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#Imperdibili: Io e Annie, l’opera madre di Woody Allen

Era il lontano 1977 quando, nelle sale cinematografiche, usciva la commedia romantica targata Woody Allen (Prendi i soldi e scappa, Provaci ancora, SamCafè Society) Io e Annie. All’epoca il film non viene etichettato solo come una semplice commedia, ma viene elogiato come una delle miglior commedie mai viste che ha reso noto in tutto il mondo il nome di Woody Allen. Per non parlare dei 4 premi Oscar vinti: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Attrice Protagonista (Diane Keaton).io e annie 1977

Nel 1992, a 15 anni dal suo primo arrivo sul grande schermo, la pellicola viene inserita nella conversazione del National Film Registry, nella Biblioteca del Congresso Statunitense. Dopo sei anni, nel 1998, compare al trentacinquesimo posto dalla American Film Institute nella classica dei migliori cento film statunitensi. Una battuta pronunciata dal personaggio di Diane Keaton (La-dee-da, La-dee-da) è stata inoltre inserita al cinquantacinquesimo posto nella classifica delle migliori cento battute del cinema made in USA.

Nel cast troviamo: lo stesso regista Woody Allen, che interpreta il protagonista; Diane Keaton (Il padrino, Natale all’improvviso); Tony Roberts (Amity Ville 3D, Nei panni di una bionda); Shelley Duvall (Shining, Il mistero del quarto piano) e Christopher Walken (Pulp Fiction, 7 psicopatici).

Sinossi

Alvy Singer (Woody Allen) è un attore comico di origini ebraiche che vive a Brooklyn. La filosofia di vita che adotta è molto particolare, al limite tra il pessimismo e il voler essere perennemente controcorrente. Dopo due matrimoni falliti, Alvy ha perso ogni speranza nell’amore. Almeno fino a quando non incontra Annie (Diane Keaton), una ragazza molto carina, con la testa fra le nuvole, appartenente ad una famiglia benestante del Middle West.

Inizialmente Alvy non si lascia coinvolgere nella relazione, in quanto non convinto che possa portare a qualcosa di buono. Poco tempo dopo, l’attore capisce però che Annie è la donna della sua vita e abbraccia quindi questa nuova storia d’amore. La relazione tira fuori il meglio dai due personaggi, ma insieme alla follia dell’innamoramento vengono alla luce le debolezze reciproche. I problemi e i primi dissidi non tardano ad arrivare.

Con il passare dei mesi “il fuoco” della loro unione si affievolisce fortemente, sfociando nella rottura del legame sentimentale. In seguito all’allontanamento, Annie si trasferisce a Los Angeles, in cerca di una vita migliore. Alvy, invece, continua la sua vita a New York cercando di evadere dai problemi affettivi buttandosi in nuove relazioni. Nonostante i vari tentativi di dimenticare o rimpiazzare Annie, Alvy sente che non può fare a meno di lei. Deciso ad uscire dai suoi preconcetti e paure verso il mondo, il giovane attore parte per andare a Los Angeles, con l’obiettivo di riconquistare il suo cuore.

La verità nella finzione

Se dopo tutti questi anni si continua a parlare di Io e Annie e se la American Film Institute ha deciso di inserirlo trai primi trenta nella sua lista dei cento film migliori statunitensi, c’è un motivo. Se non più di uno. Io e Annie non è la storiella d’amore tra due giovani che, forti del loro sentimento, decidono di portarlo avanti attraverso le mille difficoltà. No, Io e Annie è un film sul vero amore. Quel vero amore che ci insegna la consapevolezza della perdita. E’ anche questa la chiave principale della pellicola. La fantasia viaggia fino ad un certo punto per lasciare spazio ad una, forse, cruda realtà.

io-e-annie-commedia-1977Uno stile narrativo nuovo e originale

Fino ad oggi le commedie che siamo stati abituati a vedere ruotavano intorno al concetto di favole irrealistiche. Punto forte del regista è il suo pessimismo nei confronti della vita e il suo volerlo esplicitare dando voce e corpo al protagonista. Non è un personaggio stereotipato, è semplicemente un personaggio vero, in cui il pubblico si può rispecchiare. Alvy Singer è un comune mortale che ha imparato ad amare e che ha imparato quanto amare significhi anche saper abbandonare. Il modo di vedere la storia d’amore in questo film si avvicina così tanto alla realtà che per questo, dopo così tanto tempo, resta nei ricordi di chi lo ha vissuto e di chi lo ha recuperato.

Osserviamo il racconto di qualcosa che non ci aspettiamo possa essere vero, in un modo del tutto vero. Chi non conosce Woody Allen nel vedere Io e Annie potrebbe appunto aspettarsi la solita commedia stampo americano. La reazione classica potrebbe essere quindi il cambiare canale. Ma non è questo il caso. Non davanti ad un’opera con uno stile narrativo così nuovo e originale, difficilmente riscontrabile in lavori simili.

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Il mai visto in un mondo dove si è visto tutto

Una definizione per Io e Annie potrebbe essere l’aver portato una ventata di novità in un mondo dove già si è visto. Nella sua semplicità e comicità, infatti, mantiene una forte originalità che nelle commedie di oggi è molto difficile riuscire a trovare. La vicenda ci viene raccontata in modo non solo scorrevole ma, per certi versi, in una maniera che rasenta l’assurdità. Tutto ciò produce una vera e propria – come dicevamo – ventata di aria fresca, in un genere dove l’assurdità viene poco considerata.

Il clima di assurdità viene portato da una tecnica usata molto dal regista, ovvero quella della voce fuori campo. Io-e-Annie-woody-allen-diane-keatonMolte persone che si siedono dietro la macchina da presa decidono di usarla ma Woody Allen con Io e Annie ha dimostrato di padroneggiarla in un modo diverso e di forte interazione, tanto da rendere gli spettatori testimoni di questo amore. Ben evidente è anche la tecnica dello split screen, dividere lo schermo in due parti per poter vedere cosa fanno i personaggi in luoghi differenti nello stesso momento, e dei sottotitoli per esprimerne i pensieri.

Opera unica e speciale

In conclusione, Io e Annie si dimostra un insieme di deliziose tecniche cinematografiche che fanno nascere la commedia per eccellenza. La pellicola che non solo ha consacrato Woody Allen ma che ha definitivamente consacrato il genere. Un’opera unica e speciale, in un mare di commedie fatte e rifatte che, anche oggi, non riescono a raggiungerne la bellezza e il successo. Una vera commedia, tra le più belle del grande schermo.

 

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About

Classe 1992, vive a Fregene, comune di Fiumicino. Si è laureato in Sociologia presso la sede di Scienze della Formaziona a Roma Tre il 12/07/2016. E’ da sempre appassionato di cinema, il suo sogno è quello di diventare un Regista. Mentre aspetta di coronare il suo sogno, cercando di entrare nel prestigioso Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, si presta a scrivere sceneggiature (di cui per ora una completa ed una in lavorazione). La sua passione lo ha portato qui per poter dire la sua opinione ufficiale sulle pellicole in uscita sul grande schermo. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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