La democrazia al capolinea?

Il nuovo attentato alla democrazia, si chiama: “Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione“, altrimenti detto “Decreto salva-liste”. Le liste da salvare sono quelle di Roberto Formigoni in Lombardia (il suo listino, presenta 514 firme di sostegno, con alcune irregolarità relative ai timbri delle autorità o alla raccolta delle firme in maniera irregolare) e la lista del Pdl della Provincia di Roma, a sostegno del Leader Ugl, Renata Polverini poichè – le carte necessarie a convalidare quest’ultima lista, sono state presentate da un delegato di partito (tale Alfredo Milioni) in ritardo, rispetto al limite consentito dal Tribunale di Roma anche se Milioni era arrivato in anticipo (la sua giustificazione, si può riassumere così: <<Sono entrato in anticipo, poi sò uscito a magnà un panino e quando sò rientrato non m’hanno fatto consegnare più la lista>>).

Il decreto, presentato e approvato in tutta fretta dal CdM (venerdì sera in soli 45 minuti), ha visto l’immediata firma dell’ex garante della Costituzione (il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) e sancisce in poche parole che – il diritto all’elettorato attivo o passivo – si impone sulle mere formalità dei tribunali. Ciò significa che la legge, viene scavalcata, per far posto al volere del popolo. Vuol dire che la dicitura che sovrasta i giudici i ogni tribunale d’Italia (“La legge è uguale per tutti”) non ha più senso, è stata definitivamente esautorata del suo significato.

Tranquilli, non sono in preda a un delirio da “comunista mangia bambini” o da “oppositore giustizialista”, sto solo tentando di analizzare l’ultima porcata che sta affossando quel barlume di democrazia che era ancora presente nel nostro paese. Andando a leggere il testo del decreto in questione (apparso ieri sulla Gazzetta Ufficiale), si può notare che i 3 articoli di cui si compone, sono tagliati su misura per travagli elettorali che il Pdl sta passando in Lombardia e nel Lazio.

Una prima introduzione, l’ho già accenata nell’incipit di questo articolo. Proseguendo la lettura, si nota come vengano concesse 24 ore di tempo (a partire dall’accettazione delle liste elettorali), per dare la possibilità di sanare eventuali irregolarità formali. Inoltre, si sprecifica che le firme a sostegno della candidatura, possono essere considerate valide, anche se presentano irregolarità di autenticazione o di raccolta (vedi caso Formigoni).

Ma non è finita qui, visto che il gran finale è stato riservato al Pdl del Lazio. Il decreto, infatti, termina con un’ultima disposizione: i termini orari per presentare le liste elettorali, sono validi con “il comprovato ingresso nei locali del competente tribunale o Corte d’Appello , entro l’orario previsto, dei delegati incaricati della presentazione delle liste” e se, come dicevo prima, per qualsiasi caso non si riesca a consegnare tutti i documenti necessari, si può sanare la situazione entro “24 ore”. Questo lasso di tempo, infine, si applica (solo per il Lazio e la Lombardia) non dalla presentazione delle liste, ma dalla sua entrata in vigore sulla Gazzetta Ufficiale.

Vi devo confessare che sono rimasto sgomento da quest’ultimo vile attacco ad opera di questo governo. La sfrontatezza con cui il Presidente del Consiglio (come ha scritto giustamente Marco Travaglio nel suo ultimo libro, Ad Personam) sta privatizzando la democrazia, è un unicum in tutta Europa.

Ogni uomo libero ha il dovere di scendere in piazza a difendere i valori in cui crede. Dobbiamo volere e possiamo volere, un paese più giusto, una democrazia più giusta, dove le regole si applicano e si rispettano (non è che si trasgrediscono e poi si dà la colpa al legislatore che ha legiferato in tal senso). Non dobbiamo permettere che i nostri governanti (che non sono degni neanche di questo nome!) continuino a decidere del nostro futuro. Ogni cittadino che crede ancora nel nostro paese e nella democrazia che dovrebbe professare, deve scendere in piazza – con un megafono in mano – e urlare il proprio dissenso e la propria indignazione.

Prendete esempio dal fenomeno del Popolo Viola, i quali hanno capito che bisogna andare al di là della semplice protesta sterile su internet e uscire dalle case, andando in giro per le strade a denunciare fatti e misfatti di un apparato, di una casta che sta stremando il nostro paese.

Signori, io vi invito a seguire l’esempio del Popolo Viola e cominciare a fare Resistenza fin da ora, Resistenza a questo regime, a questa macchina da guerra politica, che mira a distruggere lo Stato di diritto, le nostre ultime speranze. Vi invito a utilizzare questo stupendo strumento (qual’è internet) per uscire dalle case e mettere i nostri politicanti, di fronte ai loro atti criminosi, che hanno preso e continueranno a prendere per poter curare solo i propri interessi.

C’è bisogno di una nuova politica, subito. Prima che cali il sipario sulla democrazia….con Berlusconi che – in prima fila – applaude entusiasta…

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'La democrazia al capolinea?' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares