informazioni, ma non tutto ciò che è scritto è valido.

    Hai fatto bene invece ad inserire il secondo documento.
    Al suo interno vi sono molti passaggi non chiari.

    Non si tratta di scegliere a chi credere.
    Si tratta solo di informarsi.

  2. avatar Marco scrive:

    “…Nemmeno quelli che si definiscono baluardi della libera informazione come Travaglio e Grillo affrontano l’argomento…”

    Forse perchè è una balla?

  3. avatar Emanuele scrive:

    Ciao Marco,
    come dici tu forse è una balla, forse no. Bisogna capire cosa è una balla e cosa no. Per saperlo bisogna approfondire PERSONALMENTE la vicenda (e non lo si fa certo in qualche giorno) e non fidarsi di quanto detto da uno piuttosto che da un altro.

    Un mondo con più informazione e meno presunzione di conoscenza sarebbe certamente un mondo migliore. L’informazione è però una sfida personale, soprattutto nell’era di internet. Noi siamo allo stesso tempo creatori e fruitori di informazione.

    Gradirei conoscere le motivazioni del tuo “forse perchè è una balla?”. O, forse, devi ancora trovarle.

    Postare, come fatto da Grant, dei rimandi a testi che richiedono per la comprensione una laurea in economia politica è incostruttivo perchè non chiarifica i dubbi.

    Ciao

  4. avatar Marco scrive:

    “Probabilmente, proprio l’aver parlato di signoraggio, fu fatale a Duisenberg.”

    Immagino che avrai profonde ricerche per aver capito cosa è successo a Duisenberg…le stesse che tu ora chiedi a noi…

  5. avatar Emanuele scrive:

    Vuoi portare la discussione da un’altra parte. E’ uno degli stratagemmi esposti ne “L’arte di ottenere ragione” di Schopenahuer.
    L’articolo sulla teoria di truffa legata al signoraggio vuol essere solo uno spunto per una critica informazione, non una verità assoluta.
    L’informazione libera è tale se e solo se il lettore si pone in una condizione critica rispetto al testo.

    La frase “…Nemmeno quelli che si definiscono baluardi della libera informazione come Travaglio e Grillo affrontano l’argomento…”, vuol essere solo un invito a non sentire solo una campana, piuttosto far suonare la propria.

  6. avatar Alex scrive:

    Ragazzi guardata su youtube la puntata di Rebus del 27 aprile 2009 forse vi chiarirete meglio le idee ciao

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