IrishFilmFesta

IrishFilmFesta: ricetta per un successo. Intervista a Susanna Pellis

Ogni anno, fra marzo ed aprile (a partire dal 2007), si svolge alla Casa del Cinema di Roma l’ IrishFilmFesta, rassegna interamente dedicata al cinema dell’ “isola di smeraldo”. L’evento, che dura 4-5 giorni, prevede proiezioni gratuite, dibattiti ed incontri con attori e registi, più un concorso di cortometraggi. Quest’anno abbiamo avuto modo di parlare a tu per tu con Susanna Pellis, direttore artistico del Festival, la quale ci ha raccontato della sua esperienza professionale, delle difficoltà e delle soddisfazioni di organizzare eventi culturali nel nostro paese.13084061_10207717064677943_1504970154_n

C’è da dire che nonostante il recente successo di Room la cinematografia irlandese non è molto conosciuta al di fuori dell’Irlanda, seppur possa annoverare film di gran pregio. Posso chiederle come è nata l’idea di organizzare un festival del genere qui a Roma?

Anni fa l’Irish Film Institute era alla ricerca di qualcuno che potesse curare una rassegna di cinema irlandese. Non pensavano ad un festival, ma ad un evento isolato. Siccome io invece, raggiunta tramite l’università di Roma, avevo una competenza specifica su questa cinematografia, ho accettato e proposto subito si facesse un festival annuale. Era il 2007.

Quando è entrata per la prima volta in contatto con il mondo della cinematografia?

Ho un laurea, conseguita all’università La Sapienza, in Lettere moderne con indirizzo cinema e spettacolo ed ho scritto la tesi proprio sul cinema irlandese. L’idea mi era venuta vedendo Nel nome del padre (1993) di Jim Sheridan, anche se poi, cominciando a studiare più a fondo, ho scoperto molti altri film e autori interessanti, oltre ad un patrimonio di attori che trovo straordinario anche rispetto ad altri paesi.

Quindi si può dire che è proprio attraverso tale film che è nato in lei l’amore per questa splendida terra.

Diciamo che con quel film mi sono appassionata alla questione irlandese. La mia tesi, infatti, analizzava la lotta per l’indipendenza irlandese nel cinema irlandese contemporaneo. Ed è stata il punto di partenza per un libro che ho scritto successivamente, “Breve storia del cinema irlandese”. Un secondo libro, “Cinema dall’Irlanda”, l’ho pubblicato subito dopo l’avvio dell’ IrishFilmFesta.

In effetti sono terribili le sofferenze che hanno dovuto patire gli irlandesi a causa degli scontri, prima con gli inglesi e poi con i loro stessi conterranei dell’Irlanda del Nord. A proposito di ciò, quest’anno il Festival era per l’appunto dedicato alla celebre “Easter Rising”. Mi può fare un breve bilancio dell’edizione che si è da poco conclusa?

Susanna Pellis e Lenny Abrahamson

Susanna Pellis e Lenny Abrahamson

È stata un’edizione particolare, sia perché si è svolta in un anno di grandi riconoscimenti al cinema irlandese, mai tanto presente alla notte degli Oscar (Room di L. Abrahamson ed il corto Stutterer hanno entrambi vinto una statuetta) sia perché il Centenario della Rivolta di Pasqua ci ha consentito di diversificare la programmazione, con un intero filone del festival dedicato a questo avvenimento storico così importante. Inoltre abbiamo consolidato la sezione cortometraggi, che è uno dei settori più interessanti della cinematografia irlandese e che nella nostra manifestazione è molto apprezzata. Infine abbiamo anche proposto una mostra di ritratti, anche questi legati all’Easter Rising. Insomma: il festival è ricco di idee ed ha un suo pubblico di convinti estimatori. Non possiamo che essere orgogliosi, visti anche i riconoscimenti che ci arrivano dall’Irlanda.

Per quanto riguarda la sezione cortometraggi non posso che concordare con lei. I corti How was your Day? e Boogaloo and Graham mi hanno entrambi molto colpita. Cambiando discorso, dal 2007 ad oggi sono stati tanti gli ospiti – attori, registi, sceneggiatori- che hanno calcato il palco dell’ IrishFilmFesta. Qual è stato l’incontro che l’ha più emozionata?

Gli incontri, sono il cuore del festival. Difficile rispondere alla sua domanda. La più grande emozione forse c’è stata durante l’intervista a Laurence McKeown, che ci parlava di Bobby  Sands e si è dovuto più volte interrompere perché non riusciva a trattenere il pianto. Poi ricordo con vero piacere le conversazioni pubbliche con Adrian Dunbar, Stephen Rea, Fionnula Flanagan e naturalmente con Lenny Abrahamson, l’interlocutore più stimolante per chi è appassionato di cinema.

In quale occasione e a proposito di cosa ha avuto modo di parlare con il grande L. Abrahamson?

Era nostro ospite lo scorso anno, con Frank. Io lo conosco e lo stimo da anni, ma sono riuscita a portalo al festival solo nel 2015: la sua intervista è stata una delle cose più riuscite del festival, e non c’è da meravigliarsi visto il talento di Abrahamson anche come conversatore e la sua vera passione per il cinema.

Immagino che non sia stata impresa facile averlo come ospite. A proposito di questo, noi spettatori entriamo in sala che è già tutto bello pronto, ma quanto lavoro ci sta dietro un evento del genere e quali sono le difficoltà?

Fonte: weekendout.it

Fonte: weekendout.it

C’è effettivamente un lavoro enorme, che dura praticamente tutto l’anno. Le difficoltà sono dovute principalmente alle scarse risorse economiche, che costringono a vere acrobazie noi organizzatori.

Per quanto concerne le risorse economiche, quali sono le vostre principali fonti di finanziamento? Chi si occupa della sponsorizzazione del Festival?

Sono quasi completamente irlandesi, Culture Ireland, l’Irish Film Institute e l’Irish Film Board, più il contributo dell’Ambasciata Irlandese in Italia (che però ha un budget assai contenuto per le iniziative culturali). Inoltre, c’è una partecipazione anche di Turismo Irlandese. La nostra maggiore difficoltà è quella di trovare sponsor, ovviamente. Abbiamo una persona che si occupa del fundraising, se è questo che intendeva chiedermi; ma gli sponsor commerciali sono quasi inavvicinabili. Inoltre noi non vogliamo snaturare il festival legandoci a realtà che non corrispondono alle nostre caratteristiche di manifestazione culturale, che cerca l’approfondimento mantenendo i propri toni molto informali.

Sicuramente non deve essere facile occuparsi dell’organizzazione di eventi culturali in un paese come il nostro, che spesso – a detta di molti – non incentiva molto le iniziative di questo tipo. In virtù della sua esperienza, lei cosa consiglierebbe a una persona che desideri cimentarsi in questa attività?

Due cose sono state fondamentali per me: acquisire una conoscenza approfondita e sempre rinnovata della materia (nel mio caso appunto il cinema irlandese in particolare); frequentare e osservare altre manifestazioni che ritenevo valide e da cui ho imparato molto.

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About

Nata nel 1994 a Roma, dove tutt'ora risiede. Diplomata al liceo scientifico, è laureanda in scienze della comunicazione all'università Roma Tre. Grande viaggiatrice, da sempre appassionata di arte, cinema e musica. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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