Giorni di ordinaria paura in Ciociaria, nella zona di Sora e Cassino dove dall’inizio di ottobre la terra non smette di tremare. Scosse continue, più di duecento dall’inizio di ottobre, tutte piccole e innocue ma sufficenti a terrorizzare i abitanti di almeno venti Comuni: troppe le analogie con quanto avvenuto nella vicina Aquila, dove prima del grande crollo del 6 aprile si erano registate migliaia di piccoli terremoti.
L’area è ad alto rischio sismico e, negli ultimi cento anni, la terra si è già fatta sentire due volte: nel 1915 e nel 1984. Cuore della nuova ondata sismica è il comune di Campoli, paesino arroccato sui monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, noto per i suoi tartufi.
La gente impaurita dorme nelle auto, prepara le valigie per un’eventuale fuga improvvisa, sui blog locali rimbalza il “kit di sopravvivenza per terremoti” con i suoi pratici consigli intrisi di buon senso: “Non perdere la calma, stare lontani dalle finestre, accovacciarsi sotto un tavolo o un letto”. Molto popolare è anche la lista anti-emergenze stilata dal Comune di New York con l’elenco di cosa infilare negli zaini in caso di fuga: “le chiavi di casa, i documenti, scarpe robuste, medicinali per almeno una settimana, cibo non deperibile, acqua”.
La Protezione Civile è in allarme, dopo un vertice in Prefettura sono state disposte esercitazioni e simulazioni antisismiche. Si stanno compiendo sopralluoghi nelle scuole della zona, alcuni sindaci le hanno chiuse per precauzione e gli studenti del liceo di Arpino si sono spostati in alcuni prefabbricati affittati dal Comune.
I primi cittadini ciociari, pressati dalla popolazione, hanno deciso di incontrare anche il ricercatore Giampaolo Giuliani – il tecnico noto per aver previsto il terremoto dell’Aquila – il quale ha disposto una rete di rivelatori del gas radon (il metodo da lui impiegato per prevedere le scosse) e in un’intervista al quotidiano “Il Tempo” invita la gente a stare all’erta: “Prepariamoci al peggio”.
FABIO BRINCHI GIUSTI
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