L'incredibile vita di Norman Richard Gere

L’incredibile vita di Norman, storia di un millantatore

Norman Oppenheimer è un faccendiere di New York. Se ti serve qualcosa lui è l’uomo giusto. L’uomo, alla disperata ricerca di attenzioni ed amicizia, fa di tutto per comprare le persone che si rivolgono a lui. Il motivo del suo entusiasmo sono sia il suo grande cuore che la speranza che la sua vita possa cambiare in meglio. Dopo aver passato anni a soddisfare le richieste di chi si rivolgeva a lui, arriva il giorno della svolta. Un uomo che aveva aiutato anni prima è stato eletto Primo Ministro. Finalmente inizia per Norman una vita in cui è al centro di tutto e dove tutti hanno bisogno di lui. Ma questa nuova vita è davvero come la immaginava?

Modernizzazione di un archetipo

L’incredibile vita di NormanNella storia e nella letteratura da sempre si tramanda la favola dell’ebreo cortigiano. La vicenda ha una struttura classica: un ebreo incontra un uomo a cui fa un favore. Successivamente quest’uomo diventerà un uomo di potere e porterà nella sua corte in qualità di consigliere l’ebreo che lo aveva aiutato. Finché il potente non diviene vittima di invidia e ostilità. Così l’unico modo per non perdere la sua posizione non esita a scaricare l’ebreo.

Partendo da tale favola, il regista Joseph Cedar ha voluto dare vita ad una versione moderna alla figura dell’ebreo cortigiano. L’incredibile vita di Norman non è altro che una storia che tutti conosciamo ma ambientata ai giorni nostri. Una vicenda che segue la stessa struttura della favola cui si ispira, ma ovviamente con risvolti e ambientazione contemporanee.

Al pari di figure come Shylock nel Mercante di Venezia, Fagin nell’Oliver Twist o Giuseppe con il Faraone, Norman Oppenheimer è una nuova chiave di lettura riguardo la figura dell’ebreo. È un modo per capire perché sia così odiato e perché si è così affascinati dal suo ruolo nella società.

Norman, l’amico di tutti

L’incredibile vita di Norman Charlotte GainsbourgNorman è un uomo che si trova a i margini della società. È sulla soglia in attesa che qualcuno gli apra la porta per poter così entrare. E l’unico modo che conosce per farlo è aiutare chi è dall’altra parte della soglia. Cerca di farsi apprezzare rendendosi indispensabile. Il problema è che lui non ha nulla da offrire e quindi l’unico modo è mentire. Spudoratamente.

Ma a differenza di persone come Maddoff o Jordan Belfort, il lupo di Wall Street, lui non lo fa per arricchirsi. Lo fa perché è un uomo molto solo e perché è l’unico modo che conosce per non annegare. Sarà proprio questo suo desiderio di essere apprezzato che lo porterà ad essere al centro dell’attenzione. E dei guai. Perché quando cerchi di ottenere qualcosa in cambio di nulla il risultato sarà essere capro espiatorio per i problemi altrui.

A dargli volto e una fisicità impacciata e rigida è Richard Gere. L’attore è più che convincente nei panni di un uomo tanto solo quanto pedante e dal cuore infinito. Una persona così entusiasta e vogliosa di aiutare da essere quasi irreale.

Una storia che non lascia il segno

L’incredibile vita di Norman Richard Gere Michael SheenNonostante l’argomento trattato e il suo personaggio siamo più che interessanti, L’incredibile vita di Norman è uno di quei film che non riesce a convincere del tutto. Per quanto lo spunto di partenza sia degno di nota, pieno di dramma esistenziale, la storia manca di quell’enfasi che la faccia diventare degna di nota.

La vicenda di Norma è un lungo susseguirsi di dialoghi millantatori. Di promesse che non verranno mai mantenute o di bugie troppo grandi. Due ore di chiacchiere e strette di mano che non incantano. Si riesce ad arrivare alla fine della pellicola sostanzialmente solo grazie ad un montaggio vivace.

L’impressione che si ha è che l’intento del regista fosse dare vita ad una sorta di Wolf of Wall Street dal cuore d’oro. Raccontando il tutto in stile Woody Allen. Purtroppo senza riuscire a fare nessuno dei due. Già dimenticato.

L’incredibile vita di Norman sarà al cinema dal 28 settembre distribuito da Lucky Red.

 

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Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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