juan del potro

Rinascita, Davis e Ranking: il 2016 pazzesco di Del Potro

I2016 del tennis è terminato, e tra tutte le belle storie che ci ha regalato questa stagione, ce n’è una che le batte tutte: Juan Del Potro è tornato nell’Olimpo del grande tennis. Lo ha fatto con una rinascita emozionante e, per certi versi, inaspettata. L’argentino, insieme al nuovo numero 1 del mondo Andy Murray, è il personaggio assoluto dell’annata.

All’inferno e ritorno. Riviviamo il 2016 di Juan Martin Del Potro: dal ranking ATP a Rio, passando per lo storico trionfo in Coppa Davis.

Juan Del Potro e una storica Coppa Davis argentina.

Partiamo dalla fine. La Davis Cup 2016 – in italiano Coppa Davis – è stata la ciliegina sulla torta della rinascita di Delpo. Anzi forse è ben più di una ciliegina. L’Argentina non aveva mai vinto una Davis nella sua storia. Di certo anche stavolta, nella finale contro la Croazia a Zagabria, non partiva con i favori del pronostico.

del potro argentina

Un cammino epico, quasi perfetto. Nel percorso dell’Argentina verso la finale ci si è messa di mezzo anche l’Italia, battuta ai quarti in quel di Pesaro. Del Potro ha trascinato la sua nazionale fino alla finale, fino all’ultima sfida contro Cilic e Karlovic. Forse la partita più bella dell’annata (non solo in Davis) è stata proprio il match di lusso dell’ultimo atto tra Del Potro e Cilic, vinto dal sudamericano dopo 5 ore di battaglia. Un “dentro-fuori” che ha indirizzato la finale.

Se poi ci si mette anche Delbonis a fare il Del Potro, il gioco è fatto. L’Argentina, dopo 5 finali perse, batte la Croazia 3-2 a Zagabria. Delpo entra nella storia insieme alla sua nazionale, coronando con un sigillo unico un 2016 pazzesco.

Anche Maradona sta con Delpo.

A Zagabria c’era il pubblico delle grandi occasioni. L’Argentina stessa è stato trascinata da migliaia di appassionati giunti in Croazia; per le presenze e per il calore del pubblico, sembrava più Buenos Aires che Zagabria!

del potro davis

Tra tutti i tifosi, però, ce n’era uno particolarmente importante. Diego Armando Maradona ha seguito di persona la sua nazionale, direttamente dal palazzetto come qualsiasi altro spettatore. Incontenibile come sempre. El Pibe de Oro si è emozionato con Del Potro e Delbonis, incoronando il suo beniamino a fine partita con un “oggi Delpo è entrato nel cuore di tutti gli argentini“. Se lo dice lui…

Dopo Murray c’è Juan Del Potro.

In un anno di Davis, dalla finale 2015 alla finale 2016, Murray e Del Potro sono stati protagonisti di un intreccio del destino. Murray ha vinto la Davis 2015, regalando alla sua Gran Bretagna il primo sigillo della storia. La stessa sorte ha atteso Del Potro, con la sua Argentina, in questo 2016.

Altro fatto da non sottovalutare è il ranking. Murray è riuscito a scalzare dal trono di numero 1 al mondo Novak Djokovic, dopo 122 settimane consecutive (da luglio 2014) di dominio serbo. È la prima volta in 12 anni che uno tra Nadal, Federer e Djokovic non termina l’annata al primo posto nel ranking ATP.

del potro murray

D’altro canto, anche per Del Potro il 2016 da questo punto di vista è stato storico. Lo scorso 8 febbraio, il fenomeno di Tandil era il numero 1045 della classifica, al rientro dall’ennesimo infortunio dopo quasi 2 anni di totale inattività. Oggi, invece, si trova alla posizione numero 38, con un balzo di 1007 posizioni in 9 mesi. Non esageriamo, quindi, se parliamo di vera e propria rinascita.

Infine non possiamo dimenticare le Olimpiadi di Rio 2016. Murray ha vinto l’oro, il secondo consecutivo dopo quello di Londra. Del Potro si è preso l’argento, con la sua Argentina che ha pianto insieme a lui per tutto il cammino verso la finale. Le vittorie di Delpo contro Djokovic e Nadal rimarranno marcate a fuoco nella storia.

Dopo Zagabria e Rio c’è Stoccolma: la tappa 3 del 2016 di Delpo.

E’ evidente che Rio e Zagabria sono due punti cardine del 2016 di Juan Martin Del Potro. Alle Olimpiadi è arrivata una medaglia, la seconda più importante, al termine di un torneo inaspettato e storico. La Davis, invece, è il frutto di un’annata intera, della costanza di prestazioni, del cuore.

Probabilmente nemmeno Del Potro poteva pensare di tornare a questi livelli, perlomeno fin da subito. Non dimentichiamo che il tennista argentino è campione di uno slam (Us Open 2009), e più volte ha dimostrato di essere l’unico, insieme a Wawrinka, in grado di battere costantemente i fab four.

del potro stoccolma

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, però. Tornare in attività dopo 2 stagioni travagliate spaventerebbe chiunque. Soprattutto se hai già avuto così tanti infortuni a soli 27 anni. Ma Delpo ci è riuscito. E’ riuscito a risalire la classifica, a vincere una Davis, a prendersi l’argento olimpico. E’ riuscito anche a tornare alla vittoria in un torneo ATP; quello 250 di Stoccolma del 23 ottobre scorso, è il 19° torneo vinto in carriera, a più di 33 mesi dal successo precedente (Sydney, gennaio 2014). La Svezia è metaforicamente la terza tappa della rinascita di Juan Del Potro, e la perfetta conclusione di un 2016 pazzesco.

E il 2017? Dove può arrivare questo Juan Del Potro?

Dopo un 2016 così, le aspettative per il 2017 sono indubbiamente molto alte. Del Potro, classe 1988, ha dalla sua una condizione fisica ritrovata, non solo in relazione agli infortuni. In questa stagione ha giocato tanti tornei, partendo quasi sempre dalle qualificazioni o usufruendo di una wild card. Di sicuro l’anno venturo, perlomeno da questo punto di vista, sarà un po’ più agevole. La classifica, infatti, gli consentirà di “saltare” qualche partita, accedendo subito al primo turno. In tutto ciò, essere testa di serie nei tornei dello slam potrebbe dargli una grossa mano.

Data la poca fatica – almeno apparente – per tornare nella Top-40 della classifica mondiale, appassionati e critica si aspettano un salto di qualità ulteriore. Di questo passo, sarà facile rivederlo nella Top-20 entro metà anno, magari proprio per i tornei di Roland Garros e Wimbledon. Solo il tempo ci dirà se il fisico sarà in grado di affiancare il talento.

del potro djokovic

E poi con Federer e Nadal in difficoltà, e un Djokovic in leggera flessione (per quanto tempo?), magari nella testa di Delpo c’è già fisso l’obiettivo di uno slam per il 2017. Stesso obiettivo conclamato per tanti emergenti futuri campioni, Raonic su tutti.
Ma per Del Potro è diverso, in particolare per quello visto nella stagione appena conclusasi. Dopo un 2016 così, per Delpo ogni sogno è possibile.

 

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About

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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