King Crimson

I King Crimson tornano in Italia con 8 date imperdibili

Saranno otto le date previste per la nuova tournée italiana dei King Crimson; il leggendario gruppo capitanato da Robert Fripp tornerà a novembre ad esibirsi in quattro città: Milano, Torino, Firenze e Roma.

king-crimson-tour-2016-italia-info-biglietti-660x371Per gli appassionati del genere, un appuntamento assolutamente da non perdere, con la nuova formazione crimsoniana  a sette elementi. Sul palco ci sarà, ovviamente, Robert Fripp e poi Jakko Jakszyk, chitarrista e cantante, Tony Levin al basso, il ritorno di Mel Collins ai fiati e ben tre batteristi (Gavin Harrison, Pat Mastellotto e Jeremy Stacey).

Avevo già avuto occasione di vedere ed ascoltare i King Crimson con formazioni particolari (tipo quella in doppio trio, con due chitarre, due bassi/slick e due batteristi). Questa volta, però, Fripp ha voluto aggiungere anche il sax di Mel Collins, grande session man e già protagonista del line up del gruppo dal 1970 al 1972.

Ufficialmente la reunion del gruppo è datata settembre 2013, quando Robert Fripp annunciava il ritorno sulle scene. A parte però alcune esibizioni negli Stati Uniti nel settembre/ottobre 2014 e la tournée 2015 in Europa (Italia esclusa), Canada e Giappone, è dal 2003 che non abbiamo più potuto ascoltare il gruppo dal vivo.

Per quanto mi riguarda, i King Crimson  li seguo dal lontano 1973, con una formazione che all’epoca vedeva oltre a Robert Fripp, John Wetton al basso e voce, Bill Bruford alla batteria e David Cross al violino, e li ho visti nuovamente nel 1996 e nel 2000.

Suoni ipnotici, lente ballate e scatti di rock “lisergico” della Gibson Les Paul di Fripp, per un tutt’uno indimenticabile e così avanti nei tempi da essere ancora oggi estremamente apprezzabile e godibile, soprattutto da tutti gli appassionati del genere.

Tra i brani storici che molto probabilmente verranno riproposti nelle prossime esibizioni dal vivo ci saranno la mitica “21st Century Schizoid Man”e poi “Easy Money”, “Lark’s Tongue in Aspic”, “Starless” e “Red”, andando a ripercorrere negli anni tutta la loro carriera.

Considerati universalmente i capostipiti del “Progressive”, con quel loro primo album del 1969 “In The Court of the Crimson King”, e con la prima formazione che comprendeva anche Greg Lake (subito dopo andato a formare il supergruppo Emerson, Lake and Palmer), univano la loro idea musicale ai testi “favolistici”di Pete Sinfield, in una miscela di armonie mai sentita prima.

L’esordio dal vivo ad Hyde Park nel luglio del ’69, di spalla ai Rolling Stones, nel concerto in memoria della morte di Brian Jones e davanti ad oltre mezzo milione di persone, li portò alla ribalta del grande pubblico.

Dopo varie traversie e cambi di formazione, dovuti in gran parte al carattere assolutamente dominante di Fripp, che portarono alla realizzazione di ben quattro album dal 1969 al 1971 e di altri tre dischi dal 1973 al 1974, ci fu una lunga pausa di riflessione e di silenzio che durò fino al 1981. In quell’anno, infatti, i King Crimson si riproposero al pubblico con un nuovo lavoro “Discipline” (nuova parola d’ordine della filosofia di Fripp) ed una nuova formazione composta da Fripp, Adrian Belew, Tony Levin e Bill Bruford.

kingcrimsonTecnica individuale di tutti i componenti, capacità di improvvisazione dal vivo, creatività e coesione tra i vari strumenti, riportarono in auge una band quasi dimenticata con un album (ed i due successivi del 1983 “Beat” e 1984 “Three of a Perfect Pair”) con nuovi suoni e nuove idee.

Un nuovo stop, durato questa volta 11 anni, fino al 1995, ci porta nuovamente il gruppo con un nuovo lavoro “THRAK”, con il già citato doppio trio e con sonorità che riportano agli album degli anni ’80, senza aggiungere molto a quanto già scritto in precedenza.

Altri due album, usciti rispettivamente del 2000 e del 2003 (The ConstruKtion of Light e The Power to Believe) sono ad uso quasi esclusivo degli appassionati del “progressive” e agli affezionati “crimsoniani”, riproponendo una musicalità ben conosciuta e più volte ascoltata.

Per tutti i non appassionati del genere, questo gruppo può sembrare sicuramente come primo impatto molto ostico, anche se brani come “I Talk to the Wind” ed “Epitaph” del primo album, “Cadence and Cascade” del secondo, “The Night Watch” dall’album “Starless and Bible Black” e, per finire, con “One Time” di “THRAK” sono sicuramente molto orecchiabili e godibili.

L’occasione dei concerti autunnali (5 e 6/11 a Milano, 8 e 9/11 a Firenze, 11 e 12/11 a Roma e 14 e 15/11 a Torino) sarà ottima per rivedere dopo molti anni questo storico gruppo con la nuova formazione e godere della riproposizione aggiornata di brani storici.

“I Talk to the wind, my words are all carried away, I talk to the wind, the wind does not hear, the wind cannot here”. 

Sussurro al vento, le mie parole volano via, sussurro al vento, il vento non ascolta, non può sentire (I Talk To The Wind – King Crimson – 1969).


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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