Un 99 in rossa: il perché di Lorenzo alla Ducati

E’ accaduto di tutto nell’ultima settimana di Motomondiale. Dalla vittoria di Valentino Rossi in casa degli spagnoli, alla, ancora una volta, annosa questione gomme. La notizia che ha tenuto banco, però, è stata un’altra: Jorge Lorenzo lascia la Yamaha (dopo una vita), e si accasa alla Ducati. Per lui, dal 2017, un biennale da 24 milioni di euro.

Stoner, campione 2007 con Ducati
Stoner, campione 2007 con Ducati

Con la casa giapponese, un complessivo di 8 stagioni – compresa quella in corso – e 3 titoli mondiali, per un totale di 41 vittorie, 32 pole position e 99 podi. La coppia Iannone-Dovizioso è, quindi, al capolinea. Ma perché è stato scelto proprio Lorenzo? Dove potrà arrivare la Ducati con lui? Il paragone-dualismo con Rossi sta diventando un ossessione? Proviamo a fare un quadro della situazione.

“E’ FATTA, LORENZO HA FIRMATO”: LA DUCATI HA SCELTO.

La Ducati vuole tornare a vincere. Questo è il chiaro segnale mandato da Borgo Panigale a tutto il circuit; hanno cercato e fortemente voluto un top rider, incassando prima il no di Marc Marquez e poi l’assenso dell’attuale campione del mondo. Il titolo alla rossa manca dal 2007, quando Casey Stoner portò la desmosedici GP7 sul tetto del mondo.

Da lì per la casa italiana solo tante delusioni e poche vittorie. A partire da quel Valentino Rossi, che in due anni in sella alla rossa italiana non è mai riuscito a competere contro l’egemonia Honda-Yamaha. Poi tanti progetti e una moto che è andata sempre migliorando, ma che non ha mai lottato per le posizioni di vertice. Infine – quest’anno – due piloti italiani che, anche se non saranno in grado di vincere un titolo iridato nel 2016, hanno contribuito con grande efficienza allo sviluppo della desmosedici GP, rivelazione assoluta delle prime gare della stagione in corso.

LA SEPARAZIONE CON LA YAMAHA.

Nella giornata di lunedì 18 aprile, sono arrivate le comunicazioni ufficiali. Prima la Yamaha salutava con una nota stampa il pilota spagnolo; dopo poco, ecco anche il comunicato della Ducati, che rendeva ufficiale il trasferimento clamoroso, ma ampiamente preventivabile, di Lorenzo.

Infatti, dopo il burrascoso finale della scorsa stagione e tutto ciò che ne è derivato – tra cui la perdita di alcuni sponsor – e sopratutto dopo il rinnovo del contratto di Valentino con la scuderia giapponese, i rapporti tra il pilota Maiorchino e il mondo Yamaha apparivano più tesi che mai. L’ultimo mondiale vinto non è bastato a “fargli pubblicità“.

Gigi Dall'igna
Gigi Dall’igna

Sarà una sfida emozionante, se farò bene lì farò la storia, ma prima ho un mondiale da vincere in Yamaha”. Questi i primi commenti a caldo del tre volte iridato, che confermano come l’obiettivo primario sia quello di chiudere in bellezza questa bella e vincente parentesi della sua carriera. Sarebbe un’altra stoccata all’attuale compagno di squadra (ancora per poco).

LA FIGURA DI GIGI DALL’IGNA.

Una figura che ha influenzato la scelta del pilota spagnolo è stata quella di Gigi dall’Igna, attuale direttore tecnico della casa di Borgo Panigale. I due si conoscono dai tempi dell’Aprilia 250; all’epoca Lorenzo vinceva mondiali nella “seconda classe” (2006, 2007), e Dall’Igna dirigeva un team italiano che ha fatto storia (team Fortuna).

La trattativa non è stata complicata – ha spiegato Dall’Igna dopo la firma – con Jorge c’è sempre stata sintonia. Il suo ingaggio toglie alla Ducati ogni tipo di alibi, ora dipende solo da noi”. Poche parole ma ben mirate, che definiscono una strategia chiara e indirizzata a far tornare la rossa delle due ruote nell’Olimpo dei vincitori.
Per farlo era necessario, ovviamente, ingaggiare uno dei tre cosiddetti Top Riders (come i fab four del tennis), vale a dire Rossi, Marquez e Lorenzo; ovvero uno di quei piloti capaci di esprimere tutto il potenziale di una moto che sembra finalmente aver trovato un equilibrio, e che, oramai, manca da troppo tempo nei piani alti della classifica.

Rossi in Ducati
Rossi in Ducati

LE AMBIZIONI DI CHI VUOL DIVENTAR LEGGENDA.

E’ pur vero che la differenza – non troppo sottile – tra uno sportivo medio e il campione è sicuramente l’ambizione. La consapevolezza che dimostrarsi vincenti su un’altra moto lo consegnerebbe di diritto ai libri di storia. Proprio in rivincita a chi la storia già l’ha scritta, quel Valentino Rossi che là, in Ducati, fallì, e che ha sancito probabilmente la fine del rapporto di Lorenzo con Yamaha.

Ducati, dal canto suo, ha presentato a Lorenzo una proposta davvero irrinunciabile: 24 milioni di euro per due anni e la leadership assoluta del box. Con questi presupposti, e con una moto finalmente competitiva, Lorenzo monterà in sella alla rossa già nei test pre-stagionali di Jerez (fine 2016). Solo allora potremo dare un giudizio su come lo spagnolo si sarà adattato alla Desmosedici, ma solo l’ultima bandiera a scacchi ci dirà se Jorge Lorenzo sarà arrivato puntuale al suo appuntamento con la storia.

 

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Matteo Salvati

Classe 1994, diplomato al liceo scientifico e laureando in scienze motorie. La sua più grande passione è sempre stata osservare e condividere ciò che vedeva con i suoi occhi. E allora perché non provare a farlo diventare il suo mestiere? Così pian piano si è avvicinato al mondo del giornalismo e della radio. Collabora con RadioFregene, radio locale della sua città. COLLABORATORE SEZIONE SPORT

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