John Canoe

John Canoe: Wave Traps, il disco garage che aspettavamo

I romani John Canoe presentano Wave Traps, il primo full-lenght del trio uscito per Bomba Dischi/Universal.

A un primo ascolto ci troviamo davanti a un sound di stampo garage rock, con ampie influenze surf e pop, il tutto giocato su sonorità sature e acidule. Colpisce sin da subito la potenza sonora di questo trio che ha saputo magistralmente costruire un proprio sound bello corposo e ruvido, ma senza rinunciare a quel tocco di melodia molto ben giocato.John Canoe, recensione Wave Traps

John Canoe, un disco stoner, con influenze surf e pop

Apre il disco Chinese Take Away una sorta di rock’n’roll dal sound bello saturo e con quel pizzico di acidità che contraddistinguerà il sound tipico dei John Canoe. Un bel brano, melodico e bello andante. Nonostante sia un pezzo piuttosto dritto balza subito all’occhio la cura del sound e degli intermezzi di chitarra che movimentano l’andamento del pezzo.

Hold My Hand è una sorta di cavalcata punkeggiante graffiata e bella ruvida. Sorprende molto la scelta di queste sonorità estremamente acide che si insinuano alla perfezione tra i bassi saturi di contorno al pezzo. Molto ben giocata la chiusura che sembra sembra quasi rallentare il tutto a mo’ di ballad per poi esplodere con il grande solo finale.

City of Who sembra quasi un funk acido e aggressivo. Questo sound così “aspro” riesce a rimaneggiare agilmente i tratti canonici del funk costruendo un pezzo che ricorda la vena più sperimentale dei Rage Against The Machine.

Sugar Case ci riporta su quei torni più rock’n’roll, un sound “sguaiato” e bello graffiante, soprattutto la parte vocale che non può non far pensare a Johnny Rotten dei tempi migliori. Bello dritto e bello tirato, un pezzo pensato per esplodere durante i live.

John CanoeRed Lips miscela sapientemente l’attitude rock’n’roll con quella vena orientaleggiante scandita dal solo di chitarra. L’anima più rude dei John Canoe  esplode in questo pezzo in tutta la sua potenza e in tutta la sua aggressività. Un grande pezzo, adatto alla colonna sonora di un film Pulp.

Chiude il disco Devil, un pezzo ancora più pulp con questo incedere incalzante ed estremamente ritmato. Inaspettatamente il verso prende una piega diversa, diventando più scandito e in linea con le pause e le variazioni della voce.

Molto ben giocato e soprattutto una variazione interessante sull’andamento canonico dei brani. Una grande chiusura.

Un disco di carattere dal sound ben riconoscibile

I  John Canoe hanno portato alla luce un gran bel disco con un sound di carattere e ben riconoscibile.

Wave Traps è disco che si ascolta con piacere e affascina molto anche l’ascoltatore digiuno di questo genere. Nonostante sia un’opera prima, questo disco, supera a pieni voti tutte le aspettative: è evidente che i John Canoe sanno quello che fanno e sanno farlo maledettamente bene.

L’ascolto è più che consigliato.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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