L’Italia è un paese fondato sul ricatto e sui misteri.

Forse dobbiamo rassegnarci… o forse no.

Una cosa è certa questo è stato, è e rimarrà il paese dei misteri. A volte semi risolti ma il più delle volte lasciati a marcire nell’ombra.

Già perchè quello che è successo a Brenda o Brendona sta per diventare uno dei tanti misteri. Casa bruciata, una morte carbonizzata, una bocca chiusa e un computer buttato nell’acqua.

La Procura sta indagando… ma le voci che stanno già uscendo e stanno cercando di insinuare sono “si è suicidata”… “fumava spesso si sarà dimenticata una sigaretta da qualche parte”…”si drogava”… come no e magari mentre era addormentata o strafatta si è alzata ha preso il suo computer e in un gesto di stizza ha buttato il pc nell’acqua. Beh voglio dire in un paese dove gli anarchici si suicidano prendendo la rincorsa e buttandosi giù dalla finestra durante un interrogatorio può succedere… in un paese dove un ragazzo che denuncia la mafia viene fatto passare per un suicida al tritolo… e via di seguito.

I fatti di via Gradoli non sono da sottovalutare, quello che è successo può far pensare ad altri politici immischiati che magari potrebbero essere sotto ricatto, e un politico sotto ricatto… beh… Non sono da sottovalutare e da non sono da archiviare come “suicidio” perché è chiaro che qualcuno non ha gradito le parole di Brenda e compagne, la denuncia di forze dell’ordine molto molto deviate. Il messaggio è chiaro chi parla finisce così.

Pensiamo un attimo al computer. Perché buttato nell’acqua e non portato via e scaraventato in qualche altro luogo o bruciato magari da un’altra parte? Portebbe essere un avvertimento del tipo “guardate che abbiamo visto i nomi e il materiale nel Pc e ne abbiamo delle copie… regolatevi di conseguenza!”.
Dalla Repubblica delle banane a quella dei ricatti.

LUCA PUGLISI



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