(In)utile tecnologia nel mondo automotive

Non tutti i passi in avanti di cui le quattro ruote sono state testimoni, hanno portato vantaggi agli automobilisti. Alcuni sono dei veri passi indietro

Quando si cammina tra gli stand di un Salone dell’automobile, e ci si imbatte in puri esercizi di stile che ricordano vagamente il concetto contemporaneo di vettura, si tratta proprio di concept car. Al cospetto di questi concentrati di tecnologia si ha come l’impressione di toccare il futuro con le mani, e analizzando attentamente si possono scorgere una serie di innovazioni forse ancora non applicabili. Ciclicamente accade che queste stesse pensate vengano ritrovate su auto stradali di qualche anno dopo, semplicemente adattate alla realtà che ci circonda. Dal reparto ricerca & sviluppo dei quartier generali delle aziende di auto, si prende spunto per la tecnologia che ogni giorno si trova a bordo delle auto. Ma sono sempre belle sorprese?

SUCCESSI.

In 100 anni e più di automobili, il genere umano ha potuto godere di una modalità di trasferimento autonoma ed indipendente. Gli esordi del mezzo su gomma suonavano come “scomodo e poco funzionale”, ma sperimentando si è giunti ad un altissimo livello di tecnologia. L’automatizzazione del cambio, ad esempio, è una di quelle innovazioni che su differenti fronti ha portato numerosi vantaggi. Partendo dalla comodità, fino alle prestazioni, questa è una delle svolte destinata a soppiantare la precedente soluzione. Anche i semplici cristalli elettrici rappresentano un punto di non ritorno, considerando improbabile una rievocazione della “manovella”.benzina2

INSUCCESSI.

Iniettare tecnologia all’interno del DNA di un’automobile non è un concetto applicabile a tutti i marchi, o ad un determinato periodo storico. In effetti esistono degli elementi che possono essere considerati acerbi o ancora fuori luogo, che invece di migliorare la vita dell’automobilista, la peggiorano. E soprattutto diminuiscono invano le abilità di chi sta al volante, senza garantire una piena sostituzione delle stesse con qualcosa di automatizzato.

– I distributori di carburante, esclusi quelli che dispongono di più lati per rifornirsi, sono comodi per chi ha lo “sportellino” sul lato destro della macchina. Ciò nonostante esistono molte automobili che lo “sportellino” lo hanno proprio dall’altro lato. Per tale ragione, spesso e volentieri, accanto all’indicatore del carburante, esiste una piccola freccia che indica il lato gusto, cosicché al benzinaio ci si arrivi preparati. Attualmente la maggior parte delle auto dispone di indicatore del livello del carburante digitale, e questo cambiamento ha inspiegabilmente portato via quella famosa e determinante freccia.

– La modalità “auto”, quando si parla di proiettori ottici, ha salvato molti automobilisti distratti: sia i notturni sbadati, circolanti a fari spenti nella notte; sia coloro che spesso avrebbero dimenticato le luci accese dopo aver posteggiato, e la mattina dopo avrebbero avuto la batteria a terra. Questa bella pillola consiste in un sensore che innanzitutto rileva l’assenza di luce e in automatico accende i proiettori, e inoltre fa si che in automatico i fari si spengano con lo spegnersi della vettura. Un elemento mancante, non di poca importanza, è la circolazione in tratti autostradali. In tali contesti, anche durante il giorno, la luci di posizione devono essere accese ma il sensore non percepirà alcuna assenza di luce.
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Molti altri sono i casi, come i tergicristalli automatici che continuano imperterriti durante l’attesa del semaforo, o il freno di stazionamento elettrico che impedisce “usi alternativi” dello stesso, o non si disinserisce al momento giusto, ma il linea di massima il progresso tecnologico aumenta sempre più il comfort nella vita di ogni automobilista. Ciò che va tenuto a mente è la presenza di una costante fase transitoria in cui non è ancora possibile affidarsi completamente alla tecnologia ma non è neanche fruttuoso escluderla dalla propria routine.

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About

Appassionato di motori sin dall’infanzia, comincia il suo percorso professionale di giornalista auto e motociclistico dal compimento dei diciotto anni, subito dopo aver preso la patente di guida. Anche negli studi ha confermato la sua vena motoristica laureandosi nel 2012 in Scienze e tecnologie della comunicazione con una tesi riguardante la Fiat 500 come prodotto culturale e nel 2015 in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione analizzando il Tg2 Motori in un progetto con la cattedra di formati e stili del giornalismo radio televisivo. Di pari passo con la frequentazione dell’Università la Sapienza di Roma, ha collaborato e collabora in qualità di redattore e tester con numerose riviste di settore; tra le più importati: Car Magazine e Special Cafe. Da aprile 2014 cura una galleria fotografica su Instagram Special_Racer. Dal 14 aprile 2010 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Lazio. RESPONSABILE SEZIONE RUOTIAMO (MOTORI).


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