Kristy: caccia alla studentessa, tra suspance e cliché

Il 30 luglio arriverà nelle sale Kristy, horror thriller diretto da Oliver Blackburn e sceneggiato da Anthony Jaswinski. Prodotto da David Kirschner, La Sienega Production ed Electric City Production e distribuito in Italia da Leone Film Group e The Space Movies, la pellicola vede protagonisti Haley Bennett (The Equalizer – Il vendicatore), Lucas Till (l’Alex Summers/Havok di X-Men: First Class) ed Ashley Green (The Twilight Saga, Wish I Was Here).

Kristy

SINOSSI

Durante la festa del Ringraziamento Justine è l’unica studentessa che decide di passare le feste nel campus, lasciato deserto dai suoi compagni che hanno preferito tornare a casa per le feste. Una sera, mentre si trova al supermarket, incontra un’inquietante ragazza che la prende di mira. Da quel momento iniziano i guai per Justine. La ragazza incontrata al market fa parte di una setta che seleziona e uccide le sue vittime soprannominandole Kristy (il cui significato letterale è seguaci di Dio). Riuscirà la protagonista a sopravvivere alla caccia?

SUSPANCE E CLICHÉ

Bluckburn porta sullo schermo un horror/thriller dove non mancano i cliché, anzi abbondano, e dove le situazioni in cui si trova la protagonista sono tutt’altro che nuove. Il film, come spesso accade negli horror, si svolge in una grande casa isolata – in questo caso un campus – dove la protagonista è sola o circondata da poche persone che si riveleranno inutili e non importa quanto e dove si nasconderà, verrà sempre trovata dall’assassino – o gli assassini come in Kristy – anche si dovesse nascondere a Narnia.

Kristy è un horror in cui i luoghi e le situazioni dove si svolge la storia sono più che familiari al pubblico – innumerevoli sono gli horror che si svolgono in campus universitari – e in cui le scelte prese dai protagonisti sono sempre e comunque quelle sbagliate, anche se per una volta ci si aspetterebbe un espediente nuovo per dare il là all’azione. Da segnalare le luci del campus che, ovviamente, non funzionano.

Nonostante la maggior parte dei colpi di scena siano “telefonati” (si intuiscono prima che accadano), Kristy fortunatamente non manca di suspance, riuscendo a tenere abbastanza viva l’attenzione dello spettatore, il quale riuscirà – non senza dubbi e perplessità – a seguire il film.

Kristy

Nota positiva della pellicola è l’interpretazione delle due attrici principali. La protagonista, Haley Bennett, riesce a reggere sulle sue spalle tutto il peso del film e ci regala una discreta prestazione, riuscendo a restituire una ragazza in un primo momento impaurita, incapace di reagire a quello che le sta succedendo per poi cambiare espressione ed atteggiamento e tirare fuori tutta la sua grinta pur di sopravvivere. Ashley Green è inquietante, angosciante e lucidamente perfida nei panni di Violet, membro di una setta il cui unico scopo è cacciare ed uccidere ragazze simbolo di purezza.

Nonostante l’interpretazione delle due belle e brave ragazze, Kristy ha la pecca di essere un qualcosa di già visto, un film dei tanti che non porta nulla di nuovo sul grande schermo, ed è un peccato perché una maggior tensione e dialoghi meno assurdi lo avrebbero reso un horror interessante.

Come di consueto restate seduti fino alla fine dei titoli di coda, ormai le scene extra sono una certezza!

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About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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