James Tissot: un artista cosmopolita al Chiostro del Bramante

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Il ponte dell’HMS Calcutta (Portsmouth) 1876 circa Olio su tela, 68,6×91 cm Londra, Tate © Tate, London 2015

Dal 26 settembre 2015 al 21 febbraio 2016, presso il Chiostro di Bramante di Roma si potranno finalmente ammirare per la prima volta in Italia le opere di James Tissot (Nantes, 1836 – Buillon 1902). Il costo del biglietto è di euro 13 per l’intero; di euro 10 per il ridotto, più numerosi altri sconti per gruppi, bambini e molto altro (per maggiori informazioni visitare il sito).

L’ARTISTA.

Dart – Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, hanno presentato un artista ancora poco conosciuto nella nostra nazione, ma che era già stato protagonista di importanti esposizioni in tutto il mondo (già in Francia, Canada, America); un pittore senza alcun dubbio, ma anche un personaggio, un raffinato protagonista dell’élite del suo tempo, un uomo dalla doppia nazionalità (francese per nascita, britannico per adozione) che coniuga nelle sue opere, mostrando con spiccato senso arguto la vita quotidiana dell’Inghilterra Vittoriana ma da un punto di vista alternativo.

Jacques Joseph Tissot (naturalizzato inglese in “James”, nome che sintetizza gli influssi della sua arte) nacque da un commerciante di stoffe e da una modista disegnatrice di cappelli. Il lavoro della madre influenzerà l’attenta cura per i dettagli dei vestiti, le pieghe del tessuto che quasi sembrano frusciare, nonché la capacità di rappresentare pittoricamente la consistenza dei materiali.

In generale lo collochiamo all’interno del Realismo sviluppatasi in Francia nel 1840. Ma proprio da qui è costretto a fuggire, a causa delle esecuzioni di massa a seguito della guerra franco-prussiana. Trasferitosi a Londra si avvicinerà all’acquerello e incontrerà il grande amore della sua vita, nonché musa e modella: Kathleen Newton. Alla morte di quest’ultima ritorna a Parigi e si converte al cristianesimo, un cambiamento che, come i precedenti, si riversa nella sua arte. Questa è l’ultima fase della sua vita, che si spegne improvvisamente nell’Agosto del 1902, un anno dopo l’esposizione di alcune opere a carattere biblico.

LA MOSTRA.

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La giapponese al bagno 1864 Olio su tela, 208,92×124,46 cm Londra, Tate © Musée des Beaux-Arts de Dijon

Organizzata con il sostegno eccezionale del Museo d’Orsay, vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia. L’evento è consigliato da SKY Arte HD.

L’esposizione presenta un pittoresco quadro della vita di James Tissot, toccando le corde principali della sua arte, snodandosi in otto sezioni tematiche ben strutturate e orchestrate, che consentono un facile apprendimento con economia di tempo.

La sua arte si evolve notevolmente nei vent’anni esposti, ma con uno sguardo più attento possiamo notare alcuni punti costanti, che corrono sibillini lungo tutta la sua carriera, come per esempio l’attenzione ai personaggi femminili.

La prima e la seconda sezione parlano degli inizi a Parigi (dopo l’artista era stato accolto benevolmente dalla critica) e riflettono un interesse per i soggetti drammatici e storici. Qui troviamo, ad esempio, importanti lavori come “Margerita e Faust” (1860), nel quale il panneggio riccamente drappeggiato delle vesti sembra bucare la tela e gonfiarsi verso di noi, complice i giochi di luce e ombra, creando un effetto tridimensionale sorprendente.

Notiamo, inoltre, come già si affacci l’interesse per la figura femminile, vista come oggetto del desiderio sempre misteriosa e inaccessibile.

Nella terza sezione, “la vita moderna”, protagonista è la nuova passione per l’arte orientale e in particolare per il Giappone: Tissot fu uno dei primi artisti a interessarsi di questo mondo che avrà un’importanza incredibile nell’arte occidentale di quel periodo storico.

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Dama con ombrello. Mrs Newton 1878 Olio su tela, 142×54 cm © Cliché Studio Bernardot – Musée Baron Martin – France

Di interesse mirabile, qui troviamo, tra gli altri, il quadro “La giapponese al bagno” (1864), dove una donna coperta solo da un kimono slacciato, che lascia intravedere le sue nudità. Interessante è notare che la modella per la figura non sia una ragazza orientale, ma un’occidentale: James Tissot coniuga qui le due arti in un pastiche armonioso, che non dimentica di includere anche l’introspezione psicologica, che anche è protagonista nella sua arte in quegli anni.

La quarta sezione è dedicata al soggiorno londinese: l’arrivo nella città britannica di Tissot gli permette non solo di crearsi una clientela cosmopolita, ma anche di allargare i suoi orizzonti sociali e artistici. Nei lavori di questo periodo i costumi della capitale britannica sono descritti con ironia (“La figlia del guerriero”, 1873) e i codici della società vittoriana vengono scherniti in dipinti a doppio senso.

Ma forse è la quinta sezione quella davvero centrale nella vita dell’artista. Questa, infatti, è interamente dedicata al grande amore della sua vita, nonché musa ispiratrice e compagna: Kathleen Newton. Ella diventa protagonista nei suoi quadri, incarnando la figura della donna ideale, secondo varie pose proprie dello stile di Tissot: ora la donna misteriosa, ora la malinconica; e ancora la donna nelle mani del destino o la seduttrice orgogliosa della sua femminilità. Quelli con Kathleen sono inoltre gli anni più belli della vita dell’artista, e dalla sua morte, avvenuta prematuramente nel 1882, non si riprenderà mai più.

La sesta sezione e la settima sezione, sono invece rispettivamente dedicate a “La figlia del guerriero”(dove lo sguardo penetrante di giovane donna – che somiglia a Kathleen – distoglie dall’omaggio al padre, un eroe di guerra costretto sulla sedia a rotelle) e al progetto del “figliol prodigo nella vita moderna”, un tema già affrontato in passato dall’artista, ma rivisto qui in chiave moderna. L’artista, infatti, si è sempre considerato un po’ come il protagonista della parabola biblica, tratta qui in modo ancor più cupo.

Le ultime due sezioni, l’ottava e la nona, sono dominate l’una alle opere successive alla morte dell’amata Kathleen e l’altra alla sua visione della vita moderna, i contatti con gli impressionisti e i preraffaelliti, mostrando pienamente quello stile unico e fuori dagli schemi, riconosciuto fin da subito dai suoi amici.

UNO SGUARDO D’INSIEME.

La mostra è senza alcun dubbio meritevole, sia per la bellezza delle opere di questo pittore a cavallo tra la fine dell’arte moderna e l’inizio dell’arte contemporanea, sia per la perfetta organizzazione con cui è trattato il suo percorso. Il Chiostro del Bramante, come sempre, riesce a orchestrare le opere in una struttura che consente l’apprendimento immediato del messaggio artistico, sia ai più colti e competenti che a coloro che stanno muovendo i primi passi in questo mondo meraviglioso.

E’ inoltre con grande gioia che possiamo notare un incremento dei visitatori, soprattutto giovani. Uno spiraglio di luce che ci fa sperare in un futuro in cui l’arte trovi nuovamente il posto che merita nel mondo e nella vita di ogni cittadino.

 

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About

Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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