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Jesus Rolls – Quintana è tornato!, tanta nostalgia e poco altro

Diretto da John Turturro, Jesus RollsQuintana è tornato è il tanto atteso spin-off de Il Grande Lebowski, per un racconto che punta sulla nostalgia ma dimentica il resto

 

jesus-rools-quintana-è-tornatoEra il 1998 quando Il grande Lebowski di Joel e Ethan Coen, esordì sul grande schermo, lasciando il pubblico divertito e stupefatto nel vedere una narrazione capace di saper elaborare una tematica alla base da libro giallo, attraverso toni scanzonati e personaggi coloriti. Tra questi emergeva il Jesus Quintana di John Turturro che torna sorprendentemente al cinema grazie a Jesus Rolls – Quintana è tornato! (2017) film di pre-apertura della 14° edizione della Festa del Cinema di Roma con protagonisti lo stesso Turturro (qui nelle vesti oltre che di attore di regista e sceneggiatore), Bobby Cannavale e Audrey Tautou – ma l’impressione è che Jesus avrebbe meritato ben più di questo.

Già, perché come ci viene continuamente ricordato nel corso della pellicola “nessuno scherza con Jesus“, ma la pellicola diretta da Turturro va a estrapolare Jesus Quintana dal contesto narrativo Lebowskiano non giustificandone, però, la nuova significazione.

Sinossi

Con Jesus Rolls – Quintana è tornato! John Turturro torna a vestire i panni di Jesus Quintana in una commedia irriverente in cui un trio di disadattati si troverà a fare i conti con un parrucchiere armato di pistola. Il loro viaggio si trasformerà presto in una fuga continua – dal folle parrucchiere, dalla legge e dalla società – durante la quale si svilupperà una particolare dinamica: da amicizia accidentale evolverà in una storia d’amore fuori dagli stereotipi convenzionali…

Un “nuovo” Jesus a tutto tondo

Il ritorno di Jesus Quintana parte da ottimi auspici, una sequenza introduttiva fortemente rievocatrice di quella d’apertura de Blues Brothers di John Landis, dipanando una narrazione dai toni fortemente scanzonati, che ci presenta Jesus sotto una nuova luce.

Jesus Rolls  – Quintana è tornato! ci permette infatti di approfondire il personaggio del pederasta giocatore di bowling su cui il Walter Sobchak di John Goodman avvertiva il Drugo Lebowski sulla sua effettiva pericolosità.

Turturro riesce infatti a mostrarci il Jesus privato, la sua famiglia, e cosa succede quando le sue minacce passano dalle parole ai fatti. Una nuova significazione per un personaggio che da cammeo del contesto Lebowskiano, diventa protagonista di un proprio racconto.

Purtroppo è proprio la nuova significazione del personaggio di Jesus a non riuscire; mal supportata da una scrittura “episodica” volta a generare una narrazione sconclusionata cadenzata da un susseguirsi di piccole malefatte e momenti di sesso libero fuori tempo. Una scelta di scrittura che, proprio per la sua natura frammentaria, impedisce ai personaggi di Jesus Rolls di evolversi psicologicamente e di porre le giuste e opportune basi drammaturgiche in vista del terzo atto.

 

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Tra I santissimi di Blier e Il grande Lebowski dei Coen

Un’occasione mancata, probabilmente, anche per via della ratio alla base del progetto di Turturro, non tanto il “riportare in vita Jesus”, quanto il desiderio di compiere un remake de I santissimi (Blier, 1974) inserendovi Jesus Quintana all’interno della narrazione.

Ne consegue che Jesus Rolls – Quintana è tornato! prende rapidamente la via del progetto di Blier piuttosto che quella – narrativamente più logica a priori – de Il grande Lebowski dei Coen.
Un qualcosa che è ravvisabile anche nella scrittura di Turturro, che parte da toni scanzonati e dissacranti tipici del cult dei Coen, per poi raggiungere picchi insoliti di drammaticità e di scene nonsense mal calibrate.

La scelta di spingersi su terreni meno fertili de I santissimi di Blier, si traduce anche nei personaggi protagonisti con un Petey di Bobby Cannavale che non agisce secondo un moto narrativo autentico, e la Marie di Audrey Tautou, probabilmente tra i personaggi femminili peggiori mai scritti nel XXI° Secolo.

Il bowling dava veramente un tono all’ambiente

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Tirando le somme, non basta la retina ai capelli, i “redivivi” Gipsy Kings, e il ritorno della celebre leccatina alla palla da bowling per far superare a Jesus Rolls – Quintana è tornato! il totale baratro del dimenticatoio.

La pellicola di Turturro – rimasta bloccata nel limbo del pre-produzione per due anni abbondanti sotto l’appellativo di Going Places – giustifica appieno la ragione secondo cui i Coen si sono del tutto dissociati da un tale prodotto audiovisivo.

Resta certamente il rammarico di un prodotto che avrebbe potuto dare molto più alla storia del cinema, ma che deve  accontentarsi di una dimensione ben più ridotta e triste, quelle delle occasioni mancate, a cui nemmeno una deliziosa e poetica sequenza finale può porre rimedio. L’unico grande pregio di Jesus Rolls – Quintana è tornato! è l’averci permesso di rivedere Jesus Quintana un’altra volta, probabilmente l’ultima.

Jesus Rolls – Quintana è tornato! sarà al cinema dal 17 ottobre 2019 distribuito da Europictures

 

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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