La comunicazione ai tempi di Matteo Renzi: cosa cambia?

Un ciclone. Così, con una parola forse abusata, si può riassumere l’impatto di Matteo Renzi sul Partito Democratico, a un paio di mesi dalle primarie. Un tornado che rischia di spazzare via tutto, dallo storico gruppo dirigente di centro-sinistra, fino alle velleità vendoliane. Ma perché? Cosa c’è dietro il Sindaco di Firenze?

Politica – Matteo non è uno statista. Poco ma sicuro. E’ uno pragmatico, bravo a circondarsi di buoni tecnici, ma non ha la qualità del grande uomo politico. Ha idee confuse, sta con Marchionne, ma vuole che i lavoratori siano tutelati. La sua pare una visione americana , fortemente anti-statalista, votata a un ringiovanimento generale degli apparati burocratici. Nuovo vuol dire buono, insomma. E per questo, nel Pd tutto va rottamato.

Comunicazione – E allora cosa c’è di diverso, di veramente innovativo? Renzi, forse il primo nel Partito Democratico, sa comunicare. Sa come si parla alla gente, sa come la si appassiona. E’ un format, come brillantemente osservato da Aldo Grasso qualche giorno fa. E’ un uomo copertina, sapientemente guidato da Giorgio Gori, fondatore della Magnolia ed ex direttore di Canale 5. Matteo, insomma, buca lo schermo, attirando le simpatie anche di elettori che di sinistra non lo sono mai stati. Vende se stesso, il suo ego, la sua storia di uomo e di politico. A proposito di ego, significativa è l’imitazione di Ubaldo Pantani che ha sfoderato nel corso del programma “Quelli che il calcio”.

Politica 2.0 – Fin qui, niente di particolarmente nuovo. Berlusconi lo faceva quasi venti anni fa. Vero. Ma Renzi padroneggia anche altri media. Come Twitter o Facebook, sui quali ha costruito una credibilità da molto prima dell’inizio della campagna elettorale. O il suo sito ufficiale, dove Matteo si racconta e spiega le sue idee, in modi spesso innovativi. L’infografica, recente, su come aumentare il potere d’acquisto degli italiani potrebbe fare scuola, in tal senso.

E’ una comunicazione politica leggera, che punta a farsi comprendere. L’opposto del politichese, insomma. E anche l’operazione di crowdfunding, attraverso la quale sta finanziando il suo tour in camper, rappresenta una novità veramente interessante, almeno in Italia. Donare 5, 10 euro per sostenere qualcuno ti fa sentire parte di una comunità, di un gruppo di persone che condividono una visione del mondo. E che sono disposti a investire, seppur in minima parte, per sostenerla.

FRANCESCO MARINO



'La comunicazione ai tempi di Matteo Renzi: cosa cambia?' have 2 comments

  1. 25 settembre 2012 @ 1:03 pm Francesco Angeli

    un rigurgito di berlusconismo comunicativo nella sinistra?

  2. 25 settembre 2012 @ 1:12 pm Francesco Marino

    Forse, ma credo ci sia qualcosa di più, almeno dal punto di vista puramente mediale. Chiamiamolo un berlusconismo 2.0


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