La Banda della Magliana ieri ed oggi

Oggi parliamo della Capitale, di Roma e della criminalità organizzata che ieri ed oggi, continua a controllarne i centri nevralgici.

Ma partiamo dal passato con il sodalizio criminale che più di tutti è stato in un certo senso idolatrato dalla televisione: La Banda della Magliana.

Poco prima di Natale, quasi nel silenzio generale, Raffaele Pernasetti, detto er Palletta (nella foto, qui a destra), storico membro della Banda è uscito dal carcere di Prato (dove stava scontando una condanna a 30 annni di reclusione) e ha ottenuto la semilibertà.

Pernasetti, considerato l’uomo più vicino ad Enrico De Pedis (il Dandi di “Romanzo Criminale”) di cui era il “braccio armato”, fu sospettato di sette esecuzioni e imputato per altri quattro omicidi. Ma nei processi successivi è stato assolto in appello per i primi tre, per il quarto gli è stata riconosciuta la sua responsabilità e la condanna è arrivata a stretto giro di posta.

Il giudice di sorveglianza gli ha concesso – dopo che Pernasetti aveva scontato una parte della pena residua di 18 anni – di lavorare come aiuto cuoco nel ristorante di un parente: uno dei locali di via Galvani a pochi metri dallo storico Monte dei Cocci. La trattoria si chiama “Oio a casa mia” ed è gestita dallo chef Leonardo Starace, che ha sposato una delle figlie del fratello dell’ex boss e vanta una fedina penale immacolata. Tra i dipendenti c’è anche il fratello di Pernasetti, incensurato, e nessuno del personale risulta avere avuto guai con la legge.
C’è da chiedersi, e se lo sono chiesti in molti, se mentre la Roma di Alemanno tenta di fronteggiare un’esplosione di criminalità e di violenza che viene attribuita – a partire dal sindaco stesso – al successo della serie televisiva “Romanzo Criminale”, possa essere una buona decisione far ritornare uno dei “protagonisti” proprio nel suo quartiere natìo.

Il problema, come ci spiega anche Angela Camuso dalle colonne del settimanale l’Espresso, nasce dagli atti di un’indagine della Direzione antimafia di Roma e in alcuni dossier che descrivevano la trattoria come un punto di ritrovo della Banda. Si tratta dei verbali firmati da un collaboratore di giustizia siciliano nel 2005, Dario Marsiglia, entrato in contatto con la malavita romana per affari di cocaina. Davanti ai pubblici ministeri Lotti e Cavallone l’uomo descrisse i tentativi di ricostituire un’unica centrale criminale che dominasse la città: “Da “Oio a casa mia” di Pernasetti, nel dicembre 2003, vi fu una riunione per discutere e ricucire i rapporti lasciati ai tempi di Renatino (De Pedis) e Franco il Negro (Giuseppucci) della banda della Magliana sia per ricostituirla sia per spartirsi il territorio – Magliana, Testaccio, Trullo, Casetta Mattei, Corviale, Trastevere, Marconi – per la diffusione di droga e per mandare cocaina ai siciliani…“.

I magistrati ritennero Marsiglia un pentito attendibile: grazie alle sue rivelazioni fu smantellato un grande giro di droga e venne riarrestato un altro personaggio storico della Banda, Giorgio Paradisi. Anche quest’ultimo, secondo Marsiglia, avrebbe partecipato a più di una di quelle riunioni da “Oio”, che sarebbero avvenute sempre nel giorno di chiusura. Paradisi all’epoca era agli arresti domiciliari col permesso di uscire due ore la mattina. “Paradisi non vedeva l’ora che fosse scarcerato Raffaele Pernasetti per far fronte a certe eliminazioni nei confronti di Nicoletti, Carminati e Vitale. Pernasetti e Paradisi erano molto contrariati del fatto di non essere stati aiutati nel periodo di detenzione e avevano pensato seriamente di vendicarsi… Diceva che quelli tra droga, usura e estorsioni al centro di Roma si erano fatti i miliardi, chiamandoli “infami”“. E ancora: “Si stava ricostituendo la banda e ci stavano riuscendo. Si stava aspettando con ansia che uscisse dal carcere di Prato Raffaele Pernasetti detto Palletta…“.

Ma chi controlla oggi la Capitale, dopo che sparuti membri della Banda più temuta degli ultimi trent’anni sembrano non aver intenzione di riassemblare nulla? Chi ha preso il loro posto?


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'La Banda della Magliana ieri ed oggi' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares