Iraq, riconquistata Ramadi. L’Is perde terreno

Ramadi, città sunnita circa a 90 chilometri a ovest di Baghdad, capoluogo della grande provincia di Al-Anbar, è tornata sotto il controllo delle truppe irachene, che hanno issato la bandiera irachena sull’ex sede locale del governo. La città era stata conquistata il 17 maggio dall’Is dopo una vasta offensiva e il ritiro delle forze irachene. La liberazione della città, iniziata la settimana scorsa, è stata lenta e difficile e, ancora ora, i jihadisti resistono in alcuni quartieri, dove continuano i combattimenti.

ramadi

Fonte: ansa.it

LA LENTA RICONQUISTA DI RAMADI

L’operazione per riconquistare Ramadi era scattata a inizio novembre. Le forze irachene sono state supportate dai raid aerei della Coalizione internazionale guidata dagli americani, ma i progressi sono stati lenti e poco incisivi, vista anche la decisione del governo di non utilizzare la forza paramilitare a maggioranza sciita che l’ha aiutato a riconquistare Tikrit, città a maggioranza sunnita, per evitare tensioni tra i gruppi religiosi. Le truppe di Baghdad hanno ripreso il controllo solamente un mese dopo, tra l’8 e il 22 dicembre, in seguito a un’estenuante lotta corpo a corpo. Il 27 dicembre, alla fine, i jihadisti si sono arresi.

L’esercito iracheno è entrato all’interno della struttura governativa, diventata l’ultima fortezza dello Stato Islamico nel settore occidentale della città, senza incontrare al cuna resistenza e i portavoce militari concordano nel riferire che i combattenti dell’Is sono fuggiti in massa all’offensiva finale che non avrebbe lasciato loro scampo.  Oltre alla conquista di Ramadi, il ministero degli Interni iracheno ha diffuso la notizia dell’uccisione del comandante in capo del Consiglio delle milizie dello Stato islamico, Abu Ahmad al-Awani, insieme a una dozzina di altri leader dell’organizzazione terrorista. L’esercito annuncia anche notevoli progressi nella riconquista del resto della provincia di Al-Anbar, come riferisce la testata locale Iraqi news.

Di fatto, però, i jihadisti controllano ancora il 30% della città, che quindi non è stata ancora completamente liberata dall’esercito. Lo ha riferito il generale Ismail al Mahlawi, capo delle operazioni militari nella provincia di Al Anbar, smentendo fonti che in precedenza avevano definito la battaglia conclusa.

Fonti della sicurezza citate dalla televisione panaraba Al Jazeera sottolineano che per prendere pieno controllo di Ramadi saranno necessari ancora alcuni giorni, anche a causa delle numerose mine disseminate dall’Is e dai miliziani rimasti in città, pronti a compiere attentati suicidi contro le truppe di Baghdad che avanzano.

Abu Bakr al-Baghdadi. Fonte: independent.co.uk

Abu Bakr al-Baghdadi. Fonte: independent.co.uk

L’IS CONTINUA A MINACCIARE MA INTANTO PERDE TERRENO

All’indomani del nuovo messaggio audio del leader dell’autoproclamato Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, pubblicato su account Twitter legati allo Stato islamico, in cui viene affermato che i raid aerei della Russia e della coalizione anti Is guidata dagli Stati Uniti non sono riusciti a indebolire il gruppo e che la Palestina sarà per Israele il “suo cimitero”, l’Is perde una delle città più importanti conquistate negli ultimi mesi. A ottobre si era parlato di un presunto ferimento di al-Baghdadi in un bombardamento dell’aviazione irachena contro il convoglio in cui viaggiava, vicino al confine con la Siria, ma la notizia non ha mai trovato conferma. Anzi, a quanto pare, il “califfo” è vivo e pronto a fomentare ancora l’odio contro gli “infedeli”.

Intanto in diverse capitali europee è stato diramato un allarme terrorismo, riguardo alla possibilità di un attentato con esplosivi o armi tra Natale e capodanno. E’ quanto riferisce la polizia di Vienna, che in comunicato stampa dichiara di aver aumentato le misure di sicurezza a seguito della segnalazione di “diversi nomi di possibili attentatori che sono stati controllati, ma le indagini avviate finora non hanno portato a risultati concreti.

Le parole del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il giorno prima della liberazione di Ramadi, suonavano però ottimistiche e in un certo senso premonitrici: “Il comunicato di Al Baghdadi vuole esibire forza in un momento che invece è di vera difficoltà militare. Daesh non va sottovalutato ma l’azione della comunità internazionale è diventata più efficace” e ha aggiunto “L’Is proverà a colpire ancora, ma sul campo sta perdendo.”

Molte, infatti, sono le città perse o in cui l’Is si trova in grave difficoltà a mantenere il suo controllo. Ramadi è l’ultima in ordine cronologico, ma prima di lei ci sono state Tikrit, città a maggioranza sunnita, a 160 chilometri a Nord di Baghdad, riconquistata a fine marzo, dopo 10 mesi di controllo da parte dell’Is e Sinjar, città nel Nord dell’Iraq, riconquistata il 13 novembre dalle forze curdo-irachene, appoggiate dai raid aerei della coalizione. L’Is aveva conquistato Sinjar nell’agosto del 2014, perpetrando numerosi abusi contro la minoranza yazida.

Anche in Siria le città di Kobane e Tall Abyad, entrambe sul confine con la Turchia, sono state liberate dalla coalizione ramadi003-1000x600internazionale, grazie al fondamentale appoggio delle milizie curde, rispettivamente il 26 gennaio e il 16 giugno del 2015. La situazione, invece, resta molto tesa a Palmira e a Raqqa, conquistate dall’Is già dal gennaio del 2014 e oggi considerate sue roccaforti. Proprio a domenica scorsa, infatti, risale l’attentato avvenuto a Homs, nella zona centrale della Siria, controllata in gran parte dallo Stato Islamico, che ha provocato 32 morti e 90 feriti. Il terrore non accenna quindi a fermarsi, nonostante L’Is stia continuando a perdere terreno.

Intanto a Ramadi le autorità fanno sapere che il controllo della città verrà affidato alla polizia locale e alle forze sunnite tribali. Il governo, inoltre, ha reso noto che il prossimo obiettivo dopo Ramadi sarà Mosul, seconda città del Paese e il più grande centro controllato dallo Stato islamico sia in Iraq che in Siria.

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Nato nel 1993 a Roma, studia Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Roma tre. Persona eclettica e curiosa, da sempre appassionato di scrittura e lettura, coltiva il sogno di diventare giornalista. Gestisce anche un blog personale: http://aleftsworld.wordpress.com/ . COLLABORATORE SEZIONE ESTERI


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