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La Juventus e i rapporti opachi con la ‘ndrangheta

La Juventus ha intrattenuto rapporti opachi con la ‘ndrangheta, per mantenere la pace e la serenità nelle curve. […] Alcuni alti dirigenti avrebbero manifestato persino soggezione e sudditanza”. Le parole del gip Stefano Vitelli – titolare dell’inchiesta “Alto Piemonte” – pesano come pietre e mettono in discussione la gestione di una delle società calcistiche più importanti d’Europa e del mondo: la Juventus.

La settimana scorsa, il legale di parte dei bianconeri, Luigi Chiappero, è stato ascoltato presso la commissione parlamentare antimafia e la presidente agnelli juventusRosy Bindi ha comunicato che sarà presto convocato anche il presidente della società, Andrea Agnelli.

L’INTRECCIO TRA LA DIRIGENZA E LA MALAVITA SUL BAGARINAGGIO (ILLEGALE)

I fatti risalgono alla scorsa estate, ma sono venuti alla ribalta qualche giorno fa dopo l’audizione dell’avvocato degli juventini, Chiappero, nella commissione parlamentare e dopo la notizia del deferimento di Andrea Agnelli davanti alla giustizia sportiva.

L’inchiesta “Alto Piemonte – che portò all’arresto, all’alba del 1° luglio 2016, 18 persone, svelando gli interessi della mafia calabrese nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara – ha gettato luce nelle relazioni tra la famiglia Dominiello (o meglio, tra Saverio e suo figlio Rocco) e alti dirigenti della Juventus. In primis con il manager alla sicurezza, Alessandro D’Angelo, che avrebbe chiuso un occhio (se non due) davanti al bagarinaggio illegale che la famiglia ‘ndranghetista conduceva alle spalle della società sportiva. Emblematici i casi delle partite di Champions League: nel qual caso Juventus-Real Madrid, acquistato a 120 euro e rivenduto a un tifoso svizzero a 620 euro.

La famiglia Dominiello avrebbe avuto assicurati, per lungo tempo, anche dei posti speciali in curva sud (dove ci sono gli ultras) e intrattenuto dei rapporti esclusivi persino con Marotta, amministratore delegato della Juve. “Come mi devo rivolgere a Marotta?”, chiede Rocco a D’Angelo in una intercettazione. “Gli posso dare dei suggerimenti e dei consigli?”.

L’AGGANCIO CON MAROTTA

I Dominiello sarebbero venuti così a contatto diretto con la dirigenza bianconera grazie a Fabio Germani, ex ultrà, ora interessato a portare le famiglie allo stadio. Germani avrebbe fatto conoscere i due mafiosi con alcuni settori della sicurezza e della biglietteria per lo smercio dei gadget e poi da lì l’estensione al settore del bagarinaggio. Per queste ragioni, Germani fu arrestato, nel luglio scorso, per concorso esterno in associazione mafiosa.

Grazie a Germani, poi, Dominiello avrebbe incontrato Marotta nel bar Dezzuto il 15 febbraio 2014, ricevuto dei biglietti direttamente dall’amministratore delegato – “massima riservatezza”, si marotta juventussarebbe raccomandato in un sms all’ex capo-tifoseria – e in quest’occasione avrebbe chiesto di far fare un provino ad un (loro) ragazzo, ovvero Girolamo Fiumara, mai preso dal club calcistico però.

L’ACCUSA DELLA FIGC: “LA JUVE HA TOLLERATO PER AVERE CALMA NELLE TIFOSERIE”

Nella giornata di sabato, Andrea Agnelli è stato deferito davanti alla giustizia sportiva, alla luce delle notizie che sono trapelate sulla stampa in maniera sempre crescente.

Andrea Agnelli è stato deferitosi leggeper la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme e degli atti federali, perché, nel periodo che va dalla stagione sportiva 2011-12 a quantomeno tutta la stagione sportiva 2015-16, con il dichiarato intento di mantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dai tifosi ultrà al fine di evitare alla Società da lui presieduta pesanti e ricorrenti ammende e/o sanzioni di natura sportiva, non impediva a tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultras’.

Anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazioni di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza previa presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizioni di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio”.

L’ACCUSA DELLA PROCURA VERSO AGNELLI

Come riporta la Gazzetta.it, la Procura avrebbe contestato al presidente Agnelli un ruolo di primo piano come mediatore. Tutto questo prima del derby Juventus-Torino del 23 Febbraio 2014, tra la tifoseria e alcuni soggetti della criminalità: “Agnelli ha partecipato personalmente, inoltre, in alcune occasioni, a incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria ultrà,curva sud juventus assecondando, in occasione della gara Juventus-Torino del 23 febbraio 2014, l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo, ad opera dell’addetto alla sicurezza della società, D’Angelo, di materiale pirotecnico vietato e di striscioni rappresentanti contenuti non consentiti al fine di compiacere e acquisire la benevolenza dei tifosi ultrà

LA DIFESA DI LUIGI CHIAPPERO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA

I vertici della Juventus non sapevano chi fosse Dominiello”. Così tenta di difendere il legale bianconero la dirigenza della società sportiva davanti alle domande incalzanti della presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi. “Ma com’è possibile – si chiede Bindi – che non vi fosse chiesti chi fosse il Dominiello e perché intratteneva rapporti così stretti con il D’Angelo (security manager della Juve, ndr)!”.

D’Angelo ha continuato la sua difesa, sostenendo che “all’epoca dei fatti, il Dominiello era incensurato ed era compito del security manager intrattenere dei rapporti con le curve e con gli ultras. Ma da qui a sostenere che ci siano stati sconti e rapporti stretti col vertice, ce ne passa”. “Forse ho sbagliato a non denunciare l’estorsione“, facendo mea culpa.

Il fatto centrale – ribatte Bindi – è che voi non volete accettare le relazioni tra le tifoserie e le mafie e questo è grave”.

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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