la battaglia dei sessi

La battaglia dei sessi, la lotta per i diritti e l’uguaglianza a suon di racchette da tennis

Le guerre si combattono su qualsiasi terreno e Billie Jane King e Bobby Riggs hanno scelto quello da tennis. La battaglia dei sessi è l’ultimo film diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris sull’evento sportivo che ha segnato un punto di cambiamento per il professionismo agonistico, ma soprattutto un grande traguardo per il genere femminile.

Billie Jane King, Bobby Riggs e una sfida a colpi di racchetta

Esclusa insieme alle sue compagne dalla federazione di tennis ufficiale poiché sconcertata dalla differenza di retribuzione per le diverse categorie femminile e maschile, Billie Jane King (Emma Stone), nel pieno di una serie di novità che riguardano la sua vita pubblica e privata, decide di accettare la sfida dell’egocentrico e misogino Bobby Riggs (Steve Carell). Scommettitore assennato, cinquantenne con alle spalle una carriera da primi posti nell’universo tennistico, Riggs sfida qualsiasi donna pensi possa essere in grado di sconfiggerlo sul campo. Soltanto accettando la competizione Billie Jane King potrà veramente fare qualcosa per cambiare il patriarcale sistema sportivo.

la-battaglia-dei-sessi-La battaglia dei sessi – Le pari opportunità concesse da Billie Jean King

L’establishment del tennis scombussolato dalla forza dei rovesci di una donna, la quale seppe far vedere che non era la casa l’unico posto in cui doveva stare. La strafottenza di un ex giocatore che non gli permise di prendere seriamente la questione, abbassando la testa ad ogni battuta sul campo della formidabile King. Nel pieno della rivolta sessuale, nell’alzare la voce dei movimenti femministi, si colloca la pellicola di Dayton e Faris. Film quanto mai attuale sulle pari opportunità che allora – come purtroppo anche adesso – sembrano soltanto un capriccio e non un reale diritto per le donne.

Pur ripercorrendo le tappe di un evento sportivo tra i più seguiti della storia, il quale segnò un importante traguardo per il ruolo di numerose atlete e non solo, l’opera trascende il fatto empirico in sé. Si concentra piuttosto sulle contraddizioni che vedono il genere femminile contrastato, deriso, offeso nella propria intelligenza per scaturire le risate di uomini superiori in giacca e cravatta. Non si risparmiano le battute, i qualunquismi di un’epoca che dovrebbe essere passata e invece vede stessi commenti perpetrare fino ad oggi. Per questo a La battaglia dei sessi si perdona una forma marcatamente didascalica. Una retorica che di certo è volta a far cogliere chiaramente un semplice e lapidario messaggio: uomini e donne sono entrambi umani, perciò uguali.

La-battaglia-dei-sessiEmma Stone e Steve Carell, gli ottimi interpreti de La battaglia dei sessi

Ad interpretare egregiamente i due protagonisti dello spettacolare episodio sono gli ottimi Emma Stone e Steve Carell. Non solo similari nell’aspetto ai veri personaggi, ma in grado di racchiudere con bravura lo spirito dei due sfidanti. Nella sua Billie Jane King la Stone porta l’imponente carica che la tennista impiegò nell’inforcare la sua racchetta per mostrare al mondo di cosa fossero capaci le donne. Controbilanciando questo lato con la vulnerabile scoperta di una sessualità che mai sarebbe stata accettata e riponendo nella sua vittoria una nota di taciuta amarezza. Steve Carell, dal canto suo, si trova a suo agio nelle sgangherate vesti di un uomo assurdo. Un intrattenitore nato, un competitore della fortuna che resterà schiacciato dal lavoro della sua avversaria. Troppo legato alla convinzione di essere uomo e quindi già proclamatosi, senza nemmeno aver giocato, vincitore assoluto.

La battaglia dei sessi è un biopic gradevole che vive attraverso i suoi attori protagonisti e la perspicace scelta di realizzare una pellicola dal sostanziale contenuto, ma dai divertenti toni. Un pezzo della storia dello sport mondiale gravido di risvolti positivi per quella minoranza che deve ogni giorno lottare per affermare il proprio valore. Un’eroina contemporanea, la Billie Jane King di Emma Stone, che si innalza ad esempio per le lotte quotidiane che ognuno deve avere il coraggio di affrontare. Rinunciando a volte anche ad una parte di sé per cui tornare a combattere in futuro. Un’opera che rallegra senza perdere mai il suo obiettivo, una partita in cui le donne hanno saputo mettere a segno il proprio valore.

La battaglia dei sessi sarà al cinema dal 19 ottobre con 20th Century Fox.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


'La battaglia dei sessi, la lotta per i diritti e l’uguaglianza a suon di racchette da tennis' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares