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Knives Out – Cena con delitto, Rian Johnson e il giallo deduttivo moderno

Knives Out – Cena con delitto , di Rian Johnson, un autentico gioiello di scrittura per un giallo deduttivo valorizzato da un cast stellare

Per certi versi se al posto del Detective Blanc di Daniel Craig ci fosse stato Hercule Poirot o Miss Marple, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire; con Knives Out – Cena con delitto infatti, Rian Johnson porta in scena un sorprendente giallo deduttivo dal chiaro impianto moderno.

A due anni di distanza da Gli ultimi jedi (2017) con cui ha raccolto più fischi che applausi, Johnson torna alla ribalta mostrando tutte le peculiarità della sua scrittura, già ammirata in quel gioiellino sci-fi di Looper (2011).

Con il sopracitato Craig a capitanare un cast corale formato – tra gli altri – da Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Ana de Armas, Chris Evans, Michael Shannon, Toni Collette e Christopher Plummer, Knives Out racconta dell’enigmatica morte dello scrittore giallo Harlan Thrombey (Christopher Plummer) e delle indagini del Detective Blanc per svelarne il mistero.
Ci troviamo così, dinanzi a un racconto dal sapore classico, con cui Johnson realizza una delle pellicole meglio riuscite di tutto il 2019.

 Un intreccio solido per una scrittura senza lacune

I proclami così piacciono sempre poco, ma con Knives Out – Cena con delitto ci troviamo effettivamente dinanzi a una delle pellicole meglio scritte degli ultimi anni. Johnson realizza la sua lettera d’amore al romanzo giallo di Agatha Christie delineando un racconto dall’intreccio solido in cui nulla è lasciato al caso.

Grazie a una cura dei dettagli maniacale e a una regia veloce, Johnson porta in scena un giallo deduttivo moderno dal sapore classico, dispiegando magistralmente l’ingarbugliato intreccio in un progressivo svelarsi d’indizi volti ad avvicinare sempre più lo spettatore alla verità, per una sapiente gestione dei turning point e del proprio comparto attoriale.

Come ogni buon giallo che si rispetti infatti, anche in Knives Out – Cena con delitto, ogni personaggio è portatore della “sua” versione della verità; l’intera sequenza degli interrogatori con cui facciamo progressivamente conoscenza dei bizzarri metodi del risoluto Detective Blanc – che comprende buona parte del primo atto – rievoca in parte il Rashomon (1950) di Akira Kurosawa; non esiste in sostanza un’effettiva verità oggettiva, piuttosto una propria versione filtrata dalla soggettività.

Il tutto reso grande da una scrittura dai toni vivaci, con cui Johnson nello svelare la verità sul presunto assassinio del capofamiglia Thrombey, scandaglia le ossessioni e le frivolezze della società americana, grazie a una famiglia colorita e variopinta in cui ogni membro rappresenta un simulacro socio-culturale di questo secondo decennio di terzo millennio.

Un cast corale di personaggi affascinanti e unici

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Altro punto a favore del sapiente lavoro di scrittura di Johnson è certamente i personaggi delineati. In Knives Out passiamo in rassegna tre generazioni di società americana, dai millennials della studentessa-modello alternativa (Katherine Langford) al politicamente impegnato “di destra” (Jaeden Martell), passando per l’influencer (Toni Collette), il marito traditore e “mantenuto” (Don Johnson), il figlio inetto e frustrato (Michael Shannon) e il nipote ingrato (un sorprendente Chris Evans) e via discorrendo.

Su tutti i “membri familiari” spicca (e non poco) il magnate Thrombey del sopracitato Plummer, il cui distacco generazionale permette a Johnson di giocare con le differenze socio-culturali e sui differenti modi di vedere la vita. Il titanico attore di Tutti insieme appassionatamente (1965) di Robert Wise e Tutti i soldi del mondo (2017) di Ridley Scott offre una performance di basso minutaggio ma intensa e brillante.

Se Plummer è il Thrombey in scena più affascinante, a rubare la scena nonché letteralmente a caricarsi Knives Out – Cena con delitto, sono un grandioso Daniel Craig e un’inedita Ana de Armas. Se da una parte la caratterizzazione del Detective Blanc – autentica rilettura di Hercule Poirot – permette a Craig di spiccare le ali in una performance vibrante, autoironica; a strappare applausi a scena aperta è Ana de Armas.

L’affascinante attrice cubana, nei panni dell’infermiera Marta Cabrera, è un’autentica rivelazione. La Cabrera permette alla de Armas di svestire i panni femme fatale, per portare in scena un personaggio benevolo, positivo e tenace, in un contesto grottescamente drammatico.

Un brillante gioiello del cinema americano

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Le lodi si sprecano, e senza dilungarci troppo non si sbaglia nel definire Knives Out – Cena con delitto, uno dei migliori film dell’attuale stagione del cinema americano. Johnson confeziona un prodotto fruibile da un’audience di tutti i generi, vuoi per lo star system, per la sempreverde tematica del romanzo giallo e per una regia capace di ammaliare per una scenografia dai colori sgargianti nella splendida magione Thrombey.

Toni brillanti e sagaci, sequenze che entrano di diritto nell’immaginario collettivo, eccellenti interpreti e un piccolo omaggio a La signora in giallo, tanto basta per Johnson per consegnare ai posteri uno dei migliori film della stagione – e forse anche del decennio.

Knives Out – Cena con delitto sarà nei cinema dal 5 dicembre 2019 distribuito da 01Distribution

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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