Irish Film Festa

IrishFilmFesta 2016: prova superata a pieni voti

Scena tratta da You're Ugly Too. Fonte: Cineuropa

Scena tratta da You’re Ugly Too. Fonte: Cineuropa

Ieri sera si è conclusa, alla Casa del Cinema di Roma, la nona edizione dell’ IrishFilmFesta. La manifestazione, nata dall’intraprendenza di Susanna Pellis con lo scopo di far conoscere ad un più vasto pubblico le opere dell’Isola di Smeraldo, ha annoverato quest’anno numerose proiezioni interessanti, tra le quali quella di Room, pellicola che ha recentemente valso l’Oscar alla giovane attrice Brie Larson. 

Ogni film è stato preceduto da un cortometraggio di lunghezza variabile (dai quattro minuti a circa mezz’ora) più un breve discorso introduttivo, tenuto da esperti del settore oppure dalla direttrice artistica stessa, i quali hanno sottolineato alcuni aspetti delle opere cinematografiche non sempre deducibili dalle recensioni. Per quanto riguarda Room, ad esempio, non tutti sanno che il regista, L. Abrahamson, ha faticato non poco per vincere le resistenze della scrittrice Emma Donoghue, affinché la sua opera fosse trasposta cinematograficamente, tant’è che lei gli ha dato il proprio benestare, cedendo i diritti del suo libro, solamente al primo giorno delle riprese. Inoltre non solo il film ma anche la sua realizzazione (almeno per quanto riguarda la prima parte) è stata decisamente “claustrofobica”, se si pensa che un’equipe cinematografica composta da cinque-sette persone è stata costretta a girare per ore all’interno di un capanno piccolissimo.

I titoli proiettati nella serata di ieri, invece, sono stati Pursuit e You’re Ugly Too. Il primo, un action-movie malavitoso e brillante, è stato introdotto dal professor John McCourt dell’Università Roma Tre. La vicenda, ispirata all’antica leggenda irlandese di Diarmuid e Gráinne, ha inizio con un (fallito) attentato alla vita di Fionn, noto gangster, che per assicurarsi un po’ di pace accoglie il suggerimento del suo braccio destro di chiedere la mano alla figlia del capo di un’altra gang, Gráinne. Il padre accetta ed anche la ragazza sembra inizialmente acconsentire alle avances del vecchio Fionn (interpretato dal bravo Liam Cunningham) se non fosse che la giovane è segretamente innamorato di uno degli uomini più fedeli di questo, Diarmuid, con il quale fugge dando vita ad uno spettacolare inseguimento attraverso il paese. 

McCourt, a proposito di questo film, parla di “metodo mitico”, lo stesso “metodo mitico” che T.S. Eliot citava a proposito dell’ “Ulisse” di Joyce, ossia la volontà di riprendere soggetti mitologici, o comunque di racconti appartenenti al passato, e di riadattarli ad un’epoca presente. La proiezione è stata seguita da un’intervista al regista Paul Mercier, il quale ha ammesso davanti ai presenti: “Le persone ci dicevano che questo film non avrebbe girato, che era tarato per un audience prettamente irlandese. E noi siamo qui oggi solo perché questa donna (Susanna Pellis, ndr) è venuta a vedere Pursuit a Galway; lei sedeva nella stessa sala con tutte le altre persone che invece erano irlandesi, le quali probabilmente non avrebbero mai pensato che questo film sarebbe arrivato fin qui o che vi avrebbe raggiunto in qualche modo. Quindi l’ironia è che abbiamo una donna che non è irlandese ma ama i film irlandesi e questo è il motivo per cui vi sto parlando oggi…”.

Scena di Pursuit. Fonte: Irish Times.

Scena di Pursuit. Fonte: Irish Times.

Il secondo film invece (che è stato preceduto dalla proiezione di un piccolo capolavoro di quattordici minuti dal titolo Boogaloo and Graham, a proposito di due bambini che si dichiarano vegetariani e sognano di gestire un allevamento di polli) è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino e racconta la storia Di Will (Aidan Gillen), un uomo appena uscito di prigione, in permesso provvisorio per prendersi cura della figlia della sorella, Stacey (Lauren Kinsella), bambina vivace ma che soffre di attacchi di narcolessia. Insieme i due attraversano le Midlands, cercando di trovare una specie di equilibrio familiare. La proiezione di questa pellicola, i cui dialoghi sono di una dolcezza ed un’arguzia toccanti, ha concluso l’intera manifestazione. 

Marzio Venuti Mazzi, uno degli organizzatori di quest’edizione della rassegna, ai nostri microfoni ci ha parlato della sua esperienza nell’ambito dell’IrishFilmFesta. «Ho conosciuto Susanna (Pellis, ndr) in ambito istituzionale, io mi occupo di musica irlandese in maniera ufficiale come presidente del “Comhaltas Ceoltoiri Eireann” e lei si occupa di cinema, quindi ci siamo trovati più volte a pranzi e riunioni culturali dell’ambasciata irlandese. Io poi di lavoro traduco e adatto documentari per Sky, quindi parlando è uscito fuori (questo due anni fa) che le servivano dei sottotitoli per alcuni corti e mi sono offerto di darle una mano. Rimango sempre stupito (seguivo anche prima, senza collaborare) dalla crescita qualitativa della cinematografia irlandese e, polemico come sono, non posso non confrontarla con la nostra. Per quanto riguarda la mia collaborazione quindi, sarò sempre felice di offrire il mio aiuto per la buona riuscita del festival». 

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Nata nel 1994 a Roma, dove tutt'ora risiede. Diplomata al liceo scientifico, è laureanda in scienze della comunicazione all'università Roma Tre. Grande viaggiatrice, da sempre appassionata di arte, cinema e musica. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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