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RomaFF13, La diseducazione di Cameron Post: un film che tutti dovrebbero vedere

Una commedia drammatica condita da piacevole ironia che tratta un tema attuale e controverso. La diseducazione di Cameron Post è un film che tutti dovrebbero vedere.

 

la-diseducazione-di-cameron-post-recensioneLa Diseducazione Di Cameron Post (vincitore gran premio della giuria al Sundance Film Festival) è una commedia drammatica condita da leggera e piacevole ironia. Nel film viene affrontato un tema delicato: quello della rieducazione sessuale e le terapie di guarigione dall’omosessualità.

La pellicola è un adattamento cinematografico del romanzo di culto di Emily M. Dandforth, The Miseducation of Cameron Post. Fanno parte del cast principale: Chloë Grace Moretz (Suspiria, Sils Maria, Hugo Cabret), Sasha Lane (American Honey), Forrest Goodluck (Revenant – Redivivo), John Gallagher Jr. (Basta che funzioni, 10 Cloverfield Lane) e Jennifer Ehle (Le idi di marzoA quiet passionDetroit).

Capace di affrontare con uno stile graffiante un tema ancora attualissimo e controverso, La diseducazione di Cameron Post è diretto da Desiree Akhavan, regista newyorkese di origini iraniane già considerata una delle voci più originali e intense della scena indipendente internazionale. Il film è stato presentato in anteprima italiana alla 13^ edizione della Festa del cinema di Roma.

SINOSSI

Montana, nel 1993. Quando viene sorpresa a baciarsi con una ragazza durante il ballo della scuola, la giovane Cameron Post (Chloë Grace Moretz) viene spedita in un centro religioso, God’s Promise, in cui una terapia di conversione dovrebbe “guarirla” dall’omosessualità. Insofferente alla disciplina e ai dubbi metodi del centro, Cameron stringe amicizia con altri ragazzi, finendo per creare una piccola e variopinta comunità capace di riaffermare con orgoglio la propria identità.

Spunto di riflessione importante 

La diseducazione di Cameron Post è un film che riguarda profondamente la nostra società, che ancora fatica ad accettare una persona “diversa”. Nonostante la storia sia ambientata negli Stati Uniti d’America, dove questi centri religiosi di “guarigione” continuano ad esistere, il tentativo da parte delle famiglie di “curare” i propri figli da questa “brutta malattia” chiamata omosessualità è diffuso in tutto il mondo. La fotografia opaca delle immagini, presente per tutta la durata del film, sembra quasi alludere ad un passato lontano e remoto. In realtà, vicende come questa accadono ogni giorno sotto i nostri occhi, anche se ora, forse, in maniera più contenuta. Nonostante questi centri religiosi non esistano nel nostro paese, il punto di vista bigotto presente nel film, come nella società odierna, di sicuro non ci fa meravigliare.

la-diseducazione-di-cameron-post-chloe-grace-moretzLa forza del film risiede, però, non tanto nella storia in sé per sé ma nella maniera in cui questa è trattata. La delicatezza e la semplicità con cui viene disegnata una storia così intima e complessa aiuta a rendere la vicenda più semplice da metabolizzare. Non era facile prendere una storia del genere e trasportarla sullo schermo senza risultare troppo drammatici o moralisti. Eppure Desiree Akhavan ci riesce, affrontando il tema con una certa maturità che rende il film mai banale o scontato. Già il concetto di omosessualità considerata come una malattia da curare dovrebbe far veramente preoccupare e far riflettere. E’ proprio ciò che ci spinge a fare la pellicola della Akhavan, senza troppe ambizioni o pretese. Da sottolineare, per comprendere a fondo la vicenda come Cameron Post in un momento del film, afferma, in modo estremamente naturale: “Non penso a me stessa come omosessuale. Non penso a me stessa come niente”.

Un film da vedere

Il messaggio del film è proprio questo. La storia non si limita a circoscrivere il problema ad una questione di sessualità, ma va oltre, cercando di cancellare le famose “etichette” che la società continua quasi ad imporre alle persone. Il pensare a noi stessi semplicemente come degli individui, liberi di essere chi vogliamo. Tema largamente trattato, specialmente negli ultimi anni, ma di cui si deve continuare a parlare.

La diseducazione di Cameron Post è un film che merita ed è rivolto a tutti: genitori, figli, nonni. Anche se la mentalità ottusa di molte persone difficilmente sarà scalfita, il tentativo di cambiare le carte in tavola è già di per sé un risultato vincente.

La diseducazione di Cameron Post sarà al cinema dal 31 ottobre distribuito da Teodora Film.

 

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Fonte immagini: sito ufficiale Teodora Film



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