la belle époque

La belle époque, un inno all’amore per un film perfetto

Una commedia densa di gioia, buoni sentimenti e dialoghi costruiti con un incastro perfetto. La belle époque , in concorso alla Festa del Cinema di Roma, è una sferzata di energia, un inno alla vita e un invito ad afferrarla senza subirla passivamente

 

Dopo Un Amore sopra le righe il poliedrico Nicolas Bedos torna a vestire i panni del regista (e anche sceneggiatore) per La belle époque, film già presentato Fuori Concorso alla 72esima edizione del Festival di Cannes e arrivato in concorso nella Selezione Ufficiale alla 14^ Festa del Cinema di Roma.

Bedos per il suo secondo lungometraggio schiera un cast che vede tra i protagonisti Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Doria Tillier, Fanny Ardant e Pierre Arditi.

SINOSSI

Victor è un disegnatore/fumettista disoccupato e perennemente annoiato. Rimpiange gli anni ’70 quando tutto sembrava avere senso e quando il suo lavoro trovava maggiore apprezzamento. Marianne, invece, psicanalista, vive la sua esistenza perennemente “connessa”, prediligendo realtà aumentata e tecnologia moderna. Costretto da Marianne ad andarsene, Victor accetta l’invito della Time Traveller, un’agenzia gestita da Antoine (Guillaume Canet), amico del figlio, specializzata nel riprodurre in tutto e per tutto le epoche passate.

Tra gli anni a disposizione Victor decide di tornare al 16 maggio 1974, a Lione, nel caffè La belle époque, per rivivere il primo incontro con Marianne.

IL PASSATO PER GUARDARE AL FUTURO

Analogico contro digitale. E’ la disputa che ormai si trascina da tempo, da quando la tecnologia ha cominciato a pervadere le nostre vite. Questa volta Bedos decide di incastonarla in un racconto che, per alcuni versi, ricorda Midnight in Paris.

Victor non trova più stimoli nel mondo in cui vive. Tutto gli sembra arido, privo di sentimenti. Vorrebbe ritornare al passato. Marianne brama invece il progresso, il futuro. Sente di volere nuovi stimoli, anche sessuali.

La Time Traveller, per Victor, rappresenta un modo per riscoprire sua moglie. Attori, costumi d’epoca e scenografie fungono da terapia per ricucire gli strappi della sua esistenza e per fargli “risalire la china”. Anche per innamorarsi nuovamente di lei (o dell’attrice che la interpreta), se necessario. Una nostalgia non semplicistica ma tesa a voler ricostruire ciò che ha nel mondo moderno. O ciò che non ha più.

Tra i tanti tipi di amore da rappresentare La belle époque si dedica a quello duraturo, che va oltre il tempo e che resiste a distanza di anni. Una narrazione fresca e mai banale, con pochi e semplici elementi. Senza voler strafare.

Interessante il ruolo di Antoine. Bedos lo rende quasi un regista di un film dentro un film, volendo orchestrare in maniera perfetta ogni rievocazione storica fino al minimo particolare. Intorno a lui compare anche la giovane Margot (Doria Tillier) di cui Antoine è innamorato.

UNA SFERZATA DI ENERGIA PER UN FILM PERFETTO

La belle époque è una commedia densa di gioia, buoni sentimenti e dialoghi costruiti con un incastro perfetto. Tra battute, repliche, “frecciatine” che fanno ridere di gusto o sorridere in maniera piacevole, i coniugi Ateuil-Ardant “danzano” sullo schermo. Merito della sceneggiatura che non tralascia neanche le virgole e che rende Bedos non solo un regista ma un vero e proprio artista eclettico. Al suo fianco un cast solo all’apparenza eterogeneo ma accomunato da una grande forza recitativa e di presa sullo spettatore.

Piccola perla e menzione per la scelta della soundtrack. Always Something There To Remind Me di Dionne Warwick è esattamente ciò di cui questa opera cinematografica aveva bisogno.

La belle époque è un film semplicemente perfetto, una sferzata di energia, un inno alla vita e un invito ad afferrarla senza subirla passivamente. Tutto per far primeggiare l’unica cosa realmente importante, mettendo da parte telefonini e pc: l’amore, quello più puro e nobile che si possa provare. Per guardare al futuro con maggiore speranza, sicuri di avere accanto la persona giusta per affrontare il viaggio.

La belle époque sarà nei cinema dal 7 novembre, distribuito da I Wonder Pictures

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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