Io voto lo stesso. Il voto degli Erasmus

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Gli Erasmus all’estero hanno simulato il proprio voto, dopo non aver avuto nessuna agevolazione per tornare in Italia. Pubblico in relazione a ciò un articolo di Mario Colamarino, membro del comitato organizzatore #iovotolostesso – Varsavia – e membro della commissione rapporti internazionali (con deleghe studenti Erasmus) della Union Student dell’Università di Varsavia

Francesco Angeli

 

All’inizio sembrava non ci fossero speranze, poi l’apertura da parte del Governo Monti, infine l’ufficialità e la delusione: gli studenti Erasmus italiani all’estero non hanno potuto votare in questa tornata elettorale. Problemi organizzativi, liste, 309827_10150462229089534_1778971126_nmancanza di fondi e tempo, queste sono le scuse del governo e delle istituzioni per non aver consentito a quasi 25.000 studenti, impegnati nei vari progetti all’estero, di poter esercitare il loro diritto di voto. Questi numeri sono impressionanti se si pensa che per le elezioni del 2006 il vantaggio del Cds (L’Unione) sul Cdx era circa di tale misura in termini di voti.

Molto spesso, in particolare in Italia, il progetto di studio dell’Erasmus è percepito in maniera sbagliata, come un occasione per perdere tempo, non studiare (fondato su un modo di pensare l’università come manualistica, accademica nel senso più letterale del termine). L’Erasmus è una grande opportunità per gli studenti di fare esperienza, conoscere nuove realtà, confrontarsi con ciò che è diverso. L’Italia è l’unico paese europeo che non consente di votare a chi impegnato per motivi studio temporaneamente all’estero.

Dinanzi a tutto questo ci siamo sentiti isolati, da una politica sempre meno attenta ai giovani, e quindi abbiamo deciso, in maniera spontanea, coordinandoci a livello europeo, di organizzare delle elezioni fittizie, che sono avvenute con successo ieri, e che hanno visto la partecipazione di molti giovani in tante città europee. Anche se ci è stato impedito di votare realmente, abbiamo voluto dimostrare come, pur essendo all’estero, c’è tanta voglia di partecipare alla vita politica e sociale del nostro paese, di dare una mano.

Non è stato facile organizzare queste elezioni qui a Varsavia ma alla fine c’è l’abbiamo fatta.Un mese fa abbiamo iniziato a riunirci circa 5 – 6 studenti fatto un think-tank su come procedere e farci aiutare a realizzare il nostro progetto a livello locale. L’ambasciata non ha dato nessun aiuto, né sostegno, mentre invece un grande sostegno è arrivato dall’ufficio relazioni internazionali dell’Università di Varsavia (UW) e dalle associazioni studentesche, di cui io personalmente faccio parte. Una volta fatto un censimento di quanti studenti Erasmus italiani c’erano a Varsavia abbiamo poi dato avvio alla campagna informativa con manifesti, eventi Facebook, volantini e incontri.

In seguito sono stati realizzati dei fac-simili delle schede elettorali per le politiche da usare per le nostre elezioni. In molti anche polacchi e amici di altri paesi ci hanno dato una mano e hanno contribuito. Ho visto grande entusiasmo, voglia di fare e impegnarsi da parte di molti di noi. Quindi sabato 23 febbraio (abbiamo anticipato il voto per motivi organizzativi) è stato allestito il seggio fittizio nella biblioteca dell’università, dove dalle 10 alle 6 di mattina è stato possibile esprimere il proprio voto per le politiche sia alla Camera che al Senato.

Il momento delle elezioni è stata la parte più entusiasmante, che è stata la parte conclusiva di un duro lavoro di squadra. I risultati elettorali a Varsavia denotano una forte propensione per il Cdx (38 %) , Monti (33%) , bene anche i minori, mentre invece c’è stata una grande debacle per Cdx (2,8 %) e in particolare il Pdl. Anche a livello europeo i dati mostrano una vittoria del Cdx, mentre secondo Il M5S, che invece nel nostro seggio non è andato cosi bene rispetto al dato europeo.

Quando si sta all’estero ci si sente alle volte più ” italiani ” di quanto uno non lo si sia in Italia. Non sai quando volte devo difendere , con gli altri amici e colleghi polacchi e stranieri, il nostro paese, ma lo faccio con uno spirito di pensare che un giorno le cose miglioreranno davvero e che si potrà voltare pagina. La nostra terra ha un potenziale unico, dal punto di vista paesaggistico, culturale, sociale, gli italiani dovrebbe essere più fieri di essere tali, senza cadere in facili populismi o divisioni. #Iovotolostesso è stato un gran bel progetto che ha dimostrato come pochi studenti con poche risorse possano organizzarsi e fare cose valide e propositive.

L’ Italia è un paese che ha bisogno di nuove energie, giovani, fresche, a partire dallo svecchiamento del Parlamento. Chi sarà chiamato al timone del paese dovrà avere come priorità, in un paese dove la disoccupazione giovanile è alle stelle, di fare delle politiche sociali e di rinnovamento che possano traghettare il nostro paese in acque meno torbide. Su una cosa ha ragione Grillo, per come la vedo io, i giovani, in via generale, non sanno come si trucca un bilancio o come si corrompe un funzionario (tranne che per Renzo Bossi).

Il M5S per come la vedo io ha una grande forza di rottura con il passato che porterà una ventata aria fresca nella politica italiana, tuttavia, a mio avviso, i grillini non sono in grado , almeno in questa momento , di poter governare, c’è bisogno di maggiore esperienza che verrà col tempo e il lavoro, in un momento in cui il paese è in crisi. L’importante, chiunque ci sarà al governo, che gli italiani siano sempre uniti e con la voglia di fare che li ha sempre contraddistinti nei momenti più bui della nostra storia, questo è l’unico modo per uscire dalla crisi.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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