La democrazia censurata

Negli ultimi giorni, visto l’arrivo delle elezioni regionali, si sono intesificati gli attacchi che ormai vengono lanciati con ritmo costante contro quel poco che rimane di una democrazia. L’ultimo della serie riguarda la censura applicata ai talk show della Rai (Annozero, Report e Porta a Porta, per applicare la par-condicio anche alla censura) e di Mediaset (Matrix). Al cittadino italiano nel mese che precede le elezioni regionali, anziché venire preparato per la votazione e informato riguardo ai candidati e i loro programmi elettorali, viene messa una benda sugli occhi e tappi alle orecchie, viene impermeabilizzato da tutto ciò che potrebbe sapere ma che non deve. Il cittadino ignorante è la fonte della democrazia, la loro democrazia che a noi farabutti (o poveracci come qualcuno ha il piacere di chiamarci) pare molto più simile ad un regime.

Nel silenzio dell’informazione minano i pochi cardini rimasti della legalità, nessun partito escluso. Tra qualche anno, quando si apriranno nuovi scandali e si troveranno nuove ruberie, ci si meraviglierà chiedendosi come certe persone abbiano potuto essere elette. Tutto avviene nel silenzio dell’informazione.

Quale democrazia può chiamarsi tale quando i cittadini che sono le fondamenta di questa forma di governo sono tenuti all’oscuro di ciò che la classe politica trama? Si è perso il significato della parola “democrazia”: il governo del popolo che oggi però non governa più nulla. Il politico dovrebbe rappresentare il cittadino e non tramare alle sue spalle sfruttando una fiducia ottenuta con l’inganno.

La democrazia necessita di un popolo informato, di cittadini che abbiano gli strumenti adatti per prendere decisioni che influenzeranno la vita e il futuro della comunità in cui vivono. Lo Stato deve assicurarsi che il cittadino abbia questi strumenti, lo Stato deve garantire al popolo un livello di informazione tale per cui questo faccia delle scelte basate sui fatti e sulla realtà delle cose, lo Stato deve garantire un livello culturale al popolo che gli permetta di sostenere un’azione importante quale è il voto. Invece lo Stato zittisce quelle poche fonti di informazione che toccano milioni di cittadini, toglie al popolo gli strumenti necessari per compiere una scelta tanto importante e al cittadino informato preferisce di gran lunga quello ignorante.

Prezzolini, ragionando sulla democrazia, si chiedeva come sia possibile che una persona necessiti di una patente di guida (rilasciata dopo aver studiato e sostenuto un esame) per decidere da che parte sterzare guidando un’automobile mentre qualsiasi cittadino, anche il più disinformato, possa votare decidendo il futuro del proprio paese. I danni che causa una manovra errata compiuta da un’automobilista, per quanto grossi, non possono nemmeno essere paragonati ai danni causati da un voto errato, dato senza la consapevolezza di ciò che si fa (i danni delle scelte errate di qualche anno fa li vediamo oggi). L’esempio non deve essere inteso come un attacco al suffragio universale, quanto invece una dimostrazione di quanto sottile e fragile sia il meccanismo che regola la buona riuscita della democrazia e come poco o niente faccia lo Stato per garantire che il meccanismo funzioni.

Cari elettori, per il prossimo mese scordatevi i vostri talk show, compreso Porta a Porta, che a detta di Vespa è stato chiuso per colpa di Santoro ed ha ragione, infatti è uno di quei programmi in cui difficilmente si parla di fatti e quindi inspiegabile la censura. L’isola dei famosi potrebbe tappare i buchi lasciati nel palinsesto Rai: un ottimo programma per il livello democratico e culturale in cui versa il belpaese.

FABIO

(vignetta a cura di http://vadelfio.splinder.com/  )



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