jonathan dayton e valerie faris

Jonathan Dayton e Valerie Faris: “Con La battaglia dei sessi volevamo parlare del diritto alla parità, ma usando l’intrattenimento”

jonathan-dayton-valerie-faris-La sfida che ha cambiato il modo di guardare allo sport maschile e femminile. Billie Jean King e Bobby Riggs nello scontro cinematografico sull’uguaglianza e il diritto alla parità diretto dai registi Jonathan Dayton e Valerie Faris. La battaglia dei sessi è il biopic che, adottando i toni della commedia, racconta di un pezzo di storia dello sport che ha valso un traguardo alla categoria femminile. Un film importante, ma trattato con divertimento, di cui ce ne parlano i due registi in conferenza stampa a Roma.

Ne La battaglia dei sessi molto risalto si dà alla vera “battaglia” finale in cui Billie Jean King e Bobby Riggs si scontrano sul campo da tennis. Come avete realizzato la scena e come si sono rapportati al gioco Emma Stone e Steve Carell?

Jonathan: Era molto importante per noi che gli attori giocassero veramente bene a tennis. Abbiamo studiato la partita originale con estrema cura e attenzione. Sia Emma che Steve si sono molto allenati, non avrebbero mai potuto arrivare al livello degli originali, ma sono stati comunque bravi. Allo stesso modo anche le controfigure usate hanno dovuto allenarsi molto, soprattutto studiare bene i personaggi originali poiché usavano lo stile tipico del 1973.

Le immagini del film fanno pensare che voi abbiate girato con la pellicola, è esatto?

Valerie: Abbiamo avuto la fortuna di girare in 35mm. Era importante che per noi che il film avesse il giusto aspetto, il look giusto, dare la sensazione che si trattasse realmente di un film anni ’70. Ci piace sempre girare con la pellicola, anche se le bobine durano soltanto sugli undici minuti e ciò ci costringe a lavorare sul set in maniera più concentrata. Questo vale non solo per noi, ma anche per il cast.

Emma Stone e Steve Carell sono sempre stati la vostra prima scelta nei ruoli di Billie Jean King e Bobby Riggs?

Jonathan: Sì, sono sempre stati la nostra prima scelta e siamo stati fortunati che abbiano accettato subito.

Pur essendo ovviamente il misogino della situazione, lo sfidante che svilisce il lavoro delle donne, Bobby Riggs non viene mai rappresentato come un vero e proprio nemico, come mai questa scelta di non marcare il suo essere l’antagonista del film?

Jonathan: Per noi era molto importante che nel film Bobby non venisse visto come il nemico. Oggi viviamo in un mondo polarizzato, in cui tutti puntano subito il dito per sentenziare. Noi invece abbiamo seguito la filosofia di Billie Jean ossia rispettare il proprio avversario senza mai attaccarlo. Tanto è vero che dopo la partita i due sono diventati amici. Questo era quello che volevano fosse rappresentato nel film.

Avete assunto qualche consulente sia per quanto riguarda il gioco del tennis sia per le riprese della partita tra Billie Jean e Bobby?

Valerie: Abbiamo chiesto consulenza ad un nostro conoscente. Noi giochiamo a tennis, ma non sappiamo come funzioni a livello agonistico. Abbiamo studiato a lungo la partita originale per riportare il design con cui è stata ripresa. Ci ha aiutato anche il vero allenatore di Bobby Riggs, ha sia spiegato a Steve come si muoveva e come giocava il suo allievo, sia contribuito a seguire lo stile delle riprese delle partite di tennis.

la battaglia dei sessiCon La battaglia dei sessi siete riusciti a portare al cinema il discorso della parità dei sessi, della differenza di retribuzione e dei movimenti femministi senza cadere nella visione della superiorità delle donne. Come siete riusciti quindi a non esagerare e allo stesso tempo a non banalizzare questo argomento?

Valerie: Del film ci ha attirato proprio la sua complessità. Abbiamo perciò deciso di rappresentare la vita personale di Billie Jean e al contempo far vedere che pur con consistenti travagli interiori riusciva comunque a combattere per ottenere la parità di salario. Questo per noi è stato fondamentale, intrecciate il tema della parità senza che però oscurasse gli altri. E così abbiamo fatto anche per Bobby. Dopo tutti i suoi problemi interiori Billie Jean è comunque rimasta focalizzata sul suo obiettivo. Poi per coinvolgere il maggior pubblico possibile abbiamo fatto in modo che il film fosse anche una storia di intrattenimento, che però allo stesso tempo risvegliasse una più profonda comprensione degli argomenti trattati.

In che modo Billie Jean King è stata coinvolta nella realizzazione del film? E cosa ne ha pensato a prodotto finito?

Valeri: Billie Jean è stata coinvolta fin dalle prime fasi, poi nella stesura della sceneggiatura e dopo anche un po’ nel montaggio. Ha poi partecipato con noi alla promozione del film ed è stata molto felice. È veramente una forza della natura, in America le persone la guardano e l’ammirano con rispetto.

Guardando ai tempi di oggi, si direbbe che siamo ancora ben lontani da una reale uguaglianza a livello di retribuzione per uomini e donne, mentre almeno dal punto di vista dell’omosessualità si è diventati più aperti. Che ne pensate?

Jonathan: Sul piano delle discrepanze possiamo dire che siamo ancora ben lontani da raggiungere la parità tra uomini e donne. Le ultime statistiche affermano che pur svolgendo lo stesso lavoro, le stesse mansioni, gli uomini prendono un dollari che per la donna equivale a 79cent. Fortunatamente per i gay si è fatta molta strada, ma altrettanta ce n’è da fare. Sono soprattutto le figure pubbliche che continuano ad avere difficoltà o a non avere il coraggio necessario per dichiarare apertamente le loro tendenze sessuali. Questo è uno dei motivi principali del perché volevamo raccontare questa storia. Ne avevamo parlato anche con Billie Jean ed è stato un obiettivo condiviso.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


'Jonathan Dayton e Valerie Faris: “Con La battaglia dei sessi volevamo parlare del diritto alla parità, ma usando l’intrattenimento”' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares