Killacat

Killacat, il sound metropolitano di “Quando toccherò terra”

Killacat presenta il suo nuovo disco dal titolo Quando toccherò terra, uscito per Macro Beats.

Killacat, Quando toccherò terra, recensionePartendo da sonorità black che spaziano dal R&B al soul, Killacat impreziosisce il suo sound con sfumature elettro e pop dai colori scuri e dal sapore intenso e avvolgente. Sonorità profonde, corpose e una grande vocalità dal timbro deciso e bello pieno, sono questi i tratti distintivi di questo artista che emergono sin dal primo ascolto di questo Quando toccherò terra.

Killacat, un sound black dalle sfumature elettroniche

Apre il disco Non serve più, pianoforte, archi in sottofondo e voce. Un sound dai colori scuri che resta per buona parte del brano su sonorità “naturali” per sfociare in squarci elettronici dal sapore sintetico e “acidulo”. Molto interessante questo mix di sonorità che, pur nella loro diversità, sono decisamente affini.

Oceano ha un sound più moderno, come una specie di dubstep dal sound più black. Il pezzo è costruito quasi tutto sulla sezione ritmica incalzante e la linea vocale, sul ritornello entra anche una linea melodica costruita dal synth. Il pezzo è piuttosto dritto ma costruito su questi segmenti ritmici e melodici che, presi nell’insieme, danno vita a sfumature sonore interessanti.

Faccio lo show parte con questo intro leggero che lascia subito il posto a sonorità dubstep cadenzate e profondamente effettate, soprattutto nella parte ritmica. Sicuramente uno dei punti di forza di questo pezzo è la linea melodica di synth, con questo sound affilato e sintetico che riesce a illuminare il brano e a farlo esplodere senza esagerare.

KillacatPorta Genova ha un sound più metropolitano, con questi giochi di echi e questo timbro sonoro quasi “offuscato”. Questo sound quasi da funk metropolitano si mescola alla perfezione con una sfumatura elettro-pop dai toni aperti e dalla linea vocale più vicina al rap piuttosto che alle linee più black, di cui sopra.

Alibi anche ha un carattere internazionale, il sound dell’elettronica più underground a stelle e strisce, forse più “datato” rispetto ai canoni odierni, ma comunque un gran bel sound che fa contorno a una linea vocale decisa eppure leggera. Molto interessanti le incursioni di synth che vanno a riempire gli spazi tra voce e tappeto sonoro.

Quando toccherò terra, sapore internazionale

No. riporta in scena l’anima più elettronica di Killacat che “ripiega” su un sound sintetico dall’indole percussiva leggera e scandita. Molto ben giocato l’uso di synth e echi che tra linee melodiche e linee vocali effettate, costruisce un muro sonoro avvolgente ed estremamente ballabile.

Chiude il disco Non c’è paura. Una grande linea di basso rimanda alla mente un funk elettronico e frenetico, scuola Bruno Mars, con questo sound moderno e internazionale, eppure nostrano con la parte testuale, ovviamente in italiano.

Quando toccherò terra è un disco dal carattere forte e dal sapore intenso, dove la black music e l’elettronica si fondono per dare vita a queste sonorità internazionali, intense e avvolgenti, che profumano di grandi metropoli, di underground e di vita notturna.

Una delle voci più interessanti del nostro panorama musicale

Killacat ha fatto un buon lavoro e si conferma come una delle voci black più interessanti del nostro panorama musicale e non solo.

Per gli amanti dell’elettronica e del sound tipicamente black è un ascolto che deve essere necessariamente recuperato.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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