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John Wetton, nuovo lutto nel rock progressive

Il 31 gennaio scorso, dopo un anno come quello appena concluso, pieno di lutti importanti nel mondo della musica, si è spento a soli 67 anni John Wetton, bassista, cantante e compositore inglese.

Star del progressive

E’ conosciuto, nella musica progressive, per l’appartenenza a gruppi come i Family, i King Crimson, i Roxy Music e gli Asia. Ultimi, ma non per importanza, gli UK.

Sin dagli anni ’70 Wetton ha contraddistinto, con il suo strumento e la sua voce dischi famosissimi.

Oltre ai quattro lavori con King Crimson (Lark’s Toungue in Aspic, Starless and Bible Black, Red ed il live USA) che gli hanno dato una grande popolarità, John Wetton ha prestato la sua opera anche a gruppi di hard rock come gli Uriah Heep. Collaborazioni sono state portate avanti anche con artisti del calibro di Bryan Ferry, Phil Manzanera e Geoff Downes.

La sua voce inconfondibile, somigliante a quella del compianto Greg Lake (scomparso alla fine dello scorso anno) nei Crimson, aveva ridato luce proprio al gruppo di Fripp nel 1973. 

Gli UK

L’amicizia con Bill Bruford (batterista prima degli Yes e poi con lui nei Crimson) lo aveva spinto a formare gli UK, una sorta di supergruppo con il chitarrista Allan Holdsworth (ex Gong) ed il tastierista Eddie Jobson (ex Roxy Music). Questi ultimi si erano già resi protagonisti di due splendidi album alla fine degli anni settanta.

Il mio personale ricordo di John Wetton risale al 1973. Una bellissima performance con i King Crimson, al Palazzo dello Sport di Roma, per presentare l’allora “nuovo” album Lark’s Tongue in Aspic. Cosa dire: una solidissima tecnica ed una voce calda che rimane ben impressa.

Negli anni ottanta formò un altro supergruppo, gli Asia, anche qui con la partecipazione di nomi come Carl Palmer (Emerson, Lake & Palmer), Steve Howe (Yes) e Geoff Downes (Buggles e Yes). Risale a questo periodo il successo di un particolare brano, da lui composto: “Heat of the Moment”. Di questo brano ricordo una versione acustica tratta da un lavoro del 1999, realizzato insieme a Steve Hackett (Genesis), Chester Thompson (Weather Report e Genesis), Ian Mc Donald (King Crimson) e Julian Colbeck.

In sostanza, ci lascia un altro personaggio che ha fatto la storia della musica. 

“I never meant so bad to you, one thing I said that I would never do, a look from you and I would fall from grace, and that would wipe the smile right from my face”

“Non avrei mai volute comportarmi così male con te, una cosa che avevo detto e che mai avrei fatto, un tuo sguardo può farmi cadere in disgrazia, e questo cancellerebbe il sorriso dal mio volto”

Da “Heat of the Moment” Asia – 1982


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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