La Cina a Roma con i “Tesori della Cina Imperiale”

04 - Statuetta femminile a cavallo con scialle di seta sulle spalle, in ceramica a tre coloriDal 16 luglio 2015 al 28 febbraio 2016 nelle sale del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia sarà ospitata Tesori della Cina Imperiale, mostra dei capolavori provenienti dal Museo Provinciale dello Henan, per narrare il passaggio dalla dinastia Han all’Età dell’oro della dinastia Tang. I pezzi esposti saranno oltre 100, tra i quali una veste funeraria in giada intessuta con fili d’oro.

A patrocinare l’evento, il Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, l’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo della Repubblica Italiana. L’organizzazione, invece, è stata affidata alla State Administration of Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese, alla Direzione Generale Musei del MiBACT e al Polo Museale del Lazio, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale dello Henan.

La mostra, che è la terza di cinque previste dall’accordo, si colloca nell’ambito del Memorandum d’Intesa sul Partenariato per la Promozione del Patrimonio Culturale che prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture, al fine di promuovere lo scambio culturale tra la Cina e l’Italia e permettere una maggiore e profonda comprensione tra questi due popoli.

“Con la speranza che questa mostra non offra solo un banchetto culturale dell’arte cinese, ma promuova anche una conoscenza della cultura cinese”, ha detto Zhang Jianda, Consigliere culturale cinese in Italia.

Edith Gambrielli, Direttore del Polo Museale del Lazio, sottolinea: “Questo è un progetto culturale di crescita e sviluppo insieme, Italia e Cina.”

Per consentire ancor meglio la totale fruizione, è ora disponibile il sito del Polo Museale del Lazio anche in lingua cinese.

Non solo: anche l’Italia ha già una sua vetrina culturale in Cina, a Pechino, che ha ottobre ospiterà la terza tappa del progetto italiano con un’esposizione sull’arte veneziana del XVII secolo.

LA MOSTRA.

Alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella storia cinese, in quanto, è durante questo periodo che venne consolidato l’impero. Il disegno imperiale e l’ambizione del periodo si rispecchiano nell’arte Han, in 09 - Torre di avvistamento a tre piani smaltata verde (edificio funerario)particolare in quei rilevamenti archeologici in cui si celebra la vita oltre la morte del defunto. La ricchezza è un tema preponderante nel periodo, ed è rievocata attraverso i complessi modelli di abitazioni e altre costruzioni ritrovati. Tra le strutture, spiccano per curiosa importanza i porcili, come il reperto “Porcile e latrina in ceramica rossa” (dinastia Han Occidentali, 202 a.C.- 25 d.C.). Ma questo non è strano: per la cultura cinese il maiale era infatti simbolo di ricchezza (non a caso, il radicale base della parola家 – jiā, “casa”, ma anche “famiglia”, è proprio il maiale).

Il tema dell’immortalità è legato alla splendida “Veste di giada cucita con filo d’oro” (dinastia Han Occidentali, 202 a.C. – 25 d.C.), splendido reperto a grandezza d’uomo, perfettamente conservato e con lunghezza di 180 cm. La scelta della giada è in qualche modo ovvia: secondo le dottrine taoiste dell’epoca, tale pietra preziosa aveva il potere di preservare il corpo dal decadimento consentendo la sopravvivenza dell’anima.

“Questo è il pezzo più importante del nostro museo e oggi l’abbiamo portato qui”, afferma con orgoglio Tian Kai, Direttore del Museo Provinciale dello Henan.

Per quanto riguarda la dinastia Tang (581 – 907) invece, essa diede un’armonia sociale e una stabilità scomparse ormai da tempo. Questa dinastia , infatti, inaugurò un’”età dell’oro” durante la quale la Cina fece sentire i suoi echi culturali fino al Mediterraneo. Non soltanto: questo è il periodo in cui molti stranieri si trasferiscono a vivere in Cina, è un’epoca di grande mescolanza e integrazione sociali, come mai prima. Tutto ciò è testimoniato dalle numerose “Statuette di barbaro”, come la splendida “Statuetta di barbaro con cammello in ceramica a tre colori”.

Inoltre, un dato storico importante da menzionare riguardo al periodo, è che in epoca Tang si diffusero moltissimo raffigurazioni di cavalli, con un innovativo livello di naturalismo. Il cavallo era un simbolo, oltre che una passione e un elemento necessario per la vita dell’epoca: un editto del 667 aveva infatti sancito che cavalcare era riservato solo a un’elite di aristocrazia e alti funzionari. Tra le varie opere di questo tipo non possiamo non citare la “statuetta femminile a cavallo con scialle di seta sulle spalle in ceramica a tre colori, una testimonianza assoluta della libertà di cui godettero le donne dell’epoca, oltre che della moda del periodo (confermata anche da molte altre “Statuette di donne in ceramica rossa”.

14 - Brocca a forma di fenice in ceramica a tre coloriQuesta mostra è strutturata, come ha ribadito Tian Kai stesso, in quattro parti: in una possiamo vedere il rapporto tra la Cina e l’Impero Romano tramite la Via della Seta, in un’altra si possono vedere gli elementi della vita quali il cibo, il divertimento e le case. E nella terza parte troviamo “il sogno, il desiderio per la vita oltre la morte” citando Tian Kai. Infine c’è l’ultima parte, quella della porcellana. La Cina è il Paese della seta, ma anche della porcellana.

COMMENTO.

La mostra è interessante, ben organizzata con pannelli integrativi chiari e disponibili in tre lingue diverse (italiano, inglese e cinese). Vi è anche uno schermo con filmati integrativi ed esplicativi, oltre che dettagliate didascalie applicate direttamente sui vetri.

Il percorso non è in ordine cronologico, ma diviso piuttosto in sezioni quali “la vita quotidiana”, “le credenze religiose” e “le porcellane dell’età dell’oro”, una scelta curiosa, che sebbene possa indurre una leggera confusione in un primo momento, permette di comparare l’itinerario dei singoli settori nei vari periodi. E consente comunque di godere in modo assoluto della bellezza dei reperti.

 

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Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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