Io sto con Assange

La Cina oscura il sito; mandato di cattura in 188 paesi con la sigla di Most Wanted al pari di Osama Bin Laden; il Pentagono che si affida al miglior hacker del mondo per “spegnere” Wikileaks. Eppure Assange resiste. E DEVE resistere.

Noi della rete dobbiamo difenderlo in tutto e per tutto. Siamo sì consci del fatto che è accusato di aver stuprato due donne e che è questo il movente del mandato di cattura partito dalla Svezia, ma è anche vero che questa è solo un’intimidazione. Sono il primo a dire che deve essere giudicato, ma non perseguitato. Non può essere incarcerato in questo momento, in quanto il rischio di un omicidio “interno” alle carceri è più che mai vivo, con l’odio della maggioranza dei paesi mondiali.
Ciò non deve accadere. Julian Assange deve restare libero di gestire il suo sito. Non è giusto che, siccome ha svelato – non lui da solo, ma tutta una squadra con le “balle quadrate” – gli altarini dei vari stati che in pubblico sfoderano  facce sorridenti o si danno pacche sulle spalle e poi in privato ti vomitano addosso il loro vero pensiero, debba andare in contro ad un destino funesto.

Un mandato di arresto internazionale solitamente viene emesso per terrorismo, omicidio o stragismo. Perchè non c’è un mandato di cattura per far rimpatriare Cesare Battisti ad esempio? Eppure è stato condannato all’ergastolo per aver ucciso 4 persone. Lui però può avere asilo politico (che per di più è stato negato dal Brasile).  Il fondatore di Wikileaks invece deve essere catturato. Che poi è ridicolo. Pensano che se ingabbiano lui, non esista nessun altro che riesca a gestirlo. Lui pubblica le notizie che gli vengono fornite. Tutto qui.

Dobbiamo dire, con forza, che NOI STIAMO CON ASSANGE e WIKILEAKS. L’informazione libera è anche questa!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


'Io sto con Assange' have 1 comment

  1. 2 dicembre 2010 @ 12:35 am valter carraro

    La penso allo stesso modo. Tra l’altro l’accusa mossagli da due donne è per molestie, giuridicamente parlando e certo, nessuno vuole impunità a tutti i costi. Non credo che, se si volesse, ci si metterebbe molto a far chiarezza su una faccenda uscita, guarda caso, poco prima di rivelazioni dimostrate coi fatti, di numerosi (centinaia) morti civili in Iraq per manovre ordite dal Pentagono. Molti vogliono farci ancora credere che il mondo non possa far a meno di bombardieri e armamenti. Ma così non finirà mai. Siamo ancora a “io ho la bomba più grossa”. Wikileaks è il nuovo mondo.
    La rivoluzione digitale virtureale tutta da difendere. Per il bene di internet, libera voce in libero mondo. STIAMO CON ASSANGE e WIKILEAKS.


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