L’acqua non è più un bene pubblico

Ebbene sì, l’acqua – come penso molto presto sarà anche l’aria che respiriamo – non è più un bene pubblico. Il Governo ha posto e incassato la fiducia (a Montecitorio) sul decreto legge Ronchi che prevedeva – fra gli altri servizi – la liberalizzazione dell’acqua. La votazione riportata è la seguente: 320 voti a favore e 270 contro.

Il decreto – che porta il nome del Ministro alle Politiche Europee, Andrea Ronchi – “affonderà le mani” nelle tasche dei cittadini (secondo il Codacons) nella misura di <<aumenti che andranno dal 30%, al 40 %>>, sottolineando che: <<se nel 2009 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d’acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 348 euro all’anno, con un incremento di 80 euro, pari al +30%>>.

Immediatamente il Pd insorge (e come al solito si ferma lì, non va oltre), dichiarando – in una nota congiunta con l’Idv e l’Udc: <<ancora una volta la Camera è stata espropriata dalla possibilità di discutere e modificare i provvedimenti del governo>>. L’ex deputato dipietrista (ora franceschiniano) Touadi, si mostra perplesso e afferma: <<le motivazioni di urgenza addotte dal Ministro dei rapporti con il Parlamento sono assolutamente pretestuose. Il provvedimento tocca un aspetto fondamentale della vita dei cittadini e delle comunità locali, e su questo il dibattito parlamentare è indispensabile per evitare che il business di pochi prevalga sulla necessità di tutti>>.

Vasco Errani, attuale Governatore dell’Emilia Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni, esclama esterefatto: <<Ancora una volta, viene meno la collaborazione e il rispetto delle competenze regionali. Siamo di fronte a una forzatura che non convince nel metodo. La prossima settimana assumeremo una posizione nell’ambito della Conferenza delle Regioni>>.

Io personalmente rimango allibito – dopo l’approvazione di questo decreto allucinante – nel vedere un Governo che pensa, in virtù “del mandato ricevuto dai cittadini”, di poter mandare avanti lo Stato, facendosi beffe delle leggi che lo supportano. Ricordo a questi signori che SONO NOSTRI DIPENDENTI e DEVONO RENDERE CONTO AGLI ELETTORI di ciò che stanno realizzando o meno. L’unico problema è che non lo faranno mai….piuttosto tagliano i fondi a scuola, ricerca e sviluppo, per ”tarpare le ali” e uniformizzare generazioni come quella rappresentata dal sottoscritto (17 anni) che – proprio in questo periodo – vede formarsi una coscienza critica, che si andrà definendo nel corso del tempo….lo sapete perchè lo fanno? PERCHE’ HANNO PAURA DI NOI!! Persone che, con la forza delle loro idee hanno il coraggio di “scendere in campo” per difendere i loro diritti che ogni giorno vengono calpestati.

Io sono convinto che – insieme – possiamo scendere in piazza e provare a scuotere le fondamenta della casta politica. E’ tempo che i cittadini escano dalle case e comincino a “combattere”, consci che un’altra realtà e un’altra Italia sia possibile, realizzabile….basta solo volerlo, prima di vedere – ripeto – privatizzata anche l’aria che respiriamo….

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'L’acqua non è più un bene pubblico' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares