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King Arthur – Il potere della spada, l’epica action alla corte di Guy Ritchie

C’è chi a sentir nominare Camelot ed Exalibur corre subito con la mente a La spada nella roccia Disney, al romanzo di Mark Twain Un americano alla corte di re Artù o magari anche a SuperFantozzi. Come dire, che di riletture della saga arturiana ne esistono di infinite, per tutti i gusti e i campi artistici. Tocca ora a Guy Ritchie apportare la propria visione a una delle figure leggendarie più importanti della Gran Bretagna. Il regista inglese, come già avvenuto nei due Sherlock Holmes con Robert Downey Jr., con King Arthur – Il potere della spada torna dunque a occuparsi di una figura iconica, alla sua personalissima maniera.

Sinossi

Artù (Charlie Hunnam) è ancora molto piccolo quando il re suo padre, Uther Pendragon (Eric Bana), viene assassinato e suo zio Vortigern (Jude Law, Genius) si impadronisce del trono. Artù crescerà da quel momento nelle strade umili di Londinium, senza conoscere la sua vera identità. Un giorno tuttavia riesce a estrarre la mitica spada Exalibur dalla roccia. Un gesto che lo designa come legittimo erede al trono. La cosa non piace allo zio né allo stesso Artù, che sarà costretto volente o nolente ad accettare il suo destino e la lotta contro Vortigern che questo comporta. Nella causa sarà aiutato da un gruppo di ribelli e da una delle ultime maghe rimaste (Àstrid Bergès-Frisbey, Alaska).

King Arthur Il potere della spada Jude LawUn eroe riluttante

Dimenticate la classica epica cavalleresca. Con King Arthur – Il potere della spada Guy Ritchie (che ha partecipato anche a produzione e scrittura) realizza un film pensato per le nuove generazioni, nella trama ma soprattutto nell’estetica. Niente Cavalieri della Tavola Rotonda, niente Merlino, né Ginevra e Lancellotto e, poca, pochissima Camelot.

Quella che viene indagata è formazione, ascesa e presa di coscienza di Artù. Da giovane di strada abituato a rubare e lottare per qualunque cosa, a giovane re consapevole del suo ruolo. Charlie Hunnam dà volto e muscoli possenti a un eroe riluttante e suo malgrado. Non va in cerca di fortuna o del suo destino, ma da questi viene inseguito e trovato. Dalla scazzottate e pugnalate per strada passerà un po’ per volta alla spada. I suoi nemici si faranno sempre più grossi, pericolosi e magici.

Una rilettura irriverente

Se vi aspettate un film “alla Guy Ritchie”, è esattamente quello che troverete. Solito montaggio frenetico del fidato James Herbert, stile dinamico, battuta facile dei personaggi, spirito scanzonato e irriverente. Non un tipico fantasy, ma un film d’azione rude ambientato in un mondo dai toni cupi.

King Arthur Il potere della spada magaSfrutta epicità e magia del mito classico di Exalibur per raccontare un’avventura che, nonostante l’ambientazione finto-medievale, vuol piacere a quei giovani d’oggi per i quali “più pompato è meglio è”. Un universo dominato da elefanti grandi come palazzi reali, serpenti colossali e spade che in un solo fendente riescono a compiere stragi non da poco. Perfetto in questa rilettura Charlie Hunnam, al tempo stesso gigionesco ed eroico, spavaldo e fragile. Jude Law sembra invece portare il suo luciferino Young Pope alla corte di Camelot. Un personaggio tormentato che ha nel proprio ego il peggior nemico.

Guy Ritchie offre al pubblico una rilettura sì irriverente ma anche innocua della mitologia arturiana, che di questa alla fine ha solo nomi e vaghi ricordi. Porta a casa qualche bella e suggestiva scena, come la marcia iniziale con gli elefanti e la grotta delle sirene. Anche se risulta meno “nuovo” di quel che vorrebbe. King Arthur – Il potere della spada è una tamarrata che non va troppo per il sottile, e che pure ha il pregio di non fingere di essere altro. Accettato questo, lo spettacolo è sicuramente godibile nonostante il dejavu stilistico e l’abuso di CGI che alla lunga può stancare. Se sperate in un’opera più sottile e “fedele”, state alla larga.

King Arthur – Il potere della spada sarà al cinema dal 10 maggio con Warner Bros. Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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